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Martedì, 29 Gennaio 2013 17:18

Il giorno della memoria corta di alcuni

Scritto da redazione

“L’antisemitismo” introdotto “in Italia dal fascismo” fu “un’aberrazione”. Lo dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Quirinale per la Giornata della memoria, dove denuncia “l’infamia delle leggi razziali”. Poi, il capo dello Stato aggiunge: “Non è solo per le infamie del fascismo che l’Italia è presente nella ricostruzione storica cui ci sollecita la memoria della Shoah nel Giorno della memoria. E’ presente in senso positivo e in piena luce per tutte le forme di solidarietà che vennero dagli italiani verso gli ebrei”.
E' necessario tenere alta la guarda, vigiliare e reagire contro persistenti e nuove insidie di negazionismo e revisionismo magari canalizzate attraverso la Rete”.

“Credo che possiamo tutti insieme esprimere soddisfazione per il cammino percorso e i risultati raggiunti in questi anni nel coltivare la memoria della Shoah, nel diffonderne l’esercizio attivo e consapevole, nel farne sprigionare - in tutta la loro straordinaria molteplicità e ricchezza - insegnamenti e messaggi essenziali non solo per la comprensione della storia ma per la costruzione del futuro”.
“Ritengo di poter dire che si sono in questi anni consolidati nella coscienza democratica del nostro Paese, alcuni fondamentali punti fermi. Innanzitutto, il rifiuto intransigente e totale dell’antisemitismo in ogni suo travestimento ideologico come l’antisionismo”.
“Perché in gioco - ha aggiunto - non c’è solo il rispetto della religione, della cultura ebraica. Ma insieme con esso il riconoscimento delle ragioni spirituali e storiche della nascita dello Stato di Israele, e quindi del suo diritto all’esistenza e alla sicurezza”.
Da noi, in Italia- aggiunge- propagande aberranti si traducono in diverse città in fatti di violenza e contestazione eversiva da parte di gruppi organizzati, come quelli su cui è intervenuta nei giorni scorsi, con provvedimenti motivati, la Procura di Napoli”.
Per il capo dello Stato “c’è da interrogarsi con sgomento sia sul circolare, tra giovani e giovanissimi, di una miserabile paccottiglia ideologica apertamente neonazista, sia sul fondersi di violenze di diversa matrice, da quella del fanatismo calcistico a quella del razzismo ancora una volta innanzitutto antiebraico”. Napolitano punta il dito contro “mostruosità che sollecitano la più dura risposta dello Stato e la più forte mobilitazione di energie nelle scuole, nella politica, nell’informazione, a sostegno degli ideali democratici”.
"C’è da fare della memoria della Shoah l’asse di una chiarificazione costante e diffusa e di una battaglia ideale e politica non di parte, che vadano al di là degli stessi confini storici della persecuzione, fino allo sterminio, contro gli ebrei”.

Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante la celebrazione del ‘Giorno della Memoria’, parole che hanno, in tutta evidenza, indotto l'ex Premier ad addormentarsi e dopo l'infelice battuta sulle "cose" buone del ventennio fascista. Due miserie, in un corpo solo.

mg

 

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