.
Fine estate e tempo di bilanci, questa è stata l’estate più lunga e calda che abbia visto. Il caldo si è fatto sentire già dai primi di giugno senza aspettare il solstizio, ha cominciato a scaldare gli animi e le città. Come da manuale, la gente ha cominciato ad accendere i condizionatori, con lo spettro delle bollette care, mentre i media ripartivano con il tema del cambiamento climatico.
Nella mia città è molto sentito il dibattito dell’ambiente, un’amministrazione votata al green che però ha tagliato quasi la metà del patrimonio arboreo per far posto a una tramvia, ironicamente chiamata Brucomela dai cittadini. Se vogliamo parlare di cambiamento climatico e dichiarare guerra alle abitudini della gente, bisogna anche essere coerenti, se si tolgono le piante che danno refrigerio, si creano delle isole caloriche. Le città diventano roventi senza il verde. Nelle abitazioni si usano i condizionatori per cercare di ovviare alle ore più calde della giornata, ma l’altro risvolto della medaglia è che i motori dei condizionatori sono esterni e generano ulteriore caldo, come fare allora? Qualche ventilatore, qualche pala sopra il lampadario che smuova aria calda? Qualcuno cerca refrigerio anche intorno a una fontana, ma in città d’estate le fontane vengono chiuse per la maggior parte, per evitare lo spreco dell’acqua, visto che incombe la siccità. Per non parlare di quelle poche attive, che vengono riempite di ogni, dalle mie parti anche di sapone?!
Per fuggire al caldo si può soltanto andare in vacanza meglio se in montagna, dove le temperature sono ancora gradevoli, ma dove negli ultimi anni si è visto un aumento progressivo dei turisti “nuovi” che si approcciano per la prima volta alla montagna, che si sono sommati a quelli abituali facendo gridare all’overtourism montanaro. Code infinite di gente che si incammina sui sentieri, che pedala, che fa rafting, che si avventura sbagliando outfit sempre più in alto e che si lamenta del primo cartello in cui si avvisa della presenza dell’orso. Quindi se il mare è diventato caro, la montagna è affollata e anche costosa perché sempre più richiesta, cosa fare?
Si può riposare anche in città, staccare dalla routine, fare altro da quello che si fa abitualmente senza guardare l’orologio. Si impiega il tempo sfogliando quotidiani, romanzi appassionanti di qualunque genere, sognando lidi e boschi in attesa di tempi migliori. Si può fare colazione sul terrazzo alle prime luci dell’alba facendo la conta delle serrande giù di chi è in vacanza che negli ultimi anni è sempre più una minoranza.
Si può programmare le giornate di ferie andando a visitare borghi e laghi che hai sempre avuto sotto il naso. Però una domanda sorge spontanea: Con le guerre in corso, il caro benzina, il caro carrello spesa e il caro bollette che autunno ci aspetta? Dicono che sarà un autunno caldo, e io comincio a crederci, mi difenderò con il fresco che ho accumulato in montagna vista lago.
Un’appassionata del caldo
.
.
.
altri articoli dell’autore










Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.