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Paola Manduca

Paola Manduca

Il libro scelto a mo’ di esempio è “L’età dei miracoli” di Karen Thompson Walker

Un nuovo ‘caso editoriale’ è atterrato di recente sui comodini italiani: “l’età dei miracoli”, a firma di Karen Thompson Walker.

Il libro d’esordio della scrittrice Karen Thompson – che si chiama tra l’altro come una delle protagoniste di Scuola di Polizia – è all’insegna della fantascienza. Nell’età dei miracoli, la terra intera comincia a rallentare e alle 24h canoniche via via si aggiungono una manciata di minuti finché il giorno arriva a durare 72 ore. Fenomeno straordinario che coglie natura e umanità alla sprovvista, nemmeno gli esperti alla televisione sanno più cosa dire. La notte diventa giorno e viceversa, gli uccelli impazziscono e gli eucalipti - che a inizio del libro “ondeggiavano come anemoni di mare” - finiscono per diventare pericolose mazze pendenti pronte a colpire all’improvviso e mortalmente la testa di chiunque.

Mercoledì, 12 Settembre 2012 13:51

Sfumature a chilometro 0

Proponiamo, in particolar modo a chi ha seguito lo scambio di articoli tra Paola Manduca e Layla El Sayed sui libri della James, la risposta alla replica di quest'ultima. Non c'è dubbio alcuno che in redazione non manchi il dibattito e, manco a dirlo, la passione. I precedenti articoli sono disponibili nella stessa rubrica o cliccando sui nomi delle nostre amiche. ndr.

Proverò a spiegarmi, ma per l’ultima volta. Come suggerisce Arthur Bloch a proposito delle discussioni inutili, replicare due volte è da pignoli, tre è da fessi.

Il punto non è se valga la pena di riesumare per Cinquanta sfumature la vecchia querelle se la cultura bassa abbia pari dignità rispetto alla alta (e a sopportare gli annessi sproloqui in termini di democrazia). Scomodare MacDonald - il sociologo, non il macellaio - per Mr Grey è come riportare in vita Billy Wilder per poi chiedergli consiglio su un’inquadratura di Natale a Miami; è come avere la possibilità di resuscitare Shakespeare, leggergli un passaggio di Tre metri sopra il cielo e sentire da lui se scorre; è come chiedere un’intervista a Umberto Eco e domandargli a bassa voce: “senti Umbe’, ma poi com’è andata a finire tra apocalittici e integrati? Chi ha vinto alla fine?”

Giovedì, 02 Agosto 2012 08:24

50 sfumature di spazzola e 100 colpi di grigio

Devo ammettere che la prima volta in cui ho sentito parlare di “50 sfumature di grigio”, ho pensato di poter rimandare. Mi ripetevo scaramanticamente che non sarebbe stato questo il caso editoriale dell’estate, che forse alla fine me la sarei scampata.

E invece eccomi qua, con il mio snobismo punito a suon di schiaffoni sul sedere da questo capolavoro di marketing moderno, prima portato nella stanza delle torture e poi sottomesso con un frustino dall’evidenza dei fatti. Con un ritardo di un paio di mesi (tranquilli, non sono incinta) mi sono messa a leggerlo, sapendo che sarebbe andata a finire così, seviziata dal primo della trilogia delle cinquanta sfumature di Mr Grey (il cognome del protagonista. E io che avevo pensato, povera illusa, almeno ad una metafora da pantone). Sono caduta stordita sotto i 100 colpi di questa spazzola inglese, insieme a Natalia Aspesi su Repubblica e Julie Bosman del New York Times.

Domenica, 12 Giugno 2011 21:01

Pesci, Giugno 2011

Le persone si dividono in due categorie, tra le tante possibili: ci sono quelle che quando sono depresse, si chiudono in se stesse per non dare fastidio al mondo, e poi ci sono quelle che invece parlano anche con gli sconosciuti in metropolitana di cosa li stia angustiando. Tu, caro mio del Pesci, oscilli costantemente tra questi due estremi: da un lato vuoi restare in disparte mentre il mondo, come volevasi dimostrare, può fare benissimo a meno di te, dall’altra però pretendi che gli altri siano sulla tua lunghezza d’onda e che sappiano cogliere i tuoi momenti no. Ma sai cosa potrebbe pensare la gente di te?

 

Libertà, Jonathan Franzen

Dall’esperienza con Molly Tremain aveva imparato che era meglio non tentare di salvare una donna che stava annegando, a meno che non fosse pronto ad annegare anche lui.

Domenica, 12 Giugno 2011 21:00

Acquario, Giugno 2011

Tra i segni più cool di tutto lo Zodiaco, ogni tanto ti fai prendere in modo ossessivo da ciò che è trendy e da ciò che non lo è. Ma i meccanismi della moda fanno leva proprio sull’insicurezza che generano bombardandoti di informazioni allo scopo di farti rimuovere che, se c’è un up-to-date, quello sei tu. E allora beccati di questo libro un passaggio meraviglioso relativo a una catena difficile da spezzare ma che, una volta messa a fuoco, ti illumina per sempre.

 

Libertà, Jonathan Franzen

Credo che l’iPod sia la vera faccia della politica repubblicana, e ritengo che l’industria musicale debba pronunciarsi con chiarezza, e diventare più attiva politicamente, e uscire allo scoperto e dirlo chiaro e tondo: noi fabbricanti di Chiclets non siamo interessati alla giustizia sociale, a ricevere notizie precise, obiettive e verificabili, alla dignità del lavoro, a un insieme coerente di ideali nazionali o alla saggezza. A noi interessa quello che NOI vogliamo ascoltare, e ignorare tutto il resto. Ci interessa prendere in giro quelli così maleducati da non voler essere cool come noi… Ci interessa persuadere bambini di dieci anni a spendere venticinque dollari per una piccola custodia in silicone per iPod, un prodotto molto cool realizzato da una consociata Apple al costo di trentanove centesimi.

Domenica, 12 Giugno 2011 20:59

Capricorno, Giugno 2011

Non spezzettare, compatta. Non diluire, concentra. Non ti perdere, unisciti. E visto che ci sei, non mettere neanche troppa acqua alle piante, perché poi si seccano. Insomma, Capricorno, non divagare in mille inutili corto-circuiti, guardati dall’alto e fai i totali, alla fine di una giornata in cui hanno prevalso le sottrazioni, le divisioni ma raramente gli addendi. E se hai bisogno di un promemoria, usa la relativa applicazione del tuo cellulare, oppure carica, e poi ascolta a loop sul il tuo lettore mp3 “Per fare un tavolo, ci vuole il legno”. Ti aiuterà a recuperare concentrazione.

Libertà, Jonathan Franzen

C’è una pericolosa tristezza nei primi rumori delle attività mattutine altrui; sembra che il silenzio soffra, quando qualcuno lo rompe. Il primo minuto della giornata lavorativa ci ricorda tutti gli altri minuti di cui è fatto il giorno, e non è mai un bene pensare ai minuti come a entità singole. Solo dopo che altri minuti si sono uniti al primo, nudo e solitario, il giorno assume un’identità più stabile.

Domenica, 12 Giugno 2011 20:58

Sagittario, Giugno 2011

Ho letto un interessante articolo del New York Times che parla di un nuovo paradosso sociale che sta invadendo le nostre vite e che ha a che fare coi complimenti. Sentite un po’: pur dedicandoci tutti indistintamente al nostro aspetto fisico, di fronte ai complimenti tendiamo a sminuire la portata del bel pensiero che ci è stato appena rivolto. Se qualcuno ci fa i complimenti per i capelli, siamo propense a dire che sembriamo appena uscite dalla piscina e se i complimenti vengono rivolti al vestito, spesso e volentieri cerchiamo di diminuirne il valore con metafore divertenti ma allo stesso tempo auto-mortificanti. Eppure il narcisismo dilaga, dunque come spiegare questo nuovo fenomeno? La risposta è evidente, e tu del Sagittario dovresti conoscerla: l’insicurezza, che va ammazzata senza pietà.

 

Libertà, Jonathan Franzen

Oggi l’autobiografa pensa che i complimenti fossero una specie di bevanda che Patty aveva l’inconscia saggezza di negarsi, proprio perché ne aveva una sete infinita.

Domenica, 12 Giugno 2011 20:57

Scorpione, Giugno 2011

Un mio amico avrebbe voluto scrivere l’atto finale de “Il Capitale” di Marx. Mentre un altro ci credeva davvero che, per il solo fatto di trasferirsi a vivere a New York, avrebbe sfondato nel mondo del cinema e dovuto dire di no, per eccesso di richieste, a Martin Scorzese. Ma con un pizzico di sofferenza e tanta ironia, entrambi gli amici si sono rassegnati a diventare altro, un altro in cui entrambi eccellono (per dovere di completezza, il comunista è diventato neurologo e Di Caprio mancato lavora nell’import/export). E’ quel che dovresti cominciare a fare anche tu, caro amico dello Scorpione, cominciando a convincerti del fatto che è meglio essere bravo nella realtà che una schiappa in un sogno.

 

Libertà, Jonathan Franzen

A quei tempi Richard era molto più istrionico di quanto sarebbe diventato in seguito, quando capì che non sarebbe mai stato una star e che quindi era meglio essere un’antistar.

Domenica, 12 Giugno 2011 20:56

Bilancia, Giugno 2011

Diceva Oscar Wilde: “Ogni donna tende ad assomigliare a sua madre, è questo il suo dramma. Ogni uomo, crescendo, tende a non assomigliare a sua madre, ed è questo il suo dramma”. Di qualunque genere sessuale tu sia, caro/a Bilancia, sei sicuramente frutto dei tuoi genitori, che la cosa ti piaccia o no. L’imprinting che ti hanno lasciato addosso (e che continuano a lasciarti) può essere compreso ma mai davvero combattuto, nel qual caso diventa tutto tempo perso, oltre che sprecato. A meno che tua madre non ti abbia abbandonato mentre eri in culla e tuo padre sia un assassino, perdonali e amali, anche e soprattutto attraverso te stesso. In bocca al lupo.

 

Libertà, Jonathan Franzen

L’unico padre sconfitto è un padre morto.

Domenica, 12 Giugno 2011 20:55

Vergine, Giugno 2011

Oh! Oh! Ci è semblato di vedele l’amole! E’ così, Vergine, ci stiamo innamorando? E allora inébriati di sospiri, in questa fase meravigliosa in cui tutto appare bello e ci si affeziona ai difetti trovandoli irresistibili, molla gli ormeggi, viaggia lontano assecondando le spinte del vento, dormi quando hai sonno e mangia solo cibi cucinati con attenzione. E se ci riesci, trattieni in memoria o trascrivi su un diario quanti più ricordi di questo magic moment, per alimentare i tempi di placido equilibrio che verranno.

Libertà, Jonathan Franzen

Una volta a Walter piaceva vederla bere un paio di bicchieri quando i bambini andavano a letto. Diceva che l’odore dell’alcool gli dava la nausea fin da quando era piccolo, ma che adesso aveva imparato a perdonarlo e ad amarlo nell’alito di Patty, perché lui amava il suo alito, perché il suo alito veniva da dentro di lei e lui amava quel che c’era dentro di lei. Queste erano le cose che le diceva; le dichiarazioni che lei non poteva ricambiare e che tuttavia la inebriavano.

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