tu sei qui: Home Elzeviri Michele Genchi
Mercoledì, 19 Agosto 2009 15:42

Un noir pisano tra racconto e cronaca

copertinaUna notte di maggio del 1971 un cacciatore di farfalle notturne incontra sui Monti Pisani due uomini che trasportano un cadavere. Dalle prime indagini si scopre che si trattava di un oste che era stato avvelenato col curaro, ma presto emerge un collegamento con l'attentato che tre mesi prima aveva ucciso il giovane erede di una delle più importanti imprese edili italiane.

Comincia così un noir pieno di personaggi e colpi di scena, dove torbidi legami familiari si intrecciano con i primi episodi di terrorismo in Italia.
Che collegamento esiste tra l'oste avvelenato, il cacciatore di farfalle e il ragazzo ammazzato dalla bomba? A volte la realtà supera l'immaginazione: ecco una storia, nota come "il delitto dell'Archetto", dove un menage a tre (la madre, la figlia e uno degli assassini) si intreccia con la nascente eversione a Pisa.
L'Autore: Giuseppe Meucci è nato a Pisa ed è giornalista professionista da più di quarant'anni. E' stato a lungo responsabile dell'edizione pisana de "La Nazione" e corrispondente del "Corriere della Sera". Da giovane cronista seguì le vicende narrate in questo libro.
Giuseppe Meucci, All'alba del terrorismo, Edizioni ETS Pisa

Venerdì, 11 Settembre 2009 15:12

Comarc McCarthy, Sutree

Ci sono voluti vent'anni, non molto più del tempo impiegato da Cormac McCarthy per scriverlo, perché i lettori potessero trovare in libreria la traduzione italiana di Suttree. Salutato come «il più esilarante e il più insopportabilmente triste dei libri di McCarthy» e «insuperato nella letteratura americana» (Stanley Booth) o più semplicemente come «il capolavoro di Cormac McCarthy» (Roger Ebert), Suttree occupa senz'altro un posto di rilievo nella produzione letteraria dell'autore di capolavori come Meridiano di sangue e La strada. Si tratta di un lungo romanzo - di ispirazione autobiografica, si mormora - incentrato sulle (dis)avventure di Cornelius Suttree, un uomo che vive in una fatiscente casa galleggiante sotto un ponte di Knoxville e si mantiene pescando sul fiume Tennessee. Di notevole cultura e proveniente da una famiglia benestante, Suttree passa la vita ubriacandosi e bighellonando insieme alle persone che popolano McAnally Flats, il quartiere più fetido di Knoxville. Ma soprattutto cerca inutilmente di tenere fuori dai guai il deuteragonista più divertente mai creato dall'immaginazione di Cormac McCarthy, Gene Harrogate, il «topo di campagna», che appare per la prima volta illuminato dai riflettori della polizia con le braghe calate a pancia in giù su un'anguria affaccendato in faccende che il tatto impone di lasciare all'immaginazione.

Mercoledì, 14 Ottobre 2009 14:33

Come la musica cambia il corpo 2

Un interessante cambio di prospettiva sulla musica e sulle sue influenze si legge con l'uscita del libro “La rivolta dello stile” che il giornalista Pierfrancesco Pacoda ha scritto con il sociologo e antropologo Ted Polhemus. La musica è il linguaggio per eccellenza delle culture giovanili. Espressione di un confuso supermarket dello stile, definisce oggi i confini, sottili, delle comunità, e ha sostituito così l’appartenenza a un’etnia basata sulle radici e la tradizione. Fenomeno sempre più al centro della cultura delle metropoli, dove i ragazzi fondano la loro identità proprio sui suoni nei quali si riflettono.

Mercoledì, 14 Ottobre 2009 14:23

Come la musica cambia il corpo 1

copertinaGianluca Morozzi è uno degli autori italiani più duttili e prolifici. Bolognese, di nascita e di sfegatata fede calcistica, classe 1971, dopo l'incontro con Giorgio Pozzi della Fernandel (una piccola straordinaria casa editrice) inizia la sua brillante carriera di scrittore che prosegue tra la piccola casa editrice ravennate e la Guanda.
Ha pubblicato i romanzi : "Despero", "Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte", "Accecati dalla luce", la raccolta di racconti "Luglio, agosto, settembre nero", "L'abisso", "Le avventure di zio Savoldi" tutti usciti da Fernandel. Presso Guanda ha pubblicato i romanzi "Blackout", "L'era del porco", "L'Emilia o la dura legge della musica" e “Colui che gli dei vogliono distruggere”.

Giovedì, 15 Ottobre 2009 14:05

Luis Sepùlveda, L'ombra di quello che eravamo

copertinaTre amici si danno appuntamento in un magazzino di Santiago del Cile. Li accomuna l’antica militanza tra i sostenitori di Salvador Allende e uno sguardo amareggiato sulla vita. La città è molto cambiata, e anche loro non sono più gli stessi: c’è chi ha una valvola saltata in seguito a un soggiorno obbligato in un centro di tortura, chi ha perso la splendida chioma alla Jimi Hendrix, chi ha messo su una ragguardevole pancia. Convocati dall’anarchico Pedro Nolasco, detto l’Ombra, per compiere insieme un’ultima, audace azione rivoluzionaria, Lucho Arancibia, Lolo Garmendia e Cacho Salinas hanno però deciso di scrollarsi gli anni di dosso e attendono l’arrivo del loro leader.

Venerdì, 16 Ottobre 2009 13:58

Bioetica. Il libro di Ignazio Marino

copertinaIgnazio Marino, medico, senatore, candidato alla segreteria del Pd, mandato in libreria da Einaudi 
Pubblichiamo un estratto sul tema del testamento biologico dal capitolo
intitolato “Che cosa ne pensano gli italiani?”.

Dal 2006 ad oggi, ovvero da quando ho iniziato a dedicare parte del mio tempo allo studio del testamento biologico, ho seguito con attenzione l’orientamento degli italiani attraverso numerose ricerche e indagini demoscopiche, realizzate tra la popolazione in generale ma anche all’interno di gruppi di persone selezionate sulla base della loro professione, religione, appartenenza geografica, livello sociale e culturale. Vi è un dato che rimane costante nel tempo e che risulta sempre identico in tutte le indagini: la stragrande maggioranza degli italiani è convinta che le decisioni su come affrontare le terapie nelle ultime fasi della vita debbano spettare all’individuo, a nessun altro. I cittadini conoscono bene i termini della questione, sono consapevoli dei propri diritti e non intendono rinunciarvi.

Giovedì, 21 Gennaio 2010 10:42

J.D.Salinger, ricordi di disubbidienza

L'ultimo "lavoro" di Salinger risale al 63 tradotto in italiano da Einaudi, " Alzate l'architrave carpentieri Seymour". Come si è già detto e letto da più parti, l'autore del Giovane Holden si era ritirato da tempo nel New Hampshire rifiutando praticamente di rivolgersi al mondo. C'è da chiedersi cosa contenga la sua cassaforte di casa, quali capolavori il grande scrittore abbia nascosto. Probabilmente come accaduto in precedenza, (penso a Kafka con romanzi come "Il castello" e soprattutto "Il processo" usciti dopo la morte dell'autore), i prossimi mesi sveleranno il lascito a quel mondo che ha rifiutato di incontrare per quasi sessant'anni. Certo, l'esperienza di lettura delle storie di Holden Coufield è stata determinante per il sottoscritto come molti delle generazioni di lettori a venire da quel lontano 74 in un campeggio del Gargano in poi. Il ricordo, è quello di un libro di disubbidienza innanzitutto. Almeno dal mio punto di vista di allora. Forse fu proprio la lettura del giovane Holden a iniziare il rito di passaggio alla adolescenza con tutto quel che segui. Comprese le litigate furiose con mio padre. Ma il giovane Holden fu anche altro. Fu la scoperta del romanzo civile, fu la scoperta della letteratura americana, amore questo mai abbandonato, fu la via maestra ad altri autori, da Henry James a Hemingway, da Twain, a Melville da Faulkner a Fitzgerald. Mischiando classici e contemporanei. Ragioni queste, che non mi sottraggono dal consigliarlo continuamente agli adolescenti (con buona pace per certi insegnanti che dimenticano di farlo). Leggendo gli articoli sui giornali americani riguardo la morte di Salinger mi ha colpito una dichiarazione riportata dal Times riguardo la proverbiale riservatezza dell'Autore, dice: "La notorietà è una terribile invasione della mia privacy. Mi piace scrivere, adoro scrivere, ma solo per il mio personale piacere". Chissà se questa dichiarazione non presagisca pubblicazioni di romanzi inediti nel prossimo futuro. mg 29-01
Lunedì, 18 Maggio 2009 10:02

Premiopoli 2009

i finalisti e i vincitori dei maggiori premi letterari del 2009

(fonte Aie) Occupa per fatturato e titoli pubblicati la settima posizione mondiale e la quinta in Europa. Nonostante ciò, sono cifre contraddistinte dal segno meno quelle che connotano l'editoria italiana nel 2008: 3,5miliardi di euro di giro d'affari (-3%), circa 59mila titoli pubblicati(2mila in meno dello scorso anno per 235milioni di copie (-12%)
Per fotografare in modo corretto il settore occorre però considerare anche altri due elementi positivi: nel 2008 è tornata a crescere la lettura in Italia (oggi il 44% degli italiani legge almeno un libro l'anno e, elemento fondamentale, gli effetti del rallentamento globale nel settore del libro sono risultati meno forti rispetto ad altri del consumo culturale.

leggi il rapporto (in download)

(fonte Aie) Cresce il mercato del libro nel 2009 e accelera nel 2010, pronto per confrontarsi con i numeri dell’ebook. E’ quanto emerge dall’indagine NielsenBookScan presentata  a Torino nell’ambito del convegno “Che fine farà l’e-book: tra libri di carta e applicazioni digitali”, organizzato da Associazione Italiana Editori (AIE) e Salone internazionale del libro di Torino. Se infatti il 2009 ha registrato complessivamente una crescita a valore del 3,1% (si è passati per i canali trade dai 1.324milioni di euro del 2008 ai 1.365 del 2009), nei primi 3 mesi e mezzo del 2010 la crescita è passata al 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2009.


 

 

 

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