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Lunedì, 27 Settembre 2010 16:11

Las Vegas edizioni, scommessa vincente

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TORINO ─ A due passi dal Lingotto, in via Genova, cresce l'editoria italiana. Quella giovane, preparata, che osa rischiare sugli esordienti, che punta sia sul cartaceo che sull'eBook, che rifiuta l'editoria a pagamento, che rivendica la propria indipendenza. Nata nel 2008 Las Vegas Edizioni offre un catalogo di 15 titoli, 2 collane e una tiratura media di 1000 copie a volume. Un'avventura imprenditoriale messa in campo da una giovane coppia torinese, Andrea Malabaila, 33 anni laureato in Scienze della Comunicazione, e Carlotta Borasio, 23 anni da poco laureata in Lettere. In questo periodo di turbolenze economiche ─ tagli alla ricerca e alla scuola, crisi degli investimenti e dell'occupazione ─ ecco un ottimo esempio di "reazione", di chi con impegno e coraggio scommette sui libri e, perché no, trova pure il tempo di organizzare una piccola Fiera dell'Editoria Indipendente di Qualità da esportare nelle piazze italiane. Una scommessa vincente.

Pochi lettori ma migliaia di casa editrici. L’Italia è un paese di santi, poeti... ed editori. Quanto è difficile aprire una casa editrice, in Italia? E cosa ha motivato questa vostra questa scelta?

Aprire una casa editrice è relativamente semplice. Il difficile è riuscire a sopravvivere, soprattutto per chi come noi decide di non imboccare la via più semplice dell'editoria a pagamento e di non rovesciare sulla testa degli aspiranti autori il rischio di impresa. La scelta di aprire l'ennesima casa editrice è nata da me, Andrea, dopo aver assaggiato il mondo editoriale dall'altra parte, quella di autore. La mia idea era quella di cercare nuovi talenti e di valorizzarli al meglio, puntando molto anche sul rapporto umano e non solo professionale.

Siete stati tra i primi a proporre testi in formato digitale aderendo alla piattaforma di BookRepublic. Qual è la risposta del pubblico?

Al momento siamo ancora agli inizi, ma i primi risultati sono incoraggianti. In pochi giorni abbiamo venduto parecchi e-book, grazie anche alla nostra scelta di tenere prezzi molto competitivi: tre euro contro i dieci/dodici della versione su carta. Riteniamo infatti che il libro cartaceo abbia un valore aggiunto (se vogliamo di tipo feticistico) e che proprio questo lo differenzierà in futuro dal libro elettronico.

LAS VEGAS EDIZIONI, Torino

Andrea Malabaila e Carlotta Borasio

Andrea Malabaila dopo aver pubblicato numerosi racconti e diversi romanzi ─ "Quelli di Goldrake" (Di Salvo, 2000), "Bambole cattive a Green Park (Marsilio, 2003), "L'amore ci farà a pezzi" (Azimut, 2009) ─ fonda insieme alla sua compagna, Carlotta Borasio, la casa editrice "Las Vegas". Al catalogo cartaceo affiancano la novità dei testi digitali aderendo a una delle prime piattaforme italiane dedicate alla vendita di eBook, BookRepublic. Sono i promotori della Fiera dell'Editoria Indipendente di Qualità, Vento Letterario, che coinvolge i migliori editori indipendenti d'Italia.

Sito ufficiale: www.lasvegasedizioni.com

Blog: Live in Las Vegas!

aNobii: Las Vegas

eBook: catalogo su BookRepublic

Fiera Editoria Indipendente di Qualità: Vento Letterario

cc contenuto aggregato da Àlen Loreti per BookAvenue.
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Nell’inchiesta di Stilos sull’eBook Ettore Bianciardi sostiene la superiorità dell’editoria elettronica che «rilancia il vero ruolo dell’editore, cioè fare l’editor, ovvero curare gli autori». In pratica, tolti i tanti costi del cartaceo resta più tempo per concentrarsi sulla qualità dei testi. È proprio così?

La qualità dei testi secondo noi va ricercata al di là del supporto. Il libro, sia esso su carta o in formato e-book, deve essere di qualità e per questo noi selezioniamo accuratamente le tante proposte che ci arrivano. Soprattutto un piccolo editore deve partire dalla qualità prima ancora che dalla commerciabilità dei suoi testi. Inoltre i costi maggiori dei libri cartacei impongono scelte più mirate. Gli e-book, abbattendo i costi, aumenteranno l'offerta ma rischieranno forse di abbassare il livello qualitativo della stessa.

Stefano Mauri, amministratore delegato di GeMS, nell'editoriale sul Libraio scrive: «Chi si considera un semplice produttore di libri, quando leggeremo in un altro modo sparirà, come sono scomparsi i produttori di carrozze all’inizio del secolo scorso quando sono nate le ‘carrozze a motore’.» Voi come immaginate il futuro dell’editoria cartacea?

Noi siamo giovani e pronti al cambiamento. Il libro a differenza per esempio della musica non ha subito evoluzioni drastiche negli ultimi secoli; era prevedibile che prima o poi qualcosa sarebbe cambiato. Però siamo anche dell'idea che i libri così come li intendiamo noi dureranno ancora per molto tempo, forse per sempre. Soprattutto la narrativa crediamo che vivrà a lungo in formato cartaceo.

Veniamo al ddl Levi. Dopo l’ok della Camera, la legge sul prezzo del libro è arrivata in Senato. Ginevra Bompiani ha detto che “questa legge difende il fat­turato, non la cul­tura. Fa sì che entrando in libreria siate spinti a comprare il libro più scontato e non il più interessante: quello che vogliono loro, non quello che volete voi.”  Il critico letterario Andrea Cortellessa ha scritto che la legge “avrà come unica conseguenza una caduta a picco della bibliodiversità -che appiattirà e deforesterà brutalmente le librerie indipendenti e l’editoria di ricerca.” Qual è la vostra posizione?

Entrambe le affermazioni sono condivisibili. Questa legge tende a favorire i grandi gruppi e a uccidere le piccole realtà che rappresentano l'unica alternativa all'omologazione di massa. Come ha sottolineato Mario Fortunato una legge simile è stata approvata anni fa in Inghilterra con risultati disastrosi per gli editori e i librai indipendenti.

C’è un dato interessante che pochi citano. Agevolate dal far-west degli sconti, le vendite on-line dei libri sono aumentate nell'ultimo anno del 20% (circa) mentre i tassi di lettura non si muovono di un millimetro. Come dire: la formula degli sconti fa aumentare i profitti (di alcuni) ma non porta alcun sensibile aumento dei lettori, di nuovi lettori. Forse il modo migliore per avvicinare nuovi lettori sono le manifestazioni come Vento Letterario?

Noi pensiamo di sì. Abbiamo pensato Vento Letterario come a una fiera unica nel suo genere, portando in mezzo alla gente i libri di editori indipendenti che noi reputavamo di qualità. Gli espositori sono stati entusiasti e l'affluenza, contando che non è stato praticamente pubblicizzato l'evento, è stata ottima. La fiera si è svolta a luglio nella piazza principale di Finale Ligure, in orari in cui la gente usciva dalla spiaggia e alla sera, quindi si sono trovati i libri quasi sotto il naso. La risposta c'è stata, la gente ha mostrato curiosità e interesse. Speriamo di aver trovato qualche nuovo lettore.

L’Italia soffre di una politica della lettura. Il Centro del Libro, sotto la nuova guida di Arturo Ferrari, ha sbandierato al Salone di Torino la campagna del 23 maggio “Se mi vuoi bene, regalami un libro”. Secondo voi un’azione efficace e sufficiente? Si può fare di più?

Si può fare di più, intanto a partire dall'istruzione. A scuola dovrebbe passare l'idea che i libri sono anche intrattenimento. Bisognerebbe smettere di squalificare le scelte autonome dei ragazzi e andare incontro ai loro interessi.

Un altro duro colpo per editori e librai indipendenti è stato (dal primo aprile) la cancellazione della con­ven­zione che per­me­t­teva agli edi­tori di inviare i libri alle librerie con una spesa molto con­tenuta. Quali conseguenze hanno prodotto le nuove tariffe?

Questo è un altro colpo che ha sfavorito gli editori indipendenti, soprattutto quelli senza distribuzione. Inoltre è diventato più oneroso anche l'invio delle copie stampa a giornali, recensori, critici. Speriamo che ci sia un ripensamento da parte delle Poste anche nel caso in cui non dovessero più giovarsi dei finanziamenti statali.

Ma Carlotta e Andrea, quando non leggono manoscritti o correggono bozze, cosa leggono?

Io [Carlotta] in questo momento sto leggendo un libro sulla storia di Torino e ho appena cominciato un libro di Intermezzi: Il Paese Bello di Stefano Sgambati. Ho una lista infinita di classici lì che mi aspetta. E io invece [Andrea] ho appena finito di leggere Bel-Ami di Maupassant, un romanzo che consiglio a tutti.

Àlen Loreti per BookAvenue

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