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Gemelli
Gemelli

per i nati dal 21 Maggio al 21 Giugno

Giovedì, 21 Luglio 2011 13:16

Gemelli, Luglio-Agosto 2011

Tante volte in passato le stelle ti hanno consigliato di essere più audace, di lanciarti in fantasie che, seppur irrealizzabili, fungevano da sprono psicologico ai tuoi mille paletti mentali. Ora è giunto il momento di trovare il giusto equilibrio tra le tue rigidità e le follie del mondo. Deve essere perciò la tua, un’estate all’insegna della lucidità e del pragmatismo; marzullianamente fatti delle domande e datti delle risposte; se occorre, auto-sottoponiti al test di Rorschach e trova il tuo personalissimo significato nelle macchie nebulose che produci. Il risultato arriverà prima di quanto immagini. Per esercitare la tua capacità di analisi, niente di meglio per te che:

Il magnifico Spilsbury, Jane Robins

In realtà Bessie non aveva nulla di sgradevole. Gli occhi scuri sembravano un po’ assenti e l’espressione del viso non era molto vivace, ma i suoi lineamenti erano simmetrici e ben proporzionati. Da una fotografia dell’epoca si intuisce lo sforzo di presentarsi bene: i capelli folti e crespi erano raccolti sotto un cappello di paglia a tesa larga, allora molto alla moda, e indossava una semplice camicetta bianca e una gonna lunga in tinta unita.

Domenica, 12 Giugno 2011 20:52

Gemelli, Giugno 2011

Una delle libertà più forti che si possano mai provare (e che ti auguriamo di sperimentare) è quella di stare bene da soli. Quando si avverte il piacere di una completezza che non viene da terzi ma che si irradia dal centro del tuo diaframma e che si espande luminosamente su tutti gli oggetti che ti circondano. E tutto ciò può essere dovuto a un’illuminazione ma può anche essere frutto di esercizio, coltivando corpo e mente con tutto ciò che sai volerti bene. Perciò prega ma nel frattempo allenati. La libertà, per parafrase Franzen, non “è una rottura di palle”.

 

Libertà, Jonathan Franzen

Patty scese al bar dell’albergo con l’intenzione di rimorchiare qualcuno. Ben presto scoprì che il mondo si divide tra chi riesce a sentirsi a proprio agio seduto da solo sullo sgabello di un bar, e chi invece non ci riesce.

Mercoledì, 04 Maggio 2011 17:53

Gemelli, Maggio 2011

Gemelli, leggi un po’ qui: Nei momenti difficili ci sono ottimi motivi per smettere di leggere e continuare a respirare. Non avete niente di meglio da fare? Leggere, per non dire rileggere, è roba da pappemolle e zitelle depresse. Quando si sta attraversando un periodo negativo, il solo gesto di aprire un libro puzza di fuga dalla realtà e di vigliaccheria. Chi si mette a leggere se ha del lavoro da sbrigare? Chiamatemi pure vigliacca se volete, ma quando il confine fra dovere e paranoia si assottiglia di solito mi rannicchio con un vecchio libro in mano, come se la mia salute mentale dipendesse da quella lettura. Ed è vero: nei libri che amo trovo nutrimento, sollievo, evasione e speranza. Trovo anche qualcos’altro: eroine e autrici a centinaia, donne che nella loro vita reale e immaginaria hanno seguito un percorso sulle cui orme mi muoverò anch’io.

Ecco quel che ti si voleva dire e che una prefazione ci ha tolto dalla bocca.

 

La biblioteca delle donne, Erin Blakemore

Lunedì, 04 Aprile 2011 17:16

Gemelli, Aprile 2011

Una bella avventura, ecco che cosa ci vuole! Non parliamo di quel tipo di avventura, per quanto siate naturalmente liberi di concedervi i piaceri che gradite. Ci vuole una piccola meta, e ci vuole che ti ci impegni a raggiungerla. Tu che odi lasciare le cose a metà e che metà delle cose – per pigrizia o eccesso di casini – le devi abbandonare, trova qualcosa che sia alla tua portata. Né troppo vicina che la vedi, né lontanissima, che ti sembri impossibile. Ispirati a una donna che nel 1894 fece il giro del mondo in bicicletta, per vincere una scommessa.

Il giro del mondo in bicicletta, Peter Zheutlin

La mattina del 13 gennaio 1895, una folla trepidante, resa euforica dall’aspettativa, fiancheggiava le strade di Marsiglia per assistere all’arrivo di una giovane, coraggiosa americana di poco più di vent’anni. Mentre la ciclista, minuta e con i capelli scuri, faceva il suo ingresso in città pedalando con una sola gamba – l’altro piede era avvolto nelle bende e adagiato sul manubrio – la bandiera a stelle e strisce sventolava nella brezza da un sostegno improvvisato sul telaio della sua bici (…). Tuttavia la verità, che la gente di Marsiglia ignorava, era che la giovane ciclista di Boston aveva un nome irlandese, in effetti si chiamava Annie Cohen Kopchovsky (moglie di Simon “Max” Kopchovsky), ed era una donna ebrea, lavoratrice e madre di tre bambini di cinque, tre e due anni.

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