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Sabato, 09 Luglio 2016 00:23

Edoardo Albinati ha vinto il premio Strega 2016

Scritto da redazione

copyright Corriere della SeraUn Premio senza alcuna lotta, con il vincitore atteso dai pronostici e che stacca il secondo classificato con più di 50 punti. La settantesima edizione del premio più ricco e prestigioso del nostro Paese lo ha vinto Edoardo Albinati con il suo romanzone da 1300 pagine La scuola cattolica edito da Rizzoli con 143 voti. La dedica dello scrittore è stata rivolta al poeta Valentino Zeichen, appena scomparso, i cui funerali si sono svolti proprio nella mattinata di ieri.

 

 

Eraldo Affinati, secondo arrivato con L'Uomo del futuro, ha concluso la gara con 93 voti. Gli altri finalisti, invece, si sono classificati secondo i risultati che seguono: Vittorio Sermonti, Se avessero pubblicato da Garzanti, terzo con 89 voti; al quarto posto Giordano Meacci con il suo romanzo, edito da Minimum Fax,  Il cinghiale che uccise Liberty Valance 46 voti e, ultima della cinquina, Elena Stancanelli con La femmina nuda edito dalla Nave di Teseo. A lei solo 25 voti.

Il vincitore merita il premio. Il librone prende spunto da fatti realmente accaduti e di cui l'Autore è stato testimone diretto. Roma, anni Settanta: un quartiere residenziale, una scuola privata. Sembra che nulla di significativo possa accadere, eppure, per ragioni misteriose, in poco tempo quel rifugio di persone rispettabili viene attraversato da una ventata di follia senza precedenti; appena lasciato il liceo, alcuni ex alunni si scoprono autori di uno dei più clamorosi crimini dell'epoca, il Delitto del Circeo. Edoardo Albinati era un loro compagno di scuola e per quarant'anni ha custodito i segreti di quella "mala educacion". Ora li racconta guardandoli come si guarda in fondo a un pozzo dove oscilla, misteriosa e deforme, la propria immagine. Da questo spunto prende vita un romanzo, che sbalordisce per l'ampiezza dei temi e la varietà di avventure grandi o minuscole: dalle canzoncine goliardiche ai pensieri più vertiginosi, dalla ricostruzione puntuale di pezzi della storia e della società italiana, alle confessioni che ognuno di noi potrebbe fare qualora gli si chiedesse: "Cosa desideravi davvero, quando eri ragazzo?". Adolescenza, sesso, religione e violenza; il denaro, l'amicizia, la vendetta; professori mitici, preti, teppisti, piccoli geni e psicopatici, fanciulle enigmatiche e terroristi. Mescolando personaggi veri con figure romanzesche, Albinati costruisce una narrazione che ha il coraggio di affrontare a viso aperto i grandi quesiti della vita e del tempo, e di mostrare il rovescio delle cose. (la scheda è dell'editore)

Molti critici hanno sottolineato che si tratta del decimo da inizio anno premio all'Armata editoriale del Paese -chiamata in dispregio Mondazzoli- e che, se sarà così, forse non varrà più la pena presentarsi ai premi. ndr: Uffa!, ma quando la smettono?
Bella la battuta di Tullio De Mauro a proposito dell'edizione organizzata quest'anno nella sala Sinopoli del Parco della Musica, ha detto che preferisce quell'aria caciarona e "romana", tutta spaghetti e volemose bene, delle serate Ninfeo di Valle Giulia, auspicando un'immediato rientro. In effetti non si può proprio dire che la serata sia apparsa piacevole con gli invitati un po' compassati e riuniti più per un assemlea confindustriale che per un premio letterario. Ultimo, la pericolosa apparizione di Mastella e Signora a reclamare il rientro del premio a Benevento dove è nato.
Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?

mg

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