I segreti di Brokeback Mountain

brokeback mountain ©marinaandruccioli
   Tempo di lettura: 5 minuti

Qualche giorno fa sono andata a teatro a vedere l’adattamento teatrale del racconto di Annie Proulx “I segreti di Brokeback Mountain” con una superba Malika Ayane e una live band davvero notevole ed ovviamente mi è venuta voglia di rileggere quelle intensissime cinquantadue pagine.

Questo racconto si legge davvero in un tempo breve se si vuole seguire solo la storia, ma se l’intento è quello di immergercisi davvero dentro con tutto il cuore beh… allora il tempo si dilata proprio come dice Pennac “Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”.
E tra queste pagine il tempo per amare è lungo più di vent’anni, copre tutta la vita di queste due anime.
La letteratura ci ha regalato storie d’amore declinate in ogni modo possibile, osservate e raccontate da ogni angolatura, cesellate con descrizioni sopraffine, con finali dolorosi o con il classico e vissero tutti felici e contenti o dipinte di emozioni indelebili.

Ci si incontra, ci si riconosce, ci si innamora, ci si imbeve di quella gioia che essere innamorati trasmette all’anima. Ma queste pagine collocano tutto questo in un luogo ed un tempo che ci costringe a scegliere tra quello che si prova e quello che la società considera giusto sentire, tra quello che davvero nel nostro profondo vorremmo e quello che ci adattiamo ad essere.
Tutti noi ci siamo innamorati nel corso della vita, tutti abbiamo ascoltato il cuore accelerare alla vista di quel viso amato o sentito nella pancia quelle farfalle che cercano di arrivare alla fonte di quell’intensissimo profumo che emette un’anima innamorata.

Provate a chiudere gli occhi e tutto questo sarà di nuovo reale, concedetevi un po’ di tempo ed assaporatelo. E ora apriteli nuovamente, davanti a voi ci sono Ennis e Jack, l’America rurale del ’63 e una montagna che è un vero e proprio luogo dove l’anima sembra respirare e tornare a vivere.
“Vorrei riuscire a lasciarti” mormora Jack.
Come grandi nubi di vapore da una fonte termale in inverno, gli anni di cose non dette e non dicibili adesso- ammissioni, dichiarazioni, vergogna, colpe. lacrime- si innalzarono attorno a loro.
Si, riuscire a lasciarti.
La potenza di un amore ostacolato eppure bellissimo è tutta qui, in questa frase.

Non voglio soffermarmi sulla storia d’amore raccontata dalla Proulx che è già stata oggetto di ampio dibattito, vorrei invece posare la mia penna sulla montagna, sul significato che questo luogo dell’anima ha suscitato in me leggendo il racconto e guardando l’intenso film del regista Ang Lee.
L’autrice ci consegna una storia d’amore complicata e difficile, ma anche una storia fatta di scelte non agite e queste cinquantadue pagine a me parlano di molto altro: Brokeback Mountain, questa montagna immaginaria mi racconta anche di un cumulo di pregiudizi da scalare ed al sacrificio e alla fatica che comporta, e del godere di quel panorama che possiamo solo intuire dalle pendici. Per me quella montagna rappresenta soprattutto lo sforzo delle nostre scelte: ogni cosa ha un suo prezzo e quel prezzo siamo noi a scegliere se pagarlo oppure no.
Quello in cui crediamo influenza ogni singolo giorno le scelte che facciamo o che non facciamo.

Brokeback Mountain è anche il luogo dove, soli con noi stessi, ci ritroviamo ogni sera con ancora tutto l’equipaggiamento sulle spalle pronti ad inforcare la salita o con lo zaino abbandonato tra i piedi, sfiancati e sconfitti ancor prima di aver iniziato la scalata.
Ennis e Jack, se vogliamo, sono anche i due modi di affrontare lo stesso problema: Jack pronto a sfidare il mondo per vivere l’amore che prova, Ennis invece scoraggiato e sconfitto, rassegnato a non esistere ancor prima di provare a vivere quel sentimento.

Ognuno di noi ha la sua montagna da scalare: come arrivare in cima sta a noi deciderlo.
Si tratta di cosa mettere nello zaino e su quali credenze basare la propria ascesa.
Ne va’ della nostra vita: scegliere tra quello che si prova e quello che la società considera giusto sentire, tra quello che davvero nel nostro profondo vorremmo e quello che ci adattiamo ad essere.
È un po’ come respirare, in effetti: non possiamo smettere di farlo come non possiamo smettere di amare, ma possiamo scegliere i momenti che il respiro ce lo tolgono.

per BookAvenue, Marina Andruccioli


Il libro:

Annie Proulx,
I segreti di Brokeback Mountain,
Baldini e Castoldi editore,
ed. 2005 pp.56


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