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Lunedì, 23 Gennaio 2017 14:28

Le mille crisi di lettura e lettori nel Paese

Scritto da redazione

L'Istat ha divulgato i dati sulla lettura di libri (esclusa sempre quella di e-book) nel 2016. Dopo la leggera crescita avuta l’anno precedente (+1,2%), nel 2016 il numero di lettori è tornato a calare, perdendo il piccolo incremento conquistato. Se nel 2015 la percentuale dei lettori copriva il 42,0% della popolazione residente in Italia con più di 6 anni di età, un anno dopo questa percentuale si attesta al 40,5%, con una perdita di 1,5 punti percentuali. In valori assoluti, 751 mila lettori in meno (-3,1%). Il calo si fa ancora più evidente confrontando i numeri attuali con quelli del 2010. Quell’anno, a leggere era il 46,8% della popolazione con più di 6 anni: tre milioni di lettori in più.>>

 

 

A calare, nel 2016, sono soprattutto i lettori deboli – quelli che leggono da uno a tre titoli l’anno – passando dal 45,5% dell’anno precedente all’attuale 45,1% (circa 440 mila lettori in meno, che diventano più di 1,250 milioni in meno confrontando il dato con quello del 2010). E mentre rimane praticamente identica la percentuale dei medi lettori (40,8%), cresce quella dei lettori forti (che leggono più di dodici libri l’anno), passando dal 13,7% del 2015 al 14,1% del 2016. Sebbene quella dell’accentuazione dell’abitudine della lettura in chi vi è già avvezzo sia una tendenza da osservare (e, più interessante e preoccupante ancora, è che a leggere meno sia chi già leggeva poco), i numeri non invitano a farsi illusioni. Nonostante la percentuale cresca, i lettori forti nel 2016 sono 300 mila in meno rispetto al 2015. E ben 1,224 milioni in meno rispetto al 2010.

Resta da capire, ma in questo i numeri di Istat non ci aiutano, i reali saldi negativi o positivi che otterremmo considerando anche la lettura di e-book e di altri generi e modalità di fruizione (qualcuno ricorda chi erano i «lettori morbidi» e quanto valevano?) che, introdotti dall’evoluzione del concetto stesso di lettura, non rendono facile a chi li pratica riconoscersi nelle domande poste e nelle categorie individuate da Istat.
(dal Giornale della Liberia)

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