Gli scritti di “La vita non basta” escono dal baule da matrimonio di Fernando Pessoa che conteneva oltre ventisettemila documenti acquistati dalla Biblioteca Nazionale di Lisbona. In quello che è diventato un’autentica icona letteraria, Pessoa teneva le sue carte e quelle dei suoi doppi, Bernardo Saores, Alvaro de Campo, Ricardo Reis, Mário de Sá-Carneiro, Almada Negreiros, Armando Córtes-Rodriguez, Luis de Montalvor, Alfredo Pedro Guisado, ciascuno dotato di una propria storia e fisionomia indipendente. Per loro egli costruiva passati e presenti alternativi, progettava libri che non avrebbe mai scritto, inventava professioni prese dal mondo reale. Erano i cosidetti eteronimi, ossai gli autori fantasmi che non tanto cavava dal proprio interno, ma convocava a sé con «un tratto profondo d’isteria», per la sua tendenza organizzata e costante «alla spersonalizzazione e alla simulazione».
Dentro il baule delle meraviglie di Fernando Pessoa


di Michela Murgia
Scrittore, giornalista e politico fra i più importanti del suo tempo, Mario Vargas Llosa è un artista a tutto tondo, capace di sfornare romanzi che sfiorano il sublime così come di impegnarsi in battaglie civili che assorbono gran parte delle sue energie (anche se lui si definisce uno schiavo volontario e felice della letteratura). Fine polemista, ama l’affondo paradossale e il resoconto vivace delle sue disavventure e delle sue idee.
7000 editori per 111 Paesi partecipano quest’anno alla Buchmesse di Francoforte, la mecca del libro mondiale. La fiera apre i cancelli il 6 Ottobre fino al 10. Sono attesi più di 300.000 visitatori per la 62ma edizione di questo evento che non ha uno uguale nel mondo. Paese ospite di quest’anno è l’Argentina, presente con una sessantina di autori a rappresentare il paese che vanta migliaia di librerie (non a caso Buenos Aires è sopranominata la citta del libro) e una letteratura amata in ogni parte del globo e che ha dato i natali as autori dal nome: Amado, Borges, Marquez, Sepulveda, Cortazar, Galeano, Allende e centinaia di altri.

Elegia per una scrittrice