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Lunedì, 19 Giugno 2017 05:35

Le vite fragili e confuse dei Ragazzi di carta

Se dovessi scegliere due parole per definire "Ragazzi di carta" di Marco Mazzanti (Editore Le Mezzelane) sceglierei "malinconico" ed "evanescente".
Malinconico, perché è il sentimento che pervade e traspare nel mosaico di racconti e poesie che compongono il libro e che tratteggiano vite, anzi stralci di vite, un po' confuse, smarrite, malinconiche - appunto - di uomini e donne, giovani e già più adulti. Gente del nostro tempo così confuso e sgualcito.
Evanescente, perché sono tracce di tante vite che si intrecciano per un attimo, ma è sufficiente per entrarci dentro e "sentire" la fragilità dei personaggi, quasi fossero davvero come i ragazzi di carta del titolo.>>

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Che ruolo ha la poesia in tempi di crisi? E come può intervenire sullo scenario internazionale? Portando con sè i germi della bellezza, la poesia è fondamentale per immaginare un mondo diverso, più umano e più giusto che possa ridisegnare i confini attraverso la forza delle parole. Ci sono poeti che hanno affrontato temi forti con la dolcezza dei versi. C’è chi si batte per una Natura ancora degna di questo nome massacrata dall’azione di uomini difficile da definire umani. E con queste parole di speranza “il poeta” cerca di cambiare il cosmo o un microcosmo.
E’ il caso della poetessa Marcia Theophilo candidata al premio Nobel per la letteratura, per la sua poesia altamente lirica a difesa della foresta amazzonica respiro del mondo e del popolo Indios.

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A inizio ottobre del 2011 demmo la notizia del premio Nobel al poeta svedese Tomas Tranströmer. La cosa ci sorprese, non fosse altro per la sola traduzione all'epoca in commercio per Crocetti, una raccolta delle sue opere dal titolo: "Poesia de silenzio". Ancora oggi, mentre diamo notizia della sua scomparsa, è considerato tale: il poeta del silenzio. Alcuni altri poeti più tradotti in italiano e quindi più noti tra cui Heaney, Walcott, hanno sempre dichiarato un debito di riconoscenza verso lo psicologo - ha fatto per molto tempo questo di mestiere - prestato alla poesia e divenuta, questa, professione a tempo pieno. Sempre che essere poeta, possa considerarsi un mestiere a tutti gli effetti. >>

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La "nostra" giornata mondiale della poesia, Unesco, è dedicata ad Alberto Bevilacqua.

Alberto Bevilacqua è nato a Parma nel 1934, scrittore, regista e sceneggiatore, nonché poeta e giornalista. Nei primi anni cinquanta iniziò a pubblicare i suoi scritti su invito di Mario Colombi Guidotti, responsabile del supplemento letterario della Gazzetta di Parma. La sua prima raccolta di racconti, La polvere sull'erba (Sciascia, 1955, e Einaudi, 2000), ebbe l'apprezzamento di Leonardo Sciascia. Nel 1961 pubblicò la raccolta di poesie L'amicizia perduta (Sciascia). Il suo primo successo editoriale fu il romanzo La califfa (1964). Il romanzo seguente, Questa specie d'amore, vinse il Premio Campiello (1966). Di entrambi i romanzi l’autore stesso curò poi la trasposizione cinematografica, vincendo con Questa specie d'amore il David di Donatello per il miglior film. Nel 1968, con L’occhio del gatto ha vinto il Premio Strega.

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Sabato, 02 Febbraio 2013 11:40

Erri De Luca, L'ospite incallito

L’ospite incallito è un po’ un racconto. Un po’ poesia. Un po’ solo pensieri sparsi.
Per chi conosce Erri De Luca, i suoi scritti intendo, questo libro è una sorta di biglietto agli amici. Un segno lasciato sul tavolo che si può leggere a qualunque ora del giorno, partendo dall’inizio oppure dalla fine o anche dal centro. E dopo averlo letto puoi lasciarlo lì dove l’hai trovato perché è piacevole riaprirlo e leggerlo di nuovo e poi di nuovo, ancora.
È un po’ un racconto. Un viaggio nella memoria da ospite fisso, sempre.

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Lunedì, 09 Aprile 2012 08:53

Incontro con Giorgio Caproni: il "dove" esiste

A cento anni dalla nascita del poeta, Giorgio Caproni, si svolgono le iniziative commemorative di uno dei poeti e delle voci più sensibili e care del Novecento, che visse le due guerre, fu partigiano, e si definì un “Genovese di Livorno”. Un viandante sulla “Statale 45 “in Liguria, maestro, musicista, cantore lirico, uomo che molti insigni studiosi ricorderanno a Roma nella Biblioteca dell’Enciclopedia Treccani a partire dal 16 aprile 2012…

Un poeta e il luogo in cui ha vissuto sono la medesima cosa: un’anima che incontra un’anima loci e la canta, la perpetua, le dà voce, la abita, la fa abitare.
Un’anima nell’anima, un compenetrare di emozioni e sentimenti simile ad un trasumanare di un cuore di carne nelle rocce, nelle acque, nelle valli, nei sentieri, nei luoghi e, quando tutto il trasbordare è avvenuto, il luogo respira con l’uomo e l’uomo lo canta e diventa la sua voce.

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Giovedì, 20 Ottobre 2011 18:52

Andrea Zanzotto. Un grande italiano

Il prato di Pieve di Soligo era diventato il simbolo della battaglia di Andrea Zanzotto, poeta scomparso all’età di 90 anni, per preservare l’identità di un luogo dalle devastazioni di un Nord Est rampante e arrembante.
Quella Marca trevigiana da lui amata, cantata e mai abbandonata, che nel tempo ha assunto la forma ‘monstre’ di uno sviluppo e di un benessere che ha abiurato la ‘venetitudine’ del lavoro umile e silenzioso. Andrea Zanzotto incarnava tutti questi valori, scomparsi ma che riemergono come fiumi carsici nell’interiorità del Veneto tutto.

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Giovedì, 06 Ottobre 2011 11:03

Nobel 2011 letteratura a Tomas Tranströmer


E' lo scrittore svedese Tomas Transtromer il vincitore del Nobel Letteratura 2011. Nato a stoccolma 15 aprile del 1931. La motivazione dell'accademia, che ancora una volta ha sorpreso il mondo intero, è stata: perché, attraverso le sue versi immagini traslucide, ci dà accesso a nuove realtà".

Poeta svedese, psicologo e  traduttore che ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura nel 2011, Tranströmer ha occupato una posizione influente nella letteratura svedese dal 1950. Nel mondo di lingua inglese è forse il più noto poeta moderno scandinavo. Tipico per Tranströmer è l'immaginario surreale - un francobollo è visto come un tappeto magico, le ombre degli alberi sono numeri neri, e una folla di persone rende uno specchio a superficie ruvida. Il suo lavoro è stato tradotto in oltre sessanta lingue, tra cui olandese, finlandese, ungherese e inglese.

In italiano il solo libro tradotto è una raccolta di versi dal titolo Poesia del silenzio pubblicata da Crocetti.
Curiosità: E’ dal 1996 che un poeta non vince il Nobel . L’ultima premiata è stata la poeta polacca, Wislawa Szymborska.

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Giovedì, 30 Giugno 2011 14:23

Stefano Lorefice, poeta della notte

Una “notte” che è opposizione tra percezione interiore, intima e realtà fisica, esteriore. Una notte quindi “psichica”, squisitamente mentale, e un’altra intesa come “luogo di eventi straordinari”. Ci leggo un riferimento a Novalis, per me, fin troppo chiaro: ma se, in Novalis – che, seppure eterno, è autore moderno, la notte del fronte assume una connotazione a piena luce quasi da giorno, diventando luogo di corruzione di smarrimento; in Lorefice, osservatore privilegiato del nostro tempo, la notte diventa metafora dell’esistenza e “luogo” a tutti gli effetti, inteso come “stare al mondo” e quindi “città”, scorrere del tempo, e mai ridicola quotidianità.
Non c’è nulla in questi vicoli di “oscuro”, “selvaggio”, “aspro”, “forte”, “amaro”: vi si legge, semmai, una lirica sotto forma di difficoltà alla relazione con l’altro: che sia esso una donna, un amico, il proprio alter ego o con un luogo: quello del giorno.

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