tu sei qui: Home Letture Andrew O’Hagan, Vita di un cane fortunato raccontata da se stesso
Domenica, 07 Agosto 2011 06:30

Andrew O’Hagan, Vita di un cane fortunato raccontata da se stesso

Scritto da Paola Manduca

Una delle molte sorprese che attendono il lettore di questo romanzo, libro del mese di agosto e imprevedibilmente colto è il suo inizio: “La mia storia comincia davvero a Charleston, un perfetto ritrovo di spiriti illuminati e creativi nel bel mezzo della campagna inglese”. Charleston, la profumata residenza nel West Sussex di due fari del circolo Bloomsbury come Vanessa Bell e Duncan Grant, è sicuramente molto distante dai riformatori e dagli orfanotrofi in cui Norma Jean Mortenson ha trascorso la sua durissima infanzia. Perché Charleston? È qui che nel giugno 1960 il terrier che poi sarà conosciuto come Mafia Honey – abbreviato in Maf – comincia la grande avventura che lo porterà a New York e a Hollywood, nelle braccia della diva più famosa di tutti i tempi.

 

Mr. Higgins, il giardiniere della signora Bell, lo aveva comprato cucciolo in una fattoria. Finisce poi a casa di Maria Gurdin, nell’assolato quartiere di Sherman Oaks a Los Angeles. Gurdin è un’immigrata di origini russe, madre di Natalie Wood, procacciatrice di amici a quattro zampe per le star. Dalle mani di Gurdin il cane finisce infatti in quelle di Frank Sinatra, che lo passerà poi alla sua amante occasionale Marilyn Monroe. È una vita da cani. Ma che cane e che vita. Per chi volesse sapere come Maf sia arrivato a possedere la sua conoscenza della storia, o la sua prosa raffinata – per non parlare della sua familiarità con le opere di moltissimi filosofi e in particolare di Plutarco – la risposta più probabile è la metempsicosi.

Molte persone, osserva, credono di avere una sola vita da vivere, ma si sbagliano di grosso. Tra Maf e Marilyn è amore a prima vista. Marilyn è sempre andata pazza per i cani e ha sempre compreso la loro difficile condizione: passare dalle coccole ai calci, proprio come succedeva a lei. Andrew O’Hagan ha assunto la voce di un cane per scrivere un sottile, divertente e commovente studio sull’America alla vigilia di uno dei suoi più duri periodi di crisi. Nel 1962 la morte oscura e solitaria di Marilyn Monroe ha segnato l’ingresso nell’era di Thanatos, e non in quella di Aquarius. Quella di Maf il cane, come quella di Lolita o del Grande Gatsby, è un’elegia dell’innocenza perduta. 
John Banville, 
The Guardian

Letto 2195 volte
Devi effettuare il login per inviare commenti


BookAvenue usa i cookies. 
Usando il sito ne consenti implicitamente l'utilizzo. 
Se desideri saperne di più, leggi la nostra politica di privacy sez.cookies