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Martedì, 03 Gennaio 2012 12:22

Ultime notizie dal sud

Scritto da Antonio Capitano

Prendo spunto dal titolo dell'ultimo libro di Luis Sepùlveda per capire che vento tira verso il Meridione "di quel Sud che è la nostra forza e la nostra memoria. Di quel Sud a cui ci aggrappiamo con tutto il nostro amore e con tutta la nostra rabbia" parafrasando lo scrittore cileno.Dobbiamo agire, per dirla con parole prese in prestito da Ilvo Diamanti, affincé la storia – prossima e recente – non si ripeta. Uguale a se stessa. Conoscere e rileggere la nostra storia serve. Per riscriverla diversamente. Per impedire che il futuro riproduca il passato di cui vorremmo liberarci.

In questo scenario non può passare inosservato il dibattito sullo sviluppo del Sud ed in particolare sull'ora della concretezza auspicata dal neo Ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca.e apparsa recentemente sulle colonne de "Il Sole 24 Ore". Il Ministro nell'articolo cita alcune prescrizioni mediche impartite da Luigi Zingales e Salvatore Modica per i quali la crescita del Sud ci sarà agendo su settori quali istruzione, credito, criminalità e qualità della politica. Sulla base di questi "principi generali" lo sviluppo del Sud è indirizzato ad un miglior uso delle risorse aggiuntive che si affiancano ad un razionale impiego delle risorse pubbliche ordinarie. 
Questo Piano di Azione Coesione che si potrebbe chiamare con un solo termine "CoeSud"sembra confortante all'indomani dell'evidente incapacità della politica che ha momentaneamente delegato ai tecnici scelte fondamentali per il futuro del Paese. Barca è studioso della materia e di questi tempi la saggezza accademica potrebbe essere confortante se non fosse che di teorie e convegni il Mezzogiorno ne è pieno. Ma questa volta il Piano del Governo appare concreto poiché circoscrive le necessità e le punta come una radioterapia mirata per curare una malattia che dura dall'Unificazione Italiana. Sarebbe bello vedere subito i risultati. Spesso la fretta è cattiva consigliera. E questo Esecutivo, pressato da ogni dove, rischia di fare provvedimenti cornice, mentre ciò che serve ffettivamente è il quadro di azione che cambi scenario e panorami economici e sociali, perché assieme ad interventi organizzativi per ridurre tempi e incertezze delle procedure che scoraggiano gli investimenti delle imprese, questa azione finalmente innovativa potrà essere il volano per espandere una base industriale di cui il Sud ha bisogno per essere competitivo e traino per l'Italia.
E' drammatico il dato del divario sociale, del clientelismo per il quale le conoscenze rappresentano il 70% del canale per trovare lavoro. E poi c'è l'incubo povertà che nel Mezzogiorno è ai massimi livelli e l'esclusione sociale non fa emergere talenti che non vengono espressi e dunque perduti. Il Piano di Sviluppo è anche permettere alle risorse umane del Sud di essere messe nelle condizioni di poter fare una scelta libera senza emigrare al Nord o all'estero. Ecco perché il miglioramento dell'istruzione e della ricerca appare un punto fermo che si afferma sulle più evidenti e tangibili opere infrastrutturali che migliorino la mobilità per attrarre imprese che valorizzino il capitale straordinario del Mezzogiorno (turismo, paesaggio, beni culturali) e creino davvero posti di lavoro.
E' tempo di credere che queste parole possano essere non più utopia o "linee programmatiche" e che si debba cominciare a tradurle in realtà per il futuro di tutti. Si tratta di riscoprire, con coraggio e senza imbarazzi, il valore del Sud, la grinta del Sud, la ricchezza del Sud per uscire definitivamente da un dipinto di lagnanze che non corrisponde più al vero. Solo così, per dirla con Rilke, "tutti i draghi della nostra vita non sono altro che principesse che aspettano solatnto di vederci, per una volta belli e coraggiosi". E quella volta sarà per ogni volta. Sarà per sempre.

 

ANTONIO CAPITANO

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