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Isley Brothers, la dinastia del soul che ha attraversato sei decenni di musica americana. Pochi gruppi nella storia della musica a stelle e strisce possono vantare una longevità e un’influenza paragonabili a quelle degli Isley Brothers. Nati negli anni Cinquanta come formazione rhythm and blues, i fratelli di Cincinnati sono riusciti a reinventarsi continuamente, attraversando le epoche del rock’n’roll, del soul, del funk e dell’R&B contemporaneo, lasciando un’impronta profonda sulla musica popolare e influenzando generazioni di artisti.
La storia degli Isley Brothers comincia a Cincinnati, in Ohio, nel 1954. O’Kelly “Kelly” Isley Jr., Rudolph Isley e Ronald Isley, cresciuti in una famiglia profondamente legata alla musica gospel, iniziarono a esibirsi nelle chiese e nei locali della città natale. La loro formazione musicale affondava le radici nella tradizione religiosa afroamericana, ma ben presto i tre fratelli decisero di orientarsi verso il rhythm and blues e il nascente rock’n’roll.
Nel 1957 ottennero il primo contratto discografico e, due anni più tardi, arrivò il brano destinato a cambiare la loro carriera: “Shout”. Pubblicata nel 1959, la canzone divenne uno dei pezzi più trascinanti dell’epoca e ancora oggi è considerata uno dei classici assoluti della musica americana.
Da “Twist and Shout” al successo internazionale. Nel 1962 gli Isley Brothers conquistarono nuovamente le classifiche con la loro versione di “Twist and Shout”, originariamente incisa dai Top Notes. Il brano rimase per undici settimane nella classifica di Billboard e, poco tempo dopo, sarebbe stato reso celebre a livello mondiale anche dai Beatles.
Nel 1964 i fratelli fondarono la loro etichetta indipendente, la T-Neck Records, dimostrando una notevole autonomia artistica. In quel periodo reclutarono nella loro band un giovane chitarrista destinato a diventare una leggenda: Jimi Hendrix. L’esperienza con gli Isley Brothers rappresentò uno dei primi importanti capitoli della carriera del futuro innovatore della chitarra rock.
L’anno seguente il gruppo passò alla Motown Records, dove nel 1966 ottenne uno dei suoi maggiori successi con “This Old Heart of Mine (Is Weak for You)”. Sebbene il loro stile fosse più energico e ruvido rispetto al classico suono Motown, il brano contribuì a consolidare la loro fama nel panorama soul americano.
La rivoluzione funk degli anni Settanta. Nel 1969 gli Isley Brothers rilanciarono la T-Neck Records e inaugurarono una nuova fase artistica. Il singolo “It’s Your Thing” segnò una svolta decisiva, fondendo soul, rhythm and blues e funk con una libertà creativa che anticipava molte delle evoluzioni musicali degli anni successivi.
Nel 1973 la formazione si ampliò con l’ingresso dei fratelli minori Ernie e Marvin Isley e del cognato Chris Jasper. La nuova incarnazione del gruppo, nota come “3 + 3”, si rivelò una delle più fortunate della loro storia.
Fu in questo periodo che nacquero alcuni dei loro capolavori: “That Lady (Part 1)”, caratterizzata dall’inconfondibile chitarra di Ernie Isley, “Fight the Power (Part 1)”, divenuta un manifesto di orgoglio e affermazione afroamericana, e la romantica “For the Love of You”, uno dei brani più raffinati della loro produzione.
Gli anni Ottanta e il successo di “Between the Sheets”. La capacità di adattarsi ai cambiamenti musicali permise agli Isley Brothers di restare protagonisti anche negli anni Ottanta. Album come “Between the Sheets” contribuirono a ridefinire il contemporary R&B dell’epoca.
La title track, pubblicata nel 1983, divenne uno dei brani più influenti della musica soul moderna. Il suo groove elegante e sensuale sarebbe stato campionato decine di volte da artisti hip-hop e R&B, diventando una delle canzoni più citate nella storia del rap americano.
Uno degli elementi distintivi degli Isley Brothers è sempre stato il forte legame familiare. Per oltre mezzo secolo il gruppo è rimasto una vera e propria impresa musicale di famiglia, capace di mantenere intatta la propria identità pur attraversando continui cambiamenti.
O’Kelly Isley morì nel 1986. Rudolph Isley lasciò la band nel 1989, mentre Marvin Isley si ritirò nel 1997 a causa dei problemi di salute legati al diabete, malattia che ne causò la morte nel 2010. Chris Jasper, tastierista e compositore fondamentale nella stagione d’oro degli anni Settanta, è scomparso nel febbraio 2025. Rudolph Isley è morto nell’ottobre 2023 all’età di 84 anni.
Ronald Isley ed Ernie Isley hanno continuato a mantenere vivo il nome del gruppo anche nel nuovo millennio. Incredibilmente continuano a tenere concerti. Andate su JamBase a controllare se non mi credete.
Il nuovo secolo e le collaborazioni recenti. Nel XXI secolo, mi si scusi il termine “secolo”, gli Isley Brothers hanno continuato a pubblicare nuovi lavori. L’album “Eternal”, uscito nel 2001, ha venduto oltre due milioni di copie. Seguirono “Body Kiss” nel 2003, “Baby Makin’ Music” nel 2006 e il disco natalizio “I’ll Be Home for Christmas” nel 2007.
Nel 2010 Ronald Isley pubblicò il suo primo album solista, “Mr. I”. Nel 2017 il gruppo collaborò con Carlos Santana per l’album “Power of Peace”, un progetto che dimostrò ancora una volta la loro straordinaria capacità di rinnovarsi.
Una leggenda della musica americana.
Nel 1992 gli Isley Brothers sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame, consacrazione di una carriera che ha attraversato oltre sessant’anni di storia della musica. Nel 2014 hanno ricevuto il Grammy Lifetime Achievement Award, riconoscimento assegnato agli artisti che hanno dato un contributo eccezionale alla cultura musicale.
Da “Shout” a “It’s Your Thing”, da “That Lady” a “Between the Sheets”, gli Isley Brothers hanno saputo fondere gospel, rock, soul e funk in uno stile inconfondibile. La loro eredità continua a vivere non solo attraverso le loro registrazioni, ma anche nelle opere degli artisti che hanno campionato, reinterpretato e celebrato la loro musica.
Più che un semplice gruppo, gli Isley Brothers rappresentano una delle grandi dinastie della musica americana, un ponte tra il rock’n’roll delle origini e l’R&B contemporaneo.
Dalla collezione di casa, consigli per gli acquisti.
Givin’ it back è un album di Funky primordiale: è del 1971 e dentro ci trovate pezzi come Fire and Rain o Spall the wine, bellissimi da ascoltare. Naturalmente, vi consiglio Twist and Shout, un classico famosissimo del 1959 che fa nostalgia . Al rilascio del disco i componenti erano ancora i primi tre fratelli, diciamo così, fondatori: Kelly, Rudolph e Ronald. Marvin, Ervin e Chris arrivarono dopo.
Libri. Macché: io continuo a insistere a chiamare questa. rubrica libri&musica. Più musica che libri.
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