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Venerdì, 07 Ottobre 2016 10:25

Chi vincerà il premio Nobel 2016 per la letteratura

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Il 13 ottobre 2016 sapremo chi sarà il nuovo scrittore o la nuova scrittrice ad entrare nella prestigiosa cerchia dei vincitori del Premio Nobel per la Letteratura, uno dei più importanti riconoscimenti letterari a livello internazionale. L'attesa è come ogni anno grande e ovviamente i bookmakers si sono già scatenati alla caccia del vincitore.
Come ogni anno, compreso questo, Il toto Nobel però è un'impresa davvero ardua, ben più dell'indovinare il vincitore di una finale dei Mondiali di calcio o degli Academy Awards. Anzi, in passato gli scommettitori non sono quasi mai riusciti ad indovinare il nome del premiato.

 

 

Una decisione contrastata

Ogni anno un ristretto circolo di esperti svedesi esamina le candidature pervenute da tutto il mondo e decide una lista di possibili vincitori, di cui le opere verranno nuovamente esaminate, fino alla decisione finale. Il Premio Nobel per la Letteratura infatti è molto diverso da altri prestigiosi concorsi letterari. Innanzitutto (come ogni categoria premiata) richiede che il vincitore sia ancora in vita, escludendo automaticamente tutti gli scrittori già deceduti dalla possibilità di vincerlo. Inoltre si tratta di una sorta di premio alla carriera. Il Nobel infatti si assegna a un corpus bibliografico degno di nota, a differenza di tanti premi che si concentrano su un'unica pubblicazione eccezionale.

Ogni anno, mentre si cominciano ad annunciare giorno per giorno i vincitori delle categorie scientifiche, la commissione preposta al Premio Nobel per la Letteratura si riunisce a pochi giorni dalla nomina e si confronta per scegliere un vincitore. Quest'anno il premio è oggetto di un acceso dibattito interno all'Accademia di Svezia.

 

I favoriti statunitensi

Questo significa che è ancora più difficile stabilire chi siano i favoriti del 2016, anche per le caratteristiche distintive del vincitore tipo del Premio Nobel per la Letteratura. Dato che a stabilire chi porterà a casa la celebre medaglia è una commissione svedese, la prominenza culturale angloamericana non si riflette nelle sue scelte e anzi, sembra quasi sfavorita. Come dimostrano alcuni vincitori degli ultimi anni, la bielorussa Svetlana Aljaksandraŭna Aleksievič (2015) e il francese Jean Patrick Modiano (2014), alla giuria del Nobel piace molto premiare voci altre rispetto a quelle mainstream, che raccontino della loro realtà in maniera constante e sostanziale, magari con una forte istanza politica.

Per questo da anni figurano tra i favoritissimi Philip Roth (autore della Pastorale, (di cui presto vedremo l'adattamento cinematografico) e Cormac McCarthy, senza dimenticare il lanciatissimo Thomas Pynchon, quest'anno indicato da molti come finalista. In effetti è dalla vittoria nel 1993 di Toni Morrison che uno statunitense non porta a casa l'ambitissimo premio e, dato che l'Accademia svedese ama lanciare messaggi politici, non è da escludere che venga premiato un profilo in netto contrasto con un candidato presidenziale tanto controverso come Trump.

Dato che sono passati decenni da quando l'Accademia di Svezia ha deciso di scoraggiare nomination poco votate alle istanze femministe e inclusive, alcuni i questi nomi hanno poche speranze di farcela. Scrittrici come Ursula Le Guin sono invece svantaggiate perché troppo popolari e impegnate nella scrittura di genere, mentre l'acclamatissima Joan Didion potrebbe venire scartata perché già l'anno passato vinse un'autrice di non-fiction.

Voci dal mondo

Altri scrittori molto quotati, come per esempio Margaret Atwood (di cui presto vedremo al cinema I Racconti dell'Ancella) e Ismail Kadare, dovranno probabilmente aspettare qualche anno, dato che il Nobel tende ad evitare di premiare lo stesso continente troppo di frequente. Basta scorrere la lista dei vincitori per accorgersi che varia costantemente la provenienza geografica dei premiati. La canadese Alice Munro ha praticamente azzerato le chance della Atwood, mentre Mondiano ha reso una vittoria europea molto meno probabile per gli anni a venire. Conviene quindi guardare all'Africa o all'Australia, dove il Nobel manca addirittura dal 1973!

A guidare la classifica delle quote ormai da anni c'è pure il grande romanziere giapponese Haruki Murakami, ma è probabile che l'Accademia di Svezia non abbia nemmeno preso in considerazione questa ipotesi, essendo refrattaria a scelte molto popolari. Inoltre il nome deve essere proposto da alcune istituzioni preposte della nazione di provenienza e in Giappone l'autore, popolare tanto quanto all'estero, non è però ben visto da parte dell'establishment culturale del Paese.

Una scelta contemporanea

Data la disastrosa situazione attuale della Siria, non è da escludere che venga premiato il poeta siriano Adonis, da molti anni giudicato tra i papabili vincitori. Se è vero che l'Accademia adora lanciare messaggi politici, non è detto che voglia addentrarsi nel vespaio di polemiche che causerebbe questa vittoria, che porrà inevitabilmente l'accento sulla drammatica situazione siriana. Per lo stesso motivo è improbabile che una delle grandi favorite del passato, Joyce Carol Oates, porti a casa la vittoria, avendo scritto dei tweet molto controversi sul suo account, accusati da molti di avere un tono razzista.

A guidare la classifica delle quote ormai da anni c'è il romanziere giapponese Haruki Murakami, ma è probabile che l'Accademia di Svezia non abbia nemmeno preso in considerazione questa ipotesi, essendo refrattaria a scelte molto popolari. Inoltre il nome deve essere proposto da alcune istituzioni preposte della nazione di provenienza e in Giappone l'autore, popolare tanto quanto all'estero, non è però ben visto da parte dell'establishment culturale del Paese.

Una sorpresa italiana

Gli autori italiani non figurano certo tra i favoritissimi alla vittoria, ma la verità è che davvero nessuno al di fuori dell'Accademia di Svezia sa cosa aspettarsi dal Nobel per la Letteratura 2016. Dato che i nomi candidati dai singoli Paesi e le shortlist rimangono segrete per decine di anni, possiamo solo provare a indovinare. Tra gli autori più apprezzati a livello internazionale, Claudio Magris e Dacia Maraini hanno il profilo giusto e la bibliografica qualitativamente all'altezza della sfida. Non bisogna poi dimenticare il caso Elena Ferrante: autrice popolarissima all'estero e amatissima dalla critica di mezzo mondo. Forse è un po' presto per sperare concretamente in una vittoria, ma non è un caso che abbia fatto timidamente capolino in alcuni pronostici dei ben informati.

Certo è che la recente scomparsa di Umberto Eco ci priva del candidato italiano con più chance d'immediata vittoria, oltre che di un grande scrittore e umanista.

MG

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