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Domenica, 24 Settembre 2017 19:33

Paul Auster, 4321. Cronaca di una sfida

Recentemente, in occasione della presentazione a Madrid del suo ultimo lavoro 4321, oggetto di questa cronaca di lettura, Paul Auster ha dichiarato che Trump è "un maniaco psicopatico, pericoloso per gli Stati Uniti e per il mondo, un uomo incapace di leggere un libro". La sua dichiarazione è stata salutata con favore e fervore dagli ambienti liberal americani e contestato aspramente, ovviamente, da quelli del tea party. L’America che amo è finita il 9 novembre 2016; quello che rimane del Paese è spaccato in due parti che si fanno la guerra in continuazione incuranti che il loro controverso presidente stia per scatenare la terza guerra mondiale. Come i polli di Renzo nei Promessi Sposi. Uguali.

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Lunedì, 18 Maggio 2015 19:15

Paul Auster, Sbarcare il lunario

Volevo un libro per un’ora e mezza di viaggio, qualcosa di breve che mi impedisse di riflettere sui quegli agghiaccianti gemiti degli aerei e che tutti conosciamo. Sono entrata in libreria con il familiare senso di connessione con l’universo che accompagna un Acquisto, ma avendo finito da poche ore Follie di Brooklyn (regalo del Direttore), ero in piena crisi d’astinenza da Paul Auster. Mi sono dunque diretta con fare rabdomantico verso il suo scaffale e ho accarezzato i dorsi finché non ho captato una vibrazione libresca. Ho sfilato un libricino dello spessore di una sottiletta, il retro di copertina diceva: “A cavallo dei trent’anni vissi un periodo in cui tutto quello che toccavo si trasformava in un fallimento”. Il messaggio dell’universo a questo punto era piuttosto chiaro, ma è stato il seguito a convincermi che quello sarebbe stato il mio libro da aereo: “Paul Auster indaga negli anni del suo iniziale insuccesso e racconta la sua lotta quotidiana per sbarcare il lunario”.

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Quando il bambino era bambino, / se ne andava a braccia appese, / voleva che il ruscello fosse un fiume, / il fiume un torrente, / e questa pozza, il mare. Con questa strofa comincia la celebre poesia di Peter Handke, leitmotiv che percorre tutto l'emozionante, Il cielo sopra Berlino. Girato due anni prima della caduta del Muro, il film di Wim Wenders, Palma d'oro a Cannes per la migliore regia, ha rappresentato e rappresenta un manifesto di speranza in cui proprio il cielo unisce idealmente due  terre (Germania Est ed Ovest) e due mondi (capitalismo occidentale - comunismo sovietico di allora), inscenando il doloroso passato e il desiderio di futuro di Berlino.

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Domenica, 03 Luglio 2016 00:00

Paul Auster. L'inverno del nostro scontento

Sessantacinque anni ma non li dimostra. Eppure deve essere stata questa la molla che lo ha spinto a scrivere il suo nuovo libro "Winter Journal" che sarà, credo, pubblicato come tutti i suoi precedenti, da Einaudi.
E' abbastanza sorprendente scoprire un "lato debole" di Paul Auster. Certo, il pensiero della fine, incombe su tutti e l'autore non è da meno. In fin dei conti è abbastanza normale che, a una certa età, gli anni comincino a reclamare un po' di addizioni. E' un bel tema al quale sono particolamente affezionato dalle molte letture cui Roth mi ha obbligato negli anni. ( Una per tutti: Everyman ). Il libro di Paul Auster sonda il misterioso dialogo silenzioso che, ad un certo punto, ognuno di noi fa allo specchio. E' una meditazione sul tempo, sull'invecchiamento del corpo, e la memoria.

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Martedì, 31 Luglio 2012 18:02

Paul Auster, Le follie di Brooklyn

Le Follie di Brooklyn è stato pubblicato nel 2005. Un romanzo particolare, dove l’ombra del meta-romanzo è sempre presente, ma in maniera meno forte rispetto agli altri libri di Auster. Nonostante qualche rimando biografico - l’autore americano infatti vive stabilmente a Brooklyn da ameno 30 anni – e geografico ai luoghi principali del distretto newyorkese, il testo è essenzialmente un inno d’amore alla passione per la letteratura, alla finzione letteraria e quel “rifugio interiore” che essa è in grado di offrire. E, per ritornare al tema del meta-romanzo, Auster dimostra tutto questo con la sua stessa scrittura, avvolgente, intrigante, attraente.

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Sabato, 06 Giugno 2015 10:19

Il ritorno di Telemaco

copertinaPrendete Sunset Park, staccate la copertina (se vi riesce di farlo) e incollate le pagine in coda a Follie di Brooklyn.  Lo avete fatto? Bene: andate all'inizio dei due libri, che sono diventati uno solo, e cominciate a leggere.
Mi sembra che Paul Auster abbia voluto scrivere una elegia alla città di NY, dove abita, attraverso due storie verosimilmente uguali sotto il profilo della tensione emotiva, dei luoghi e dei meccanismi psicologici che stanno nella scatola nera dei personaggi.

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Martedì, 26 Ottobre 2010 07:17

Una storia in apparenza semplice

Come Paul Auster si svegliò una mattina da sogni inquieti e si trovò trasformato in un cane... sembrerebbe (ma non lo è) l'incipit giusto per un racconto come "Timbuctú", una storia apparentemente semplice narrata dal punto di vista di un cane.
Auster è conosciuto come uno scrittore a cui piace sperimentare, mettersi in gioco. Forse per questo è uno degli autori più originali e meno prevedibili.
Chi ama la sua scrittura liscia come la seta riconoscerà in "Timbuctú" alcuni temi familiari come la natura della solitudine e della memoria, il padre perduto e il figlio abbandonato, il confronto tra l'individuo e il vuoto...

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Domenica, 30 Maggio 2010 08:51

Intervista a Paul Auster

foto autorePaul Auster è stato definito "uno dei più grandi romanzieri viventi America" da più di un giornale o rivista letteraria o, comunque la si guardi, da molta parte delle comunità intellettuali esistenti.”
Il suo ultimo romanzo, Invisibile , si apre a New York nel 1967 con il protagonista Adam Walker di 20 anni. Lui è un aspirante poeta e studente della Columbia, che incontra il francese Rudolf Born, un veterano e studioso dei conflitti francesi in Algeria. Quest’ultimo offrirà al giovane la possibilità di fondare una rivista grazie al lascito di una eredità. Il rapporto conseguente porta Walker a Parigi, dove incontra Cecile, uno studiosa ambiziosa e fiorente, in California, dove vive i suoi giorni scrivendo le storie della sua vita.

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Martedì, 08 Giugno 2010 17:58

Paul Auster, Invisibile

copertina

Invisibile, l'ultimo romanzo ancora una volta su Brooklyn di Paul Auster, è un libro abilmente e amabilmente tracciato e compulsivamente leggibile. Diversi elementi danno sostanza alle pagine: con alcuni incidenti tipo soap opera, la morte di un paio di uomini con terribili segreti, e poi a seguire: spie, triangoli amorosi, tradimenti, un incesto, un omicidio, un inganno, e una ingovernabile lussuria, tutti temi così perfettamente intrecciati insieme che fuggono dal sentimento esagerato o artificioso. Invisibile è un piacere raro per i lettori: un "pezzo" incredibilmente strutturato di buona letteratura e (pure) per chi vuole leggerlo così, un avvincente thriller, ma anche un bellissimo libro di formazione.

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Martedì, 17 Marzo 2009 11:33

A.A.A. Premio Nobel cercasi

copertinaPaul Auster
Una menzogna quasi vera. Conversazioni con Gérard de Cortanze
Minimum fax

Intorno alla metà degli anni Ottanta, sugli scaffali delle librerie americane approdò il romanzo di uno scrittore non ancora quarantenne ma con alle spalle un numero imprecisabile di viaggi intercontinentali, traduzioni, lavori saltuari, tragedie familiari e fallimenti letterari di ogni tipo. Il nome dello scrittore era Paul Auster, il titolo del romanzo Città di vetro, primo episodio di quella che i lettori di ogni latitudine avrebbero presto imparato a riconoscere come Trilogia di New York.

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