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Domenica, 02 Agosto 2009 17:59

Guardia di frontiera con dono e piedi lunghi

foto autoreL'autore.
Jim Lynch vive con sua moglie e la loro figlia a Olympia, Washington. Come giornalista ha ricevuto il Premio Mencken e il Livingstone come "giovane giornalista", e ha all'attivo alcuni altri riconoscimenti a livello nazionale. La sua prima opera "alta marea" ha vinto il Pacific Northwest Booksellers Award (il premio dei librai del nordovest).
Da adolescente è stato abbagliato dai turbolenti romanzi di Tom Robbins e Ken Kesey. Con il tempo al college ha capito che aavrebbe voluto scrivere romanzi.
Il primo vero lavoro di scrittura è stato come reporter in un villaggio di pescatori Alaska, ma in qualche modo ho trovato il modo di scrivere racconti su storie di posti di lavoro come Bellman, una guardia di sicurezza, un lavoratore del conservificio di salmoni e una cameriera al The Old Faithful Inn allo Yellowstone National Park.
Come molti scrittori, ha scritto le sue fiction al mattino prima del lavoro vero progetto dopo progetto, agente dopo agente, di rifiuto in rifiuto. Confessa la sua insoddisfazione di quel periodo ma anche la sua tenacia e perseveranza riscontrabile in quest'ultimo come nei precedenti protagonisti dei suoi libri.

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Mercoledì, 04 Novembre 2009 17:34

Philip Roth, The humbling

foto autoreL'autore.
E' l'autore piĂą amato dai moltissimi lettori della comunitĂ  che si stringe sotto il nome del nostro sito.

Il libro. 
Caro lettore, mi domando e ti domando: diremo mai basta ai libri di Roth? Diremo mai: fatela finita Nathan Zuckerman, Spielvogel, David Kepesh e Mickey Sabbath? Oppure continueremo a stare incollati alle pagine intorno a queste storie esasperate, e coinvolti dal destino degli eroi le cui vite e gli amori rispecchiano quelle del loro autore?

Roth mi ha abituato a queste storie estreme, come la soffocata miseria identificata da O. Spielvogel, lo psichiatra immaginario del, "Pene Perplesso," l'articolo con cui mi ha introdotto a suo tempo nella lettura del "Lamento di Portnoy." Una condizione caratterizzata dall'estremo desiderio sessuale con comportamenti compulsivi di Alex e il suo sentimento prevalente di vergogna e paura del castigo, in particolare sotto forma di castrazione. Ma, si sa: le possibilitĂ  e le permutazioni dell' onanismo sono illimitate. E che sono il filo conduttore di molti dei suoi romanzi.

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Lunedì, 10 Maggio 2010 19:05

Nuovi talenti coreani

copertina«Le ore dei nostri incontri, il caffè solubile che abbiamo bevuto insieme, i dolci che abbiamo condiviso, è grazie a quelle poche ore alla settimana che sono riuscito a sopportare gli insulti, a superare le difficoltà, a perdonare i miei nemici, a pentirmi sinceramente e a confessare a Dio le mie colpe. Grazie a lei ho trascorso ore preziose, piene di calore umano… Ore felici. Avrei dato la mia stessa vita per guarire le ferite della sua anima. Se Dio lo permettesse, vorrei tornare in vita per poterle dire le parole che ho sempre desiderato dirle, almeno una volta, con queste mie labbra… Vorrei poterle dire che l’amo.»

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Venerdì, 30 Aprile 2010 18:46

L'impercettibile angoscia della malattia

copertinaAtto dovuto, il nostro per segnalare l'uscita nella Biblioteca Adelphi la pubblicazione delle opere di Georges Simenon, iniziativa che offre l’occasione di leggere o di rileggere i lavori di un autore che sempre più si configura come un gigante assoluto  del secolo appena trascorso. Ne è conferma – se ancora ne occorresse una – Le campane di Bicetre,  260 pagine di racconto delle vicende interiori di un uomo colpito da un ictus. Il libro, terminato nell’ottobre del 1962 e pubblicato nel 1963, fu, a buon titolo, assai considerato dall’autore, che,  come viene evidenziato anche nel risvolto di copertina, vi dedicò una lunga fase preparatoria e volle premettervi – fatto per lui alquanto inconsueto – una Premessa.

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copertinaUscito in Italia e già a ruba a Baghdad. Victoria, il bestseller internazionale dello scrittore israeliano Sami Michael, è finalmente disponibile per i lettori italiani grazie ai tipi della Giuntina, ma è anche disponibile per i lettori iracheni che tramite i canali della vendita di libri clandestina hanno esaurito in pochi giorni le copie pubblicate dalla casa editrice Al Jamal, che opera in Germania ma distribuisce in tutto il mondo arabo.
Sami Michael è nato a Baghdad, città dalla quale è scappato nel 1948 per sfuggire alle ritorsioni del regime iracheno di allora contro gli ebrei, diventati all’improvviso nemici, dopo la fondazione dello Stato d’Israele e la sconfitta degli stati arabi nella Guerra d’Indipendenza.

Pubblicato in Storie

foto

Grazie alle parole di Irène Némirovsky il lettore è portato a immedesimarsi nella malattia della storia, nella violenza delle sue guerre, nell'immoralità dei suoi molti popoli. La vita di  questa grande scrittrice riassume in sé le tragedie e gli orrori del XX secolo. Nata in Russia nel 1903 in una famiglia ebrea, al momento della rivoluzione il padre, banchiere, per sfuggire alle persecuzioni emigra in Francia. Qui Irène trova ben presto la sua vocazione, sarà una scrittrice. Le circostanze del suo esordio letterario hanno qualcosa di romanzesco.

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I libri di Carrere pongono sempre più di qualche difficoltà. Sia nel definirli, sia nel recensirli. E forse questa è la dimostrazione che ci si trova dinanzi a uno scrittore quantomeno complesso. C'è sempre, tra le sue righe, come una fastidiosa musica di sottofondo. E non si riesce mai a capire se sia la storia o un personaggio o l'atmosfera tutta del libro. Vi ricordate la “Settimana bianca” o “L'avversario”? Fin dalle prime pagine, senza bisogno di sapere come proseguisse la storia, si veniva sommersi da un senso di disagio, quasi di freddo.

Pubblicato in Elzeviri
Giovedì, 29 Aprile 2010 18:44

Vasilij Grossman, Storia e destino

Un romanzo che sembrava irrimediabilmente perso, ma che è stato ritrovato. Una storia talmente affascinante e avventurosa che lo scrittore voleva fosse come “Guerra e pace”, un romanzo corale in cui i veri protagonisti sono gli umili, che in queste pagine cercheranno di cambiare il loro destino. “Vita e destino” di Vasilij Grossman doveva avere come titolo “Stalingrado”, ma cambierà in “Per una giusta causa” dopo la prima redazione. Sarà pubblicato in fascicoli nel 1952 sempre con questo nuovo titolo che intendeva assecondare le autorità e quindi ovviare alla censura. Nel 1953 muore Stalin, "senza che ciò fosse pianificato", commenta in modo beffardo Grossman, che finirà un secondo volume sulla battaglia di Stalingrado.

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Giovedì, 29 Aprile 2010 18:09

Alice Munro, In fuga

Alice Munro ha scritto di volere fortemente che «il lettore assista a qualcosa di straordinario - non in quello che succede ma nel modo in cui succede.»
“In fuga” riunisce otto racconti di Alice Munro, tre dei quali sono legati fra loro per la presenza dello stesso personaggio in differenti momenti della sua vita.
I racconti, costituiti come episodi, sono tre: “Fatalità”, “Fra poco” e “Silenzio”.
Uno stile impeccabile, nitido, energico, quello della Munro che confonde sempre il lettore con la sua spavalda purezza.
Il racconto ha un andare sommesso, l'autrice in poche parole sa delineare uno stato d'animo, un tratto distintivo, un episodio e può condurti là dove un fatto repentino, impensato oppure auspicato, trasforma il rapporto del personaggio con la realtà.

Pubblicato in Storie
Giovedì, 29 Aprile 2010 18:05

Terézia Mora, Tutti i giorni

Terézia Mora è ungherese di sangue tedesco e croato. Scrittrice nota alla critica e al pubblico per la sua scrittura cristallina, vive a Berlino dal 1990. Ha vinto diversi premi importanti col suo primo libro, la raccolta di racconti “Seltsame Materie”, fra cui l’autorevole Ingeborg-Bachmann-Preis 1999.
E’ una delle traduttrici più apprezzate dall’ungherese in tedesco. Tra i vari autori, ha tradotto in tedesco il romanzo Harmonia Caelestis di Peter Esterházy (Berlin Verlag 2001).
Terézia Mora ha amato molto l’Ungheria ma, con dolore, ha riconosciuto che lì forse non riuscirebbe più a vivere. E’ bilingue, ma scrive in tedesco, la lingua della nonna. Ripudia però il legame con la nazione tedesca, pur rifiutando e disprezzando la definizione di "europea dell’Est".

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