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Sabato, 19 Gennaio 2013 10:51

INTERVISTA A ... Arianna Papini !

Scritto da Isabella Paglia

Questa settimana Piccoli Lettori Crescono

ha il piacere di intervistare Arianna Papini!

Artista, illustratrice, scrittrice e consulente editoriale di Fatatrac. Benvenuta, cara Arianna a Piccoli Lettori Crescono!

 

Iniziamo subito con l'intervista:

Fatatrac è una casa editrice creativa, coraggiosa e innovativa che affronta tematiche importanti a misura di bambino. Com'è nata Fatatrac qual è la sua linea di pensiero?

Fatatrac è nata tanti anni fa da un gruppo di giovani creativi pieni di idee e dal catalogo NIEP di mia madre, presso la Nuova Italia Editrice. Ricordo di aver vissuto da bambina l’incanto di osservare persone che, con grande serietà, discutevano a lungo ogni particolare delle pagine dei volumi destinati a noi, bambini degli anni 70, dunque fruitori di libri ancora strutturati molto diversamente. Credo di essermi innamorata allora di questo mestiere, del fare libri. Fatatrac ha passato traversìe e avventure, adesso con la nuova proprietà credo che abbia nuovamente acquisito quel pensiero del libero creare, dell’educazione condivisa nella levità del gioco.

Quanto c'è di Firenze nella tua arte e quanto ti ha influenzata?

Firenze è dentro di me, poiché ci sono nata ma non solo. Ho avuto due nonni meravigliosi che ogni domenica mi portavano a contemplare l’arte nelle chiese e nei musei o ai concerti del Teatro Comunale. Ero molto piccola, sentivo quell’arte far parte di me, imparavo il passato attraverso gli affreschi. Ho vissuto l’incanto del Natale nella cappella di Benozzo Gozzoli, la gioia dell’avvento delle stagioni nei dipinti del Botticelli, le storie della fede nei colori discreti e intensi di Giotto, la pregnanza del mistero negli affreschi del Beato Angelico e di Masaccio. Ogni angolo nascondeva, come in un’infinita caccia al tesoro, segreti che mi lasciavano senza respiro, di una bellezza indescrivibile. Sapevo già allora che non avrei mai preso le distanze da questo. Abitavo in collina, adesso vivo in centro, a una pedalata di bicicletta dalle meraviglie che mi accompagnano da sempre e che tengono con me, fra l’altro, i miei nonni adorati che non ci sono più. Questa storia personale mi dona la certezza che ai bambini vada sempre dato il meglio della scrittura e dell’arte, poiché solo nell’eccellenza possiamo avvicinare un poco il nostro mondo adulto a quello fantasticamente creativo dei piccoli.

Oltre all'impegno artistico c'è anche quello a livello sociale. Ci vuoi parlare l'associazione pediatrica Helios?

Helios è un’associazione meravigliosa, nata da ragazzi senza scopo di lucro ma con l’intento di stare al fianco di chi soffre. Presso l’Associazione ho potuto svolgere il mio volontariato in oncologia pediatrica, da lì è nata l’esigenza di effettuare l’ennesima formazione, presso Art Therapy Italiana di Bologna, per diventare Arte Terapeuta. Adesso che per lavoro sono ogni giorno a contatto con il dolore e con il disagio so quanto il volontariato rappresenti qualcosa di unico e di prezioso. Le motivazioni che ci portano ad accompagnare le persone senza altro scopo se non quello di essere lì, ci mettono in contatto con la parte più preziosa che abbiamo dentro, ed è l’esperienza che ogni persona al mondo dovrebbe fare.

Una cosa che mi ha colpito molto di Arianna Papini è che tiene laboratori di lettura con bambini anche piccolissimi di 6 mesi. Che cosa rappresenta il libro illustrato e come viene accolto da questo pubblico lillipuziano?Com'è il tuo rapporto con i bambini e con l'arte "contagiata"dai bambini?

Proprio stamani ero a leggere presso un nido. È incredibile, magico quanto i bambini già a sei mesi siano completamente avvolti dalla narrazione, smettano di piangere, ritrovino un tempo della quiete nella tonalità delle parole. Queste però devono essere splendide, musicali, grande letteratura insomma. I bambini hanno un sesto senso per l’equilibrio e per la bellezza in senso artistico: le immagini dense, i testi sfaccettati e non didascalici, le poesie. Il mio rapporto con i bambini è molto istintivo, ho bisogno di loro e di conseguenza loro hanno bisogno di me. È uno scambio vero, reciproco. Capiscono subito che sono sincera, così loro lo sono con me: mi fanno capire quando devo smettere o quando vogliono ascoltare di nuovo, la lettura ai bambini di quella età si fa solo partendo dall’abbraccio, ed è molto bello. Per quanto riguarda l’arte... ho una convinzione. L’arte “è” dei bambini, finché qualcuno non decide di rubarla loro. Rubarla significa renderla didattica, dare direttive, spiegare troppo. Credo che qualsiasi artista sia contagiato dalla parte bambina che ha tenuto con sé, gelosamente, per alimentare la propria arte.

Ci vuoi parlare del tuo ultimo lavoro:"La quaglia e il sasso" edito da Prìncipi & Princípi?

È un libro a cui tengo molto perché parla della maternità ai bambini. La maternità riguarda tutti, non solo chi ha figli, non solo le donne, tutti. I temi sono il desiderio, la nascita, il venire al mondo, il grande mistero della trasformazione, l’istinto che va oltre il ragionamento per cui in tempi di guerra o di carestia nascono sempre più bambini, la speranza che regala ricchezza a chi è molto povero. Poiché è il desiderio a renderci veramente ricchi, e non l’ottenimento di qualcosa. Poter desiderare dunque, permetterselo, credo che “La quaglia e il sasso” parli di questo. Di come a volte nella vita si debba prendere una strada insondata per scoprire chi siamo veramente, di quanto il ragionamento e il calcolo portino le persone a chiudersi in gabbie da cui non escono più. E poi c’è la ricerca della felicità nel rapporto con l’altro, che è sempre una sorpresa. Credo di poter capire tutto questo solo adesso, che mi arrivano molte lettere dei miei lettori. I miei libri nascono d’istinto, solo dopo un po’ di tempo riesco a leggerli, mi confronto con gli altri, capisco cosa ho detto. Sto leggendo questo libro in giro a grandi e bambini e ho in cambio tanti doni, occhi lucidi, abbracci, sguardi e parole molto speciali.

Ultima domanda da un milione di dollari cosa significa per te disegnare e cosa comporta essere un'illustratrice in Italia?

Disegnare è la mia vita. L’ho sempre fatto. Ho un ricordo antichissimo, non camminavo ancora ma realizzavo con la matita piccoli punti uno dietro l’altro a segnare il percorso dei singhiozzi, disegnavo il pianto. Mio padre ha ancora appeso nel suo studio di psichiatra un mio disegno, ero alla scuola materna, credo di aver avuto tre anni circa. La gatta ride e ha tre trecce, due ai lati della testa e una nel mezzo. Non è così diversa dai gatti che disegno adesso. In periodi in cui era difficile per me pensare che sarebbe potuto essere un mestiere disegnavo ugualmente. Non ne avevo il tempo, ero molto impegnata tra l’università e la casa editrice, così la notte, finiti tutti gli impegni, dipingevo fino allo sfinimento, fino a trovare me stessa. Lì, in quelle notti fonde piene di colori, c’ero io. Mi riconoscevo ed ero felice. E qui veniamo al discorso difficile. Cosa significa essere un’illustratrice in Italia? Combattere sempre per una identità negata. Ricordo due o tre anni fa, l’Associazione Illustratori venne alla Fiera di Bologna con un motto che tutt’ora tengo appeso nel mio studio, che recita “YES, I’M AN ILLUSTRATOR”. Mi piacque molto questa cosa perché in Italia quando qualcuno chiede del tuo lavoro e tu dici di essere un illustratore la prima reazione è uno stupore incredulo, poi arriva la solita domanda “Ah, ho capito, ma di lavoro cosa fai?”. Così dobbiamo combattere. La forza la troviamo dentro di noi, cerco di comunicare questo ai miei studenti dell’Isia, è un mestiere che vuole tanta dedizione, forza, fatica, al contrario di quel che sembra. È un mestiere meraviglioso e faticoso in quanto non riconosciuto, ma a chi mi chiede se vale la pena rispondo sempre di sì!

Grazie a Arianna Papini, ( cliccate i nome per essere condotti al suo sito ).

A tutti voi, arrivederci alla prossima settimana con tanti consigli di lettura e scrittori da conoscere!

INFO TECNICHE:

Titolo: La quaglia e il sasso

Autore: Arianna Papini

Illustratore: Arianna Papini

Editore: Prìncipi & Princìpi

Collana: Storie del nostro tempo

Codice EAN: 8896827655

Formato: cm 28x21

Prezzo indicativo: € 14,00

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