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Kate Chopin, Il risveglio

Non v’era alcuna repressione nel suo sguardo e nei suoi movimenti.
Gli ricordò un animale meraviglioso e agile che si risveglia nel sole
”.

Eccomi qui, sul finire dell’estate. Ritorno da abissi di letture come un sommozzatore, porgendovi una manciata di gemme preziose. Dunque sedetevi un momento accanto a me, su questa spiaggia settembrina, e guardate un po’ cosa ho scovato.

Tempo fa mi sono ricordata che in Vagina, il suo ultimo saggio di risonanza mondiale, la scrittrice e attivista Naomi Wolf sostiene “che molte scrittrici, attive fra il 1850 il 1920, esprimevano aspetti dell’esistenza erotica femminile in cui si intuiva un nesso fra il risveglio sessuale e il risveglio creativo”. E mi sono ricordata anche che fra le artiste menzionate dalla Wolf c’era l’americana Kate Chopin con il suo romanzo Il risveglio, pubblicato per la prima volta nel 1889. E dal momento che l’estate è sicuramente il momento più adatto per affrontare un “risveglio” dei sensi letterari, mi sono data alla lettura in lingua originale. E mi sono accorta di essere incappata in un piccolo gioiello di straordinaria purezza, un classico dimenticato.

La città dei libri sognanti

“Qui comincia la storia. Racconta come sono entrato in possesso del Libro sanguinoso e come ho incontrato l’unza. Non è una storia per tipi dalla pelle sensibile e dai nervi deboli: a chi si ritrovasse in queste condizioni suggerisco di rimettere il volume sullo scaffale e di svignarsela con la cosa tra le gambe nel reparto dei libri per fanciulli.”

“Se ancora siete convinti che i libri siano innocui, ben presto vi ricrederete. Questa è la storia di un luogo in cui leggere è ancora un’avventura. Un luogo dove, a leggere, si rischia d’impazzire. Dove i libri possono ferire, avvelenare e perfino uccidere. Solo chi, pur di leggere, sia veramente disposto a correre simili rischi, solo chi sia pronto a giocarsi la pelle pur di conoscere la mia storia, mi segua e volti la pagina”. L’ammonimento di Ildefonso de’ Sventramitis la dice lunga su questo romanzo ambientato a Zamonia.>>

La scomparsa di Al Jerreau

L’anno comincia male. Malissimo, anzi. Gli echi del bruttissimo 2016 sembrano arrivare fino a qui.
Al Jerreau
è morto quasi improvvisamente un paio di giorni fa e ci è voluto un giorno per accettare la notizia. Aveva 76 anni e aveva annunciato giusto qualche giorno fa la sua intenzione di ritirarsi dalle scene dopo aver fatto un’onesto lavoro per oltre cinquant’anni.  Ha avuto il conforto della sua famiglia intorno che ha deciso di raccogliersi attorno al grande artista chiedendo di celebrare le esequie privatamente e di contribuire alla Fondazione della Scuola di Musica del Wisconsin.

Io sono soltanto una bambina

Un trasloco, una compagna di classe odiosa come vicina di casa, la promessa sempre rimandata di un cucciolo da accudire, la speranza di incontrare una vera amica: la protagonista di questo romanzo sarà soltanto una bambina, ma ne ha di cose a cui pensare!
Con la sottile schiettezza e il linguaggio asciutto che contraddistinguono la sua voce, in Io sono soltanto una bambina Jutta Richter ci catapulta nella vita della piccola Hanna, consentendoci di ascoltare dalla sua viva voce storie di ordinaria “entropia”.

Calano i lettori, cresce il fatturato. L’Italia dei libri nel rapporto Aie 2016

Cresce il mercato del libro in Italia nel 2016, segnando complessivamente (libri di carta, ebook e audiolibri) un +2,3%, raggiungendo così quota 1.283 milioni di euro riferiti al settore varia nei canali trade (librerie, librerie on line e GDO). È questo il principale dato di sintesi dell’analisi dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sul mercato del libro 2016 che è stata presentata da Giovanni Peresson il 27 gennaio, nella giornata conclusiva del XXXIV Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri a Venezia.

Per non dimenticare mai

La legge n. 211 del 20 luglio 2000 ha istituito il Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
Espressamente il fine è ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati >>

Le mille crisi di lettura e lettori nel Paese

L’Istat ha divulgato i dati sulla lettura di libri (esclusa sempre quella di e-book) nel 2016. Dopo la leggera crescita avuta l’anno precedente (+1,2%), nel 2016 il numero di lettori è tornato a calare, perdendo il piccolo incremento conquistato. Se nel 2015 la percentuale dei lettori copriva il 42,0% della popolazione residente in Italia con più di 6 anni di età, un anno dopo questa percentuale si attesta al 40,5%, con una perdita di 1,5 punti percentuali. In valori assoluti, 751 mila lettori in meno (-3,1%). Il calo si fa ancora più evidente confrontando i numeri attuali con quelli del 2010. Quell’anno, a leggere era il 46,8% della popolazione con più di 6 anni: tre milioni di lettori in più.>>