Premio Viareggio-Repaci. I vincitori

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Vincono la 84 esima edizione del Premio Viareggio Repaci:
Narrativa
Paolo di Stefano.Giallo d’Avola. Sellerio ed.
Poesia
Enrico Testa, Ablativo, Einaudi ed.
Saggistica
Giulio Guidorizzi, Il compagno dell’anima, I greci e il sogno, Raffaello Cortina editore
Premio del Presidente
Emilio Gentile, È fu subito regime,Il Fascismo e la marcia su Roma, Laterza editore

Ancora poche ore e conosceremo i nomi dei vincitori dell’84 esimo premio Viareggio Repaci . Dopo la severa selezione che ha portato alle terne finaliste, la Giuria dovrà ora decidere quale tra i libri selezionati per ognuna delle sezioni (narrativa, saggistica e poesia) sarà quello che merita la vittoria. Una scelta difficile vista la qualità delle terne che rappresentano, nel panorama editoriale italiano, delle “eccellenze”.
Ancora una volta la giuria del Premio Viareggio ha saputo cogliere, nella pur abbondante e qualificata produzione letteraria, quelle novità e quelle particolarità che, quasi sicuramente, li sottrarranno dall’inevitabile oblio cui sono destinati molti dei testi pubblicati. Una tradizione di cui il Premio Viareggio Repaci va orgoglioso essendosi confrontato, quasi un secolo, con tutte le esperienze culturali che hanno caratterizzato il XX e XXI secolo.

Le testimonianze di Paolo Di Stefano e Maurizio De Giovanni finalisti per la narrativa di questa edizione e, di seguito, la soddisfazione del Sindaco di Viareggio  Leonardo Betti.

Questa sera (Sabato 31 agosto) dalle ore 21 presso il Palazzo dei Congressi di Viareggio, premiazione dell’84sima edizione del Premio Viareggio Repaci.
A contenderei la vittoria per le tre sezioni in gara, sono:

Narrativa
Aldo Busi, El especialista de Barcellona, Dalai ed.
Maurizio De Giovanni, Vipera, Einaudi ed.
Paolo di Stefano, Giallo d’Avola, Sellerio ed.

Poesia
Daniela Attanasio, Di questo mondo, Aragno ed
Stefano Dal Bianco, Prove di libertà, Mondadori
Enrico Testa, Ablativo, Einaudi

Saggistica
Pierpaolo Antonello, Contro il materialismo. Le due culture in Italia: bilancio di un secolo, Aragno ed.
Emilio Gentile. E fu subito regime. Il fascismo e la marcia su Roma, Laterza ed.
Giulio Guidorizzi, Il compagno dell’anima. I greci e il sogno, Raffaello Cortina ed

Sono stati già assegnati:

Premio Viareggio “Rosanna Bettarini” per la filologia (in collaborazione con la Regione Toscana. a. Marco Sant’Agata

Premio Internazionale Viareggio Repaci a Bernardo Valli per i suoi reportages liberi da pregiudizi ideologici o logiche di schieramento.

L’intervento/testimonianza di Paolo Di Stefano al premio

“Il premio Viareggio, nella percezione comune degli addetti (scrittori in primis) resta il riconoscimento meno mercantile e più qualificato, per la tradizione che vanta e anche per il meccanismo di votazione (solo giuria tecnica di notevole livello). Mai dimenticare che Strega e Campiello non registrano, tra i premiati, nomi come quelli di Calvino, Gadda e Bilenchi… La sensazione comune, ancora oggi, è che il Viareggio, sia pure con alti e bassi fisiologici, ha sempre premiato la qualità. Dunque oggi più che mai richiederebbe un rilancio (di immagine) in nome della qualità letteraria, in una fase in cui altri premi (per non dire di gran parte della critica) tendono a consacrare ciò che è già ampiamente riconosciuto dal mercato.”
Paolo Di Stefano

Maurizio De Giovanni, finalista dell’84esima edizione del Premio Viareggio-Rèpaci con il romanzo Vipera (Enaudi Editore) vuole sottolineare l’importanza di salvaguardare e valorizzare questo prezioso appuntamento di Viareggio con la cultura nazionale e internazionale.

“Francamente pensavo che alcuni concetti si potessero dare per sottintesi, ma evidentemente non è così; quindi vale la pena di ribadirli.
Difficile esprimere cosa voglia dire per un autore, che è prima di tutto un lettore, ritrovarsi inserito nella terna prescelta per concorrere al Superpremio Viareggio. Si tratta di una rassegna che ha fatto la storia della letteratura italiana, e non perché sia il premio più antico e prestigioso, almeno non solo per questo motivo: la lettura dell’albo d’oro conduce infatti attraverso una linea ideale che racconta la massima produzione letteraria del nostro Paese, il suo processo di crescita, la formazione della sua stessa coscienza attraverso poesia, saggistica e soprattutto narrativa. Una giuria non manovrabile né manovrata dalle logiche commerciali dell’editoria, formata da critici, docenti universitari, funzionari dello Stato, che non ha mai messo in discussione la libertà del proprio giudizio e la profondità degli strumenti d’analisi di cui si è servita nella propia attività di selezione, è portatrice di valori antichi e di assoluta competenza. Personalità di elevata statura professionale e morale, che hanno dimostrato l’onestà intellettuale di non farsi influenzare da pregiudizi di genere e che non hanno altro metro che il piacere a volte infantile dell’entusiasmo della lettura.
Chi come il sottoscritto si è ritrovato a ricevere la comunicazione di essere inserito tra i vincitori ha provato un forte sentimento di orgoglio e gioia, e anche un po’ di sgomento per il pensiero di non essere all’altezza di un tale immenso riconoscimento. E non riesce proprio a comprendere come si possa fare altrimenti.
Sento perciò l’esigenza di ringraziare in primis la giuria e poi l’organizzazione del Premio stesso, per avermi consentito di giungere a quello che è sicuramente un punto d’arrivo per uno che racconta storie. E anche di assicurare a tutti che il Premio Viareggio è e rimane un costante riferimento culturale per chi, da lettore, aspetta di ricevere un autorevole consiglio su quali testi andarsi a cercare per rinnovare l’incomparabile emozione di incontrare un bel libro”.

 

Questa è la dichiarazione rilasciata dal Sindaco Leonardo Betti in vista della finale del Premo Viareggio-Rèpaci in programma per stasera al Principe di Piemonte.

Questa Amministrazione, da poco insediatasi, ė consapevole del valore di questa manifestazione e intende restituirla ai suoi periodo migliori, quando, insieme alle grandi firme della letteratura nazionale, ospitava nomi di spicco del mondo dell’arte, dello spettacolo, del giornalismo.
Questa dimensione anche mondana del Premio, non pregiudizievole della qualità dei giudizi sulle opere selezionate, significa attenzione sulla nostra città con un inevitabile ritorno economico del quale beneficeranno molte realtà del territorio.
Ringrazio gli organizzatori, i miei uffici e la giuria per il lavoro svolto: un lavoro che mostra la passione e l’interesse per una manifestazione nata sui nostri bagni dall’entusiasmo e dall’estro di grandi uomini della cultura che ci hanno lasciato, oltre ad una grande eredità, la responsabilità di portarla avanti con lo stesso spirito e gli stessi valori che hanno reso unico questo premio tra i tantissimi che si sono via via aggiunti nel panorama editoriale italiano”.

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