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Penso che una delle emozioni che gli scrittori vincitori dell'ambito premio ricordano più distintamente, è quello dell'arrivo della notizia. Mi immagino che l'Accademia svedese li abbia scovati a casa quasi tutti, fatta salva, s'intente, la classica eccezione che conferma la regola; forse qualcuno l'ha saputo in ritardo perché era a passeggio con il cane, altri, chessò, a fare la spesa; altri ancora non hanno avuto la notizia direttamente come, per esempio, "il nostro" Dario Fo, il quale era seduto al posto di passeggero al fianco di Ambra Angioini impegnati nella registrazione di un programma televisivo molto bello di qualche anno fa (Roma-Milano solo andata). Un'auto di servizio si affiancò alla loro e un cartello appiccicato al vetro dall'interno diceva "Dario, hai vinto il Nobel!".

Pubblicato in Premiopoli
Lunedì, 23 Settembre 2013 13:19

Alberto Bevilacqua e io

E' difficile scrivere il sentimento di duplicità tra mancanza affettiva personale e la perdita che in genere provoca, in specie per chi è del mestiere,  la notizia della scomparsa di un grande italiano come è stato Alberto Bevilacqua. Io gli ho voluto un bene di figlio: l'ho amato senza chiedere niente in cambio e ricevendone altrettanto amore.

Pubblicato in Reading room
Martedì, 26 Marzo 2013 18:28

Alice Munro. La memoria ci salva la vita

Non conosco Alice Munro così bene da dire che "La vista da Castle Rock" sia un libro autobiografico o di memorie: più di una nota letta sul web mi suggerisce  un poco che sì, si tratta di un libro assai intimo e scritto in tempi diversi dall’autrice canadese e, no, non è un libro di memorie. Mi pare di capire che presta molta attenzione alle verità che stanno di solito dietro le vite, molta di più di quanto non faccia un romanzo. Tuttavia non sono così certo da giurarci su'.

Pubblicato in Reading room
Lunedì, 04 Marzo 2013 16:36

Lo stato ha smesso di sedurre.

Régis Debray ha segnato, con "Lo stato seduttore", una pietra miliare per chiunque affronti lo studio della comunicazione sociale. La base della ricerca di Debray ha a che fare con la confluenza di alcuni importanti elementi di riflessione che registrano il cambiamento di passo nella comunicazione. Badate bene: stiamo parlando degli anni '90; dopo una società caratterizzata da relazioni orali (logosfera) e il ruolo della scrittura (grafosfera), siamo entrati nell'era della videosfera. Va da sé: l'impatto fu notevole.

Pubblicato in Letture
Sabato, 24 Novembre 2012 13:02

La libreria e il suo futuro

La libreria non sarà più solo un luogo dove entrare per acquistare un libro da leggere a casa, ma un punto di incontro, un luogo di aggregazione a forte accento culturale, caratterizzata da un assortimento accuratamente selezionato, in spazi ampi e confortevoli in cui sono presenti caffetterie, con una attività culturale permanente destinata alla promozione della lettura e una proposta on-line sempre più ricca.

Pubblicato in Cross selling
Sabato, 10 Novembre 2012 10:16

Philip Roth dopo Philip Roth

Forse, quella citazione in coda a Nemesis aveva a che fare con un addio annunciato e rimasto in sospeso per un'altro po' di tempo. Molti, me compreso, avevano intuito la decisione di Roth di rinunciare alla scrittura cosa avvenuta ieri con una dichiarazione confermata anche dal suo editore Lori Glazer, facendo deflagare lo scoppio di una miccia accesa da tempo. Del resto, proprio lo scorso mese in una intervista aveva riferito di Nemesi come il suo ultimo libro.

Pubblicato in Reading room
Mercoledì, 10 Ottobre 2012 15:17

La memoria fa brutti scherzi

Ho finito di leggere questi giorni "Il senso di una fine" di Julian Barnes quasi con un anno di ritardo dal premio che lo ha consacrato in patria con il Booker Prize.
Il libro ritengo sia molto ben scritto e, per quanto contrariamente letto sui blog e nel web dove, pur trovando recensioni molto favorevoli (c'è chi ha parlato di classico della letteratura),  molti hanno "spostato" più il merito della scrittura che la storia vera e propria, il libro è molto bello a tal punto che consiglio vivamente di leggerlo.

 

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Lunedì, 10 Settembre 2012 10:40

Storia di un serial killer di inizio secolo

Londra 1910. Loro, Alice, Margaret e Bessie, sono tre donne avanti con l’età e senza troppe attese di mettere al mondo la progenie che le famiglie si aspetterebbero. Tutte e tre vivono sole, hanno lavori diversi e appartengono a quella categoria medio-bassa in un’epoca di fine periodo Vittoriano in cui la parola "zitella" conteneva un misto di disprezzo e commiserazione, che fa di loro prede facili del primo mascalzone che bussa alla porta.

Pubblicato in Letture
Domenica, 03 Luglio 2016 00:00

Paul Auster. L'inverno del nostro scontento

Sessantacinque anni ma non li dimostra. Eppure deve essere stata questa la molla che lo ha spinto a scrivere il suo nuovo libro "Winter Journal" che sarà, credo, pubblicato come tutti i suoi precedenti, da Einaudi.
E' abbastanza sorprendente scoprire un "lato debole" di Paul Auster. Certo, il pensiero della fine, incombe su tutti e l'autore non è da meno. In fin dei conti è abbastanza normale che, a una certa età, gli anni comincino a reclamare un po' di addizioni. E' un bel tema al quale sono particolamente affezionato dalle molte letture cui Roth mi ha obbligato negli anni. ( Una per tutti: Everyman ). Il libro di Paul Auster sonda il misterioso dialogo silenzioso che, ad un certo punto, ognuno di noi fa allo specchio. E' una meditazione sul tempo, sull'invecchiamento del corpo, e la memoria.

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Domenica, 03 Gennaio 2016 08:38

Jonathan Littell, Taccuino siriano

L'effetto straordinario, inteso come non ordinario, della letteratura è quando le pagine scritte regalano a chi legge la visione del mondo e della realtà come nessuna altra immagine riesce a fare. In questo senso, capita il privilegio di imbattermi in libri memorabili – intesi come portati a memoria, indimenticabili; verso ognuno di questi libri, rimane la gratitudine di lettore per aver aggiunto sapere al sapere.
Non a caso il miglior libro che ho letto lo scorso anno è stato quello di Aatish Tasser, Straniero alla mia storia., la descrizione di un viaggio semiclandestino alla ricerca delle propri radici culturali in Pakistan attraverso il Medio Oriente. Tasser ha regalato al mondo, con il suo “taccuino” di viaggio,  cronaca e visione dell’Islam inconsueti, molto intime. Per la cronaca: non fui d’accordo con quello che aveva scritto a proposito della Siria: la storia gli ha dato ragione a ben vedere quel accade oggi in quel martoriato Paese. E’ la missione di chi raccoglie le immagini in presa diretta con gli avvenimenti che li scatenano e descriverli in modo da offrirle ai lettor,i aiutandoli a farsi un’idea del divenire.

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