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Giovedì, 28 Aprile 2016 20:20

Orhan Pamuk, La stranezza che ho nella testa

Ovvero
La vita, le avventure, i sogni,
gli amici e i nemici di Mevlut KarataĹź,
venditore di boza, nonché una
panoramica della vita di Istanbul
tra il 1969 e il 2012, raccontata dal
punto di vista dei suoi cittadini.

Il 9 novembre scorso il premio Nobel turco Orhan Pamuk ha presentato il suo ultimo romanzo alla libreria Politics and Prose di Washington. La prima domanda che si è sentito rivolgere dal giornalista e scrittore Elliot Ackerman è stata: perché un sottotitolo del genere? Pamuk ha raccontato un aneddoto. Nel mezzo di una lezione alla Columbia University, dove insegna Arte del Romanzo, disse qualcosa del tipo: “…e come sapete, alla fine Anna Karenina si suicida”. Uno studente lo bloccò: “No, professore! Per favore, non ci dica come va a finire la storia!”.

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Martedì, 02 Febbraio 2016 08:45

Alice Munro è precisa, dà i nomi alle cose

ndr. è del tutto evidente che il nuovo libro di Alice Munro sia molto piaciuto da queste parti!. L'articolo di Marco Crestani segue quello di Silvia Belcastro pubblicato su queste pagine i giorni scorsi.

"Un tempo sognavo spesso mia madre, e sebbene i particolari variassero di volta in volta, la sorpresa era sempre la stessa. Il sogno si interrompeva perché era troppo palese la speranza, troppo scontato il perdono, credo. Nel sogno avevo la mia vera età e facevo la mia vera vita, ma scoprivo che mia madre era ancora viva. (In realtà, è morta quando io avevo poco più di vent'anni e lei poco più di cinquanta).>>

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C’era una volta una bambina che ascoltò una storia. La storia si intitolava La Sirenetta ed era così triste che la bambina decise di riscriverla. La bambina cominciò ad andare a scuola e la scuola era lontana. Dovendo fare ogni giorno una lunga camminata, si mise a inventare storie per passarsi il tempo. Finché nel 2013 – aveva ormai 82 anni – la bambina ricevette il Premio Nobel per la Letteratura con questa motivazione: “Maestra del racconto contemporaneo”.

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Mercoledì, 21 Ottobre 2015 10:34

Fiera del Libro di Francoforte per principianti

Il mondo ha bisogno di dialogo e albi da colorare. Ma il libro italiano è più vivo che mai.

Tutto comincia sull’aereo. C’è un frusciare di pagine e cataloghi, libri che vengono sfilati dai trolley e penne che fanno click. Le mie antenne captano la presenza di librari, giornalisti, scrittori, editori. Al mio fianco siede un signore che legge articoli di letteratura: dopo pochi minuti stiamo già chiacchierando e quando scendo dall’aereo ho i numeri di telefono e le dritte necessarie per affrontare la fiera. Ci salutiamo senza rivelare i nostri nomi, come due lettori eversivi in Farenheit 451, tacitamente uniti nel progetto di salvare il libro dal fuoco.

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Lunedì, 14 Settembre 2015 15:56

Christa Wolf. Voci.

Il mio primo Festivaletteratura è stato quindici anni fa. Presi un treno per Mantova dopo aver studiato febbrilmente l’itinerario su quei libretti che poi sono spariti con l’avvento di internet. Ero appena maggiorenne e dissi a mia madre che sarei tornata nel pomeriggio, anche se in verità avevo già prenotato una stanza. La sera infatti telefonai per dire che mi sarei fermata una notte, ma le notti diventarono presto quattro… e sul mio vecchio Quaderno dei Pensieri ci sono ancora l’autografo di Fosco Maraini, una foto sbiadita di Jhumpa Lahiri (lo scotch ha ormai trapassato la pagina) e un articolo su David Grossman. E poi pagine fitte di citazioni ed emozioni diciottenni, fra cui alcuni curiosi appunti sul suono della voce di Grossmann quando parlava in ebraico. >>

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Martedì, 08 Settembre 2015 20:16

Due chiacchiere con Joyce Carol Oates

Sapevate che ogni settimana The Guardian offre una chat in tempo reale in cui i lettori incontrano artisti, scrittori, musicisti, attori, uomini e donne di cultura? Si chiamano Culture Webchat e le trovate sul sito del giornale. Il 7 settembre era il turno di Joyce Carol Oates e la scrittrice ha risposto per iscritto – per ben due ore – a tutte le domande del pubblico. Ho letto per voi tutte le 95 domande e le relative 95 risposte e vi regalo una piccola selezione...

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Giovedì, 16 Luglio 2015 13:00

J.K. Rowling, Very Good Lives

“Come una storia è la vita:
non quanto è lunga è ciò che conta, ma quanto è buona
”.

Lucio Anneo Seneca

Oggi vi regalo un’anteprima. Si tratta di una conferenza dell’autrice di Harry Potter appena pubblicata in inglese. Mi ha fatto l’occhiolino dalla vetrina di una libreria accanto a un ristorante asiatico sorvegliato da un gigantesco Buddha. Sono entrata a curiosare: era un sottilissimo libro con la copertina rigida, un’edizione corredata di illustrazioni poetiche. Il Buddha continuava a sorridere indulgente così dopo un rapido scambio di intese con la libraia – E’ un regalo? Si, per me! – mi sono seduta vicino a lui. Ho ordinato un piatto di riso in salsa di tamarindo e ho iniziato a leggere.

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“Io Leggo Perché…”

Il mese scorso fui attirata da un grande pannello all’entrata di una libreria. I passanti potevano prendere un foglietto, scrivervi la loro frase e attaccarlo sul pannello. “Io Leggo Perchè ho bisogno di sognare”, “Io Leggo Perchè il viaggio in metro è lungo”, “Io Leggo Perchè voglio dimenticare mia suocera”…>>

 

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Lunedì, 18 Maggio 2015 19:15

Paul Auster, Sbarcare il lunario

Volevo un libro per un’ora e mezza di viaggio, qualcosa di breve che mi impedisse di riflettere sui quegli agghiaccianti gemiti degli aerei e che tutti conosciamo. Sono entrata in libreria con il familiare senso di connessione con l’universo che accompagna un Acquisto, ma avendo finito da poche ore Follie di Brooklyn (regalo del Direttore), ero in piena crisi d’astinenza da Paul Auster. Mi sono dunque diretta con fare rabdomantico verso il suo scaffale e ho accarezzato i dorsi finché non ho captato una vibrazione libresca. Ho sfilato un libricino dello spessore di una sottiletta, il retro di copertina diceva: “A cavallo dei trent’anni vissi un periodo in cui tutto quello che toccavo si trasformava in un fallimento”. Il messaggio dell’universo a questo punto era piuttosto chiaro, ma è stato il seguito a convincermi che quello sarebbe stato il mio libro da aereo: “Paul Auster indaga negli anni del suo iniziale insuccesso e racconta la sua lotta quotidiana per sbarcare il lunario”.

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Venerdì, 29 Maggio 2015 00:00

Michail Bulgakov, Appunti di un giovane medico

di Silvia Belcastro

Siete scontenti del sistema sanitario? Il rapporto medico-paziente non vi soddisfa? Vi sembra che il chirurgo che vi ha operato farebbe meglio a dedicarsi all’uncinetto? Ebbene, fermatevi: avete bisogno di sapere che la Medicina può ancora essere Poesia.

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