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Sabato, 22 Gennaio 2011 07:37

Lettera aperta dei vincitori del Campiello alla Fondazione del Premio

Scritto da Murgia Michela

La cinquina del Campiello 2010 ha spedito ieri una mail alla Fondazione Campiello in merito alla questione dell'epurazione dei libri dalle biblioteche, domandando una presa di posizione. La Fondazione ha risposto per bocca del presidente Andrea Tomat.

Carissima Alessandra, cari tutti e tutte della Fondazione,

per la stima che deriva dalla vostra conoscenza, vi immaginiamo imbarazzati da quel che sta succedendo a causa delle esternazioni dell'assessore alla cultura della provincia di Venezia Raffaele Speranzon in merito alla censura dalle biblioteche pubbliche di una cinquantina di scrittori sgraditi, perché firmatari nel 2004 di un appello per l'asilo a Battisti. Avrete saputo anche che, anziché smentirlo, il suo omologo regionale assessore Elena Donazzan intende persino scrivere ai presidi affinché tolgano i libri di quegli autori dalle biblioteche scolastiche. La sola idea che in un luogo come Venezia si possa chiedere di togliere dalle biblioteche scolastiche e cittadine i libri di Scarpa, Pennac, Wu Ming e decine di altri autori appare surreale, ma questo è.

Non abbiamo certo bisogno di spiegare a voi - che sul territorio promuovete la cultura e la lettura anche nelle scuole - le ragioni per cui queste proposte sono inaccoglibili e liberticide, né quale sollevazione sorgerà se gli assessori non ritireranno il proposito di attuarle. Non è in
questione la posizione ideologica dei singoli sul caso Battisti. Anche se nessuno di noi ha firmato l'appello del 2004, agiamo perché qui è in gioco la libertà di potersi esprimere senza temere ritorsioni, che è la più elementare nei paesi democratici.

Il caso sta trovando eco sulla stampa nazionale e internazionale, e nomi come quello di Luis Sepulveda hanno già espresso parole durissime di condanna per questa proposta.

Per questo motivo non crediamo di fare cosa fuori luogo chiedendovi di prendere pubblicamente una posizione di distanza dall'idea di epurare gli scrittori dai luoghi della cultura e della formazione, distanza che già hanno assunto i bibliotecari attraverso la loro associazione e i presidi del territorio. Quella proposta rappresenta un atto di ostilità nei confronti non solo della letteratura e della cultura della cui promozione voi rappresentate
uno dei maggiori attori, ma anche di uno dei fondamenti costituzionali della convivenza civile in questo paese.

Con stima e amicizia
Gad Lerner, Michela Murgia, Laura Pariani e Antonio Pennacchi

p.s.
Gianrico Carofiglio, nell'associarsi alla richiesta, invia una nota di chiarimento che seguirà immediatamente a questa nostra.

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LA RISPOSTA
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Cara Michela,
cara Laura,
caro dott. Lerner,
caro dott. Carofiglio,

vi allego la dichiarazione che il presidente della Fondazione Campiello Andrea Tomat ha inviato oggi alla stampa.

Vi saluto con molta cordialità.

A presto,

Alessandra Pivato


FONDAZIONE IL CAMPIELLO: COMUNQUE LIBERA CIRCOLAZIONE DI LIBRI ED IDEE. LE IDEE SI CONFRONTANO E SI COMBATTONO CON LE IDEE.

(Mestre, 21 gennaio 2011) -  “ Mai proibire i libri! La libertà di pensiero e della circolazione di idee, sono le basi della democrazia e fondamenti del nostro vivere civile” questa la posizione del Presidente di Confindustria Veneto e della Fondazione Il Campiello, Andrea  Tomat, in seguito alle polemiche relative la proposta di boicottaggio dei libri degli autori “pro Battisti”.
“Non condivido le dichiarazioni  provocatorie di alcuni esponenti politici della nostra regione, sono certo che nessuno ritenga difendibile Cesare Battisti, e io certamente sono tra i più favorevoli ad una dura condanna. Per questo sono convinto, che nessuno degli esponenti politici della nostra regione voglia ostacolare la libertà di pensiero, quanto, piuttosto, porre l’accento sull’importanza di tener sempre viva l’attenzione su importanti questioni morali”.

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La precisazione di Gianrico Carofiglio
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Cara Michela,
ho letto la lettera che tu, Laura Pariani, Gad Lerner e Antonio Pennacchi avete inviato alla Fondazione Campiello, sulla sconcertante vicenda veneta della lista di scrittori e intellettuali da mettere al bando.
Inutile dire che sono del tutto d'accordo con il contenuto della vostra lettera e sento solo il bisogno di fare una precisazione.
Non condivido - e anzi trovo fortemente criticabile - l'appello del 2004 in favore del pluriomicida Cesare Battisti. Non uso l'espressione "pluriomicida" con leggerezza. Battisti è stato condannato per diversi omicidi con sentenze passate in giudicato, a seguito di giudizi equi, attuati nel rispetto della legge e della Costituzione. Egli è dunque colpevole di delitti assai gravi, come chiunque abbia letto le sentenza in questione può affermare con tranquillità e - come si dice nel gergo dei giuristi - al di la di ogni ragionevole dubbio.
Fatta questa precisazione devo dire  che il mio totale dissenso rispetto al contenuto di quell'appello non sposta di una virgola la mia condanna per l'incredibile, incivile, liberticida iniziativa di questi amministratori locali del Veneto.
Ti autorizzo a rendere pubblico il contenuto di questa mia lettera.
Con amicizia
Gianrico Carofiglio

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