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Martedì, 29 Maggio 2018 13:00

Premio Campiello. Selezionata la cinquina finalista

Scritto da redazione

È stata selezionata da un paio di giorni a Padova la cinquina finalista della 56^ edizione del Premio Campiello, concorso di letteratura italiana contemporanea promosso dalla Fondazione Il Campiello ‐ Confindustria Veneto. Nel corso di una votazione pubblica nell’Aula Magna G. Galilei di Palazzo Bo, Università degli Studi di Padova, la Giuria dei Letterati ha votato tra gli oltre 250 libri giunti alla segreteria del premio.

Entrano in finale: Helena Janeczek (Guanda), Ermanno Cavazzoni (La nave di Teseo), Davide Orecchio (Minimum Fax), Francesco Targhetta (Mondadori), Rosella Postorino (Feltrinelli).

Assegnato il Premio Campiello Opera Prima a Valerio Valentini per il romanzo “Gli 80 di Campo-Rammaglia” (Laterza)

 

 

Al primo turno

  • con 9 voti Helena Janeczek, La ragazza con la Leica (Guanda),
  • con 6 voti Ermanno Cavazzoni, La galassia dei dementi (La nave di Teseo),
  • con 6 voti Davide Orecchio, Mio padre la rivoluzione (Minimum Fax),
  • al terzo turno con 6 voti Francesco Targhetta, Le vite potenziali (Mondadori),
  • al ballottaggio con 6 voti Rosella Postorino, Le assaggiatrici (Feltrinelli).

Durante la selezione la Giuria ha inoltre annunciato il vincitore del Premio Campiello Opera Prima, riconoscimento attribuito dal 2004 ad un autore al suo esordio letterario: Valerio Valentini per il romanzo Gli 80 di Campo-Rammaglia (Editori Laterza).
Di seguito la motivazione con cui è stato assegnato il Premio Campiello Opera Prima.

Dopo il terremoto del 2009, “Camporammaglia di Sassa”, immaginario paese in provincia dell’Aquila, corre il rischio di diventare la capitale del dolore, e di attirare tutta l’attenzione dei media e dei politici. Attorno alla casa di Adelio, gli ottanta abitanti si muovono come sull’aia di un cascinale, sospesi tra stupore e angoscia: figure di resistenza alla catastrofe naturale e alla mutazione sociale.

Tra reportage, epos corale e romanzo di formazione, Valerio Valentini, con uno stile che non indulge mai al patetico, in equilibrio tra memorie di infanzia e referto saggistico, mette in scena due cataclismi: il terremoto esterno, che sconvolge le esistenze degli ottanta, e li relega nei moduli abitativi provvisori, e quello interiore, che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Sarà l’organizzazione della festa patronale a dare ai giovani la motivazione per una forma di resistenza che attraversa il tessuto sociale e le vite individuali.

La scrittura di Valentini, sorvegliata e ironica, in grado di assorbire elementi dialettali senza scadere nello stereotipo, narra il passaggio da una civiltà ancora contadina, mai mitizzata, alla modernità che stravolge le vite dei tre amici. E mostra come, contro ogni aspettativa, sia possibile ridare un centro al paese e riallacciare le vite e le storie di tutta la comunità.

Il vincitore della 56^ edizione del Premio Campiello sarà proclamato sabato 15 settembre a Venezia sul palco del Teatro La Fenice, selezionato dalla votazione della Giuria dei Trecento Lettori anonimi. I Giurati vengono selezionati su tutto il territorio nazionale in base alle categorie sociali e professionali, cambiano ogni anno e i loro nomi rimangono segreti fino alla serata finale.

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