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Questa rubrica:

Reading Room è la nostra rubrica dedicata alle cronache culturali e ai libri usciti oltreconfine, in particolare dagli Stati Uniti da dove traduciamo molto.
(a cura di Michele Genchi)

Domenica, 26 Giugno 2022 14:23

Stefano Lorefice, poeta della notte

Una “notte” che è opposizione tra percezione interiore, intima e realtà fisica, esteriore. Una notte quindi “psichica”, squisitamente mentale, e un’altra intesa come “luogo di eventi straordinari”. Ci leggo un riferimento a Novalis, per me, fin troppo chiaro: ma se, in Novalis – che, seppure eterno, è autore moderno, la notte del fronte assume una connotazione a piena luce quasi da giorno, diventando luogo di corruzione di smarrimento; in Lorefice, osservatore privilegiato del nostro tempo, la notte diventa metafora dell’esistenza e “luogo” a tutti gli effetti, inteso come “stare al mondo” e quindi “città”, scorrere del tempo, e mai ridicola quotidianità.
Non c’è nulla in questi vicoli di “oscuro”, “selvaggio”, “aspro”, “forte”, “amaro”: vi si legge, semmai, una lirica sotto forma di difficoltà alla relazione con l’altro: che sia esso una donna, un amico, il proprio alter ego o con un luogo: quello del giorno.

In una intervista recente, lasciando presagire tragicità e speranza, l'autore russo Mikhail Shishkin il cui ultimo libro, Punto di Fuga edito dalla meritoria opera di 21Lettere è oggetto delle righe che seguono, non ha usato mezzi termini contro la nomenclatura del suo paese. Parla della situazione politica come deprimente e, allo stesso tempo, incoraggiante. Dice: "Tutti vogliono essere orgogliosi della propria patria. Ma cosa c'è di cui essere orgogliosi in Russia? Il fatto che la Russia sia tornata al medioevo dal 21° secolo? Ma sento, aggiunge, che il movimento di protesta sta maturando e sono sicuro che un grande cambiamento ci attende nel prossimo futuro".

Mercoledì, 12 Gennaio 2022 16:26

Una crudele idea di ordine

Scritto da

Lulu Miller, autrice del libro “ I pesci non esistono” oggetto delle righe che seguono, ha lottato con la depressione per molto tempo; ho letto notizie di un tentativo di suicidio: sono vere.  Suo padre, biochimico e scienziato a modo suo, le ha insegnato che le vite umane sono, nel grande schema delle cose, roba insignificante. La ricerca di una risposta alternativa a quella di suo padre l’ha segnata per tutta la vita, facendo della ricerca e della divulgazione scientifica lo scopo della sua esistenza.

Mercoledì, 08 Dicembre 2021 09:11

L' opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità

Scritto da

 

Tu, donna, sei la porta del diavolo. (Tertulliano)

Le nostre vite sono un macello. Dico davvero; un disastro.

Leggendo “Il mondo sfolgorante”, il più bel libro di Siri Hustvedt, mi è venuta in mente una performance della brillante artista Lella Costa cui ho assistito una volta. Tenne un monologo sulla sua vita che includeva alcuni ricordi, delusioni, le canzoni dei Pooh, momenti felici e preoccupazioni su questioni nodali del suo appartenere in maniera contorta al genere femminile.

Sul palcoscenico, c’era un piano di lavoro di cucina dietro il quale l’artista raccontava di sé. A ogni argomento/soggetto del racconto aggiungeva ingredienti in una pentola raccogliendoli tutti finché non traboccò. Alla fine, se la versò su se stessa cosicché i suoi vestiti, i capelli e il viso furono completamente sporchi e una nuvola farinosa le fluttuò intorno alla testa. Si guardò intorno e rivolgendosi al pubblico proclamò solenne: "Che casino!" Lo spettacolo era comico, ma dal modo in cui pronunciò il monologo, si è capì che tutto il suo essere era tragicamente una catastrofe.

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