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Leone
Leone

per i nati dal 23 Luglio al 23 Agosto

Domenica, 18 Luglio 2010 15:52

Leone, luglio 2010

Quel che senti sovente è di non aver dedicato sufficiente tempo ed energie alle tue passioni. Di aver urlato al mondo quanto vali, senza aver preservato un briciolo di dedizione a te stesso. Luglio e le vacanze che stanno per avvicinarsi sono un momento propizio, a patto che ti lasci andare. Il consiglio non è perentorio, ma se vuoi ad esempio capire di più del mondo che ti circonda e delle regole che lo mettono in moto, il consiglio delle stelle finisce su questo libro, che non è facile, perché non facile sei tu.

L’io minimo, Christopher Lasch

Ora che il mondo pubblico si è rintanato nell’ombra, possiamo vedere più che mai chiaramente quanto bisogno ne abbiamo. Per lungo tempo questo bisogno è stato dimenticato, sull’onda dell’entusiasmo iniziale che accompagnò la scoperta di una vita interiore, una vita finalmente libera dagli occhi indiscreti dei vicini di casa, dai pregiudizi di paese, dall’inquisitoria presenza degli anziani, da tutto ciò che è ristretto, soffocante, meschino e convenzionale. Ma ora ci si accorge che il collasso della vita pubblica ha impoverito anche la vita privata: ha liberato l’immaginazione dalle costruzioni esterne, esponendola però più direttamente alla tirannia delle coazioni e delle angosce interiori.

Domenica, 23 Maggio 2010 06:56

Leone

Hai il brutto vizio di voler controllare sempre tutto, col rischio che non credi più nella fatalità. E’ ora di smetterla di pensare di poter stare dietro a ogni singola cosa. Impara a goderti un po’ di sana indifferenza verso quelle faccende antipatiche che vivi come enormi preoccupazioni e che sono invece solo rogne quotidiane. Leggi perciò (il tono è aggressivo ma con te bisogna fare così) una bella autobiografia, che ti faccia ridimensionare al tempo stesso sia l’ego che l’ansia: Francesco Guccini, Charlie Chaplin, Maria Callas, oppure Diego Armando Maradona, un evergreen.

Io sono el Diego, Diego Armando Maradona

Andai dal dottore e mi feci fare tre iniezioni al ginocchio. Tre iniezioni, un massacro! Avevo dato a Bilardo la scelta, lo può testimoniare anche il suo aiutante Lemme, e per questo avevo accettato, perché avevo capito che Bilardo aveva bisogno di me e non potevo tirarmi indietro, era sempre stato così tra noi. Così rientrai in campo.

Dopo dieci minuti vidi che l’arbitro fermava la partita per consentire un cambio. Guardai verso la panchina e vidi il cartello con il numero 10. Non ci credevo! Pensai che fosse un errore, forse era un cambio degli avversari… Invece no, Bilardo faceva uscire me, dieci minuti dopo che mi aveva obbligato a subire tre orride iniezioni. Allora lo guardai dall’alto in basso, come tutti poterono vedere in televisione, e gli gridai:

“Bilardo y la puta que te pariò!”.

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