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Acquario
Acquario

per i nati dal 21 Gennaio al 19 Febbraio

Lunedì, 08 Novembre 2010 08:57

Acquario, Novembre 2010

Ognuno ha nella propria vita la storia spartiacque: quella che mette un confine netto tra il prima e il dopo, tra un certo modo di amare e un altro. Ma quello che devono imparare tutti, e tu più degli altri, caro Acquario, è di provare a stare attento senza prosciugarti il cuore. E di evitare di prendere troppi traghetti sbagliati: andare in giro per il mondo senza una meta può andar bene solo per un periodo, dopo può diventare destabilizzante oltre che controproducente.

 

Il gioco dell'angelo, Carlos Ruiz Zafón

"Sai qual è il bello dei cuori infranti?" Domandò la bibliotecaria.

Scossi la testa.

"Che possono rompersi davvero soltanto una volta. Il resto sono graffi".

Venerdì, 08 Ottobre 2010 10:53

Acquario, Ottobre 2010

Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. Le delusioni sono di questo mondo, purtroppo, ma è sempre meglio ricevere una pugnalata sul lavoro che negli altri ambiti della vita. Non dimenticare mai, caro e dolce segno dello zodiaco, che il potere produce dei mostri, che farai bene a conoscere, ma mai del tutto.

La fattoria degli animali, George Orwell

“Mollie” cominciò “ho qualcosa di molto serio da dirti. Stamane ti ho vista guardare oltre lo steccato che divide la Fattoria degli Animali da Foxwood. Uno degli uomini del signor Pilkington stava dall’altra parte dello steccato. E – io ero lontana, ma sono quasi certa di aver visto – egli ti parlava e tu lasciavi che ti accarezzasse il naso. Che significa ciò, Mollie?”.

“Non è vero! Non ero io! Non è vero!” gridò Mollie, cominciando a impennarsi e a battere il terreno con lo zoccolo.

“Mollie! Guardami in faccia. Puoi darmi la tua parola d’onore che quell’uomo non ti accarezzava il naso?”

“Non è vero!” ripete Mollie, ma non potè guardare Berta in faccia, e subito dopo si volse e galoppò verso il campo.

Lunedì, 27 Settembre 2010 17:34

Acquario, Settembre 2010

Ma che vogliono tutti da te? Sei un segno pacifico e tutti invece ti tirano per la giacca – o la camicetta – per portarti dalla loro parte. Ti senti in difficoltà, a disagio, vedi gli altri sbranarsi, quasi sempre per stupidaggini, e avverti che il tuo tirarti fuori ti sta rendendo isolato dal mondo. L’equilibrio non sarà mai facile, perché la guerra continua è un talento innato di pochi: il più delle volte la gente si adegua. Ma ti conviene vivere ‘dentro’ e non ‘fuori’, cercando di raggiungere un buon compromesso e il consiglio non può non essere che:

Utopia e disincanto, Claudio Magris

Non è facile essere subito signori, nei propri rapporti col mondo, dopo essere stati a lungo sottomessi; la signorilità, la tranquilla modestia che non ha bisogno di affermazioni e riconoscimenti, quella noncuranza nei confronti di se stessi che rende sciolti e sereni, nascono dalla libertà e dalla sicurezza assorbite nella propria persona come un dato naturale. La violenza e l’ingiustizia, come ogni sofferenza e dolore, sono una cattiva scuola, lasciano i segni sul volto e sull’anima di chi li subisce.

Mercoledì, 11 Agosto 2010 08:58

Acquario, Agosto 2010

Come dicono a Roma, caro Acquario, te voi ammazzà. Se il bicchiere lo si può scegliere tra mezzo pieno o mezzo vuoto, il tuo è rotto. Se c’è da muoversi tra il bianco e il nero, il tuo nero non fa vedere proprio nulla. Quando si è così depressi, c’è solo una tecnica che funziona: ridere. Ridere delle proprie disgrazie e ridere anche pensando alla propria morte. O ti metti a scrivere il testamento oppure cerchi di esercitarti con:

Piccoli suicidi tra amici, Arto Paasilinna

Il colonnello Kemppainen si stupì della maniera singolare che aveva Rellonen di sprecare gli alcolici: appena la bottiglia era vuota per due terzi, vi rimetteva il tappo e, se il vento tirava dalla riva, la lanciava nel lago. La bottiglia prendeva il largo beccheggiando, per raggiungere prima o poi la riva opposta. La traversata era di qualche kilometro, e il mittente di quel messaggio alcolico non poteva sapere dove sarebbe approdato.

“Quasi tutti i proprietari di casa qui fanno la stessa cosa. E’ prassi lasciare un terzo in fondo alla bottiglia prima di rimetterla in circolo”, spiegò Rellonen.

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