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Venerdì, 18 Dicembre 2015 10:19

Ten Christmas Carol

Scritto da Livia Rocchi

Dieci curiosità sul libro di Natale più amato di tutti i tempi da non perdere! >>

IL GENIO FA LE PROVE
Ebenezer Scrooge deve aver accompagnato Dickens per parecchio tempo. Questo personaggio è liberamente ispirato infatti a Gabriel Grubb (notare il nome allitterato, in A Christmas Carol ne troviamo un altro molto interessante, Tiny Tim che è anche un nome parlante, altra specialità di Dickens). Gabriel era il protagonista di The Story of the Goblins Who Stole a Sexton contenuta nel primo romanzo di Dickens, Il Circolo Pickwick.

TORMENTO E LIBERAZIONE

La scrittura di “A Christmas Carol” non è stata un periodo facile per Dickens. Lui stesso ha raccontato che rideva e piangeva in continuazione oltre a fare lunghe, solitarie passeggiate notturne di 15 o 20 miglia per Londra "quando tutte le persone sobrie erano andate a letto". Quando ha completato il libro ha "sbroccato" o meglio, come ha detto lui stesso: “broke out like a madman”.

TALENTO E TEMPISMO

Vi siete mai chiesti quanto tempo ci vuole a scrivere un capolavoro? Dickens iniziò a scrivere il suo "piccolo libro di Natale", come lo chiamava lui, nell’ottobre del 1843 e lavorò febbrilmente per sei settimane, finendo alla fine di novembre permettendo all’editore di pubblicarlo giusto in tempo per Natale. Fu subito un grande successo poiché riuscì a venderne oltre 6.000 copie.

DEBUTTO COL BOTTO

A sei settimane dalla pubblicazione, “Un canto di natale” arrivò sui palcoscenici di Londra in un adattamento di Edward Stirling, che rimase in scena per più di quaranta notti prima di raggiungere il Park Theatre di New York. Lì fu allestita anche una versione musicale del capolavoro inglese, ma la sera del debutto fu rovinata a causa di una rissa talmente tumultuosa da soffocare il rullo di grancassa, effetto speciale usato nel momento in cui il fantasma di Marley si lancia attraverso una botola.

DICKENS E I PIRATI

Due mesi dopo la pubblicazione, A Christmas Carol fu piratato. A compiere il misfatto fu la Peter Parley's Illuminated Library. Dickens ne citò in giudizio i proprietari e vinse la causa, ma non la battaglia. I pirati dichiararono bancarotta lasciando da pagare a Dickens anche 700 sterline di spese, pari a 56.364 sterline odierne. Un resoconto più dettagliato della vicenda (in inglese) qui:

http://www.victorianweb.org/authors/dickens/pva/pva75.html

TEMPI CHE CAMBIANO

Nel 1853, dieci anni dopo la pubblicazione del romanzo, Charles Dickens ne fece la prima lettura pubblica nel municipio di Birmingham di fronte a una folla di duemila lavoratori dalla città che rimasero a pendere dalle sue labbra per poco meno di tre ore. Prima di allora, nessun grande autore aveva letto le sue opere in pubblico per profitto, probabilmente perché non era ritenuta un'attività "da gentiluomo".

UN CAPOLAVORO DA GUSTARE

Un grande scrittore sa trascinare il lettore nei suoi libri grazie a descrizioni che non sono solo visive, ma coinvolgono tutti e cinque i sensi. Il più difficile da trascinare tra le pagine è il gusto, ma Dickens fu maestro anche in questo citando numerose pietanze e leccornie che provocano l’acquolina. Esistono menu e ricette per tutte le occasioni ispirati da questa storia. Tra i piatti che potrebbero rendere più realistica la lettura consigliamo di preparare un buon Christmas Plum Pudding, dolce a base di prugne, noce moscata, cannella, chiodi di garofano, pepe di Giamaica ricoperto da una deliziosa salsa a base di burro, zucchero a velo,  rum scuro e  vaniglia.

CONSEGUENZE IMPREVISTE

A Christmas Carol dovrebbe essere venduto con un foglietto di avvertenze sugli strani effetti collaterali che provoca. Si racconta che: il grande storico Thomas Carlyle, dopo aver chiuso il libro, sia  andato dritto a comprare un tacchino. Lo scrittore William Thackeray che non era un grande estimatore di Dickens, si è convertito sulla via di Damasco e ha definito la sua opera un "bene nazionale". Un imprenditore americano ha concesso ai suoi dipendenti un giorno di vacanza supplementare.

IL VIOLA IN TEATRO… PER SCARAMANZIA?

Anche Dickens aveva i suoi rituali di lettura. Si presentava sempre al pubblico in abito da sera, con un gilet viola e la catena dell'orologio scintillante che faceva capolino dal vestito. Usava un leggio, tappeti, luci a gas e un effetto sonoro un po’ rudimentale, ossia un paio di grandi pannelli dietro di lui che lo aiutavano a non lasciar disperdere il suono della sua voce proiettandolo in avanti. Nei giorni di spettacolo seguiva una routine piuttosto bizzarra: come prima colazione prendeva due cucchiai di rhum e panna fresca, una pinta di champagne per l’ora del tè e, mezz'ora prima dell'inizio della sua performance beveva un uovo crudo sbattuto in un bicchiere di sherry. Nei cinque minuti di intervallo della lettura ha sempre consumato una tazza di brodo di carne, e prima di andare a letto si “scaldava” con una ciotola di minestra.

DEBUTTI E CONGEDI

A Christmas Carol fu la prima lettura pubblica di Dickens e anche l’ultima. La sua performance finale si è svolta a Londra, presso la St James Hall, il 15 marzo 1870. Alla fine dello spettacolo disse al suo pubblico: "Da queste luci sgargianti, io scompaio ora per sempre, con un sentito, grato, rispettoso e affettuoso saluto". Ci fu un silenzio attonito, rotto da tifo tumultuoso di cappelli agitati in aria e piedi battuti per terra. Con le lacrime che gli rigavano il volto, Dickens portò le mani alle labbra, lanciò un bacio affettuoso e se ne andò dal palco per sempre. Morì tre mesi più tardi.

 

 

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