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Perdere la testa (e lo Strega)

   Tempo di lettura: 4 minuti

Analizzare l’impatto di un caso politico ed editoriale sui voti del Premio Strega richiede di scorporare i blocchi storici delle giurie, in quanto le preferenze per la finale dell’8 luglio seguono dinamiche diverse rispetto a quelle che hanno stabilito la cinquina (diventata eccezionalmente una sestina). I 280 voti di Michele Mari definiscono una leadership solida, ma il “caso pulmino” e le offese a Michela Murgia rischiano di innescare travasi di voti e mobilitazioni ideologiche repentine.

VOTI DELLA SESTINA (GIUGNO 2026)

Michele Mari (Einaudi) | 280 Matteo Nucci (Feltrinelli) | 242 Bianca Pitzorno (Bompiani) | 195 Teresa Ciabatti (Mondadori) | 184 Alcide Pierantozzi (Einaudi) | 170 Nadisha Uyangoda (Einaudi)* ex-aeqo | 170

1. I voti consolidati che non cambieranno. Ci sono pacchetti di voti definiti “blindati” che difficilmente si sposteranno a causa della polemica:I Presidi Letterari e l’Estero: Michele Mari gode di un consenso transnazionale molto strutturato. Ha dominato in modo schiacciante il voto collettivo della Società Dante Alighieri con ben 170 preferenze espresse da lettori di 23 paesi esteri. Questa giuria popolare e accademica è meno influenzata dai “retroscena” mediatici romani.Lo Strega Giovani: Avendo già incassato e chiuso la vittoria del Premio Strega Giovani 2026, l’Einaudi ha già messo in cassaforte i relativi voti bonus previsti dal regolamento per la finalissima.

2. Le giurie a rischio: dove può perdere voti Mari. Il vero pericolo per il primato di Mari risiede nei voti individuali, storicamente più fluidi e umorali:Il voto di opinione e il network di Michela Murgia: La Murgia ha lasciato un’eredità intellettuale profondissima e una vasta rete di alleanze nell’editoria (da sempre vicina a posizioni progressiste e femministe). Molti giurati singoli e “Amici della Domenica”, scossi dalle parole di Mari, potrebbero compiere un voto di protesta o di sanzione etica, ritirando la preferenza per I convitati di pietra.La presa di distanza istituzionale: Il duro richiamo della Fondazione Bellonci sulla “dignità delle persone” funge da forte segnale morale. Una parte della giuria istituzionale potrebbe decidere di non premiare un autore al centro di un simile polverone per tutelare l’immagine stessa del premio.

3. Chi potrebbe beneficiare del travaso di voti? Se il vantaggio di 38 voti su Matteo Nucci dovesse assottigliarsi, si aprirebbero tre scenari di redistribuzione: Il fattore solidarietà (Teresa Ciabatti): Essendo stata l’interlocutrice diretta dello scontro sul pulmino a difesa della Murgia, la Ciabatti (184 voti con Donnaregina) potrebbe raccogliere un forte voto di solidarietà identitaria e politica da parte del blocco femminista e dei collaboratori storici di testate sensibili al tema come BookAvenue.

L’alternativa istituzionale (Matteo Nucci): Con 242 voti, Nucci (Platone. Una storia d’amore, Feltrinelli) è l’inseguitore più immediato. Rappresenta la perfetta “area di rifugio” per i giurati che vogliono penalizzare Mari senza però stravolgere gli equilibri editoriali dei grandi gruppi (spostando il voto da Einaudi a Feltrinelli).La quota di sanzione culturale (Bianca Pitzorno): La Pitzorno (195 voti) incarna da sempre una letteratura di enorme spessore civile e attenzione ai diritti. Potrebbe intercettare i voti dei giurati più anziani e tradizionalisti che non hanno gradito la caduta di stile del tour.Il verdetto dei flussiIl verdetto finale dipenderà da quanti dei giurati individuali decideranno di trasformare la propria scheda in un manifesto politico. Se il blocco dei Presidi Esteri e la scuderia Einaudi terranno le fila, Mari vincerà ma con uno scarto minimo. Se la mobilitazione per Michela Murgia dovesse radicalizzarsi nelle ultime settimane di giugno, Matteo Nucci ha concrete possibilità di effettuare il sorpasso storico l’8 luglio.

(per la redazione LS)


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