Quando la cultura non fa sconti. Il gran rifiuto di Javier Marias

MADRID – «Grazie, no». Per coerenza antisistema. «Per non sentirsi un mascalzone senza parola». «Perché ognuno è libero di scegliere per se stesso: altri hanno criticato il potere e poi ne hanno goduto i vantaggi. Io preferisco restare coerente». «Perché la cultura è l’unica cosa che tiene insieme la Spagna e i tagli del governo sono scandalosi e incomprensibili». Javier Marías ha rifiutato ieri il Premio Nacional de Narrativa, uno tra i più importanti premi letterari che lo Stato spagnolo conferisce ai suoi scrittori. L’ha saputo all’ora di pranzo, quando gli hanno telefonato i giornalisti e poi ha ascoltato l’annuncio del ministero della Cultura sulla sua segreteria telefonica.

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