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È € 18,99 -17,99- 19,99 il prezzo migliore? Lo chiedo perché il prezzo al pubblico di titoli di punta degli editori sembra essere in aumento, e i librai tutti nessuno escluso stanno cominciando a sentirne il costo.

Alcuni osservatori ritengono che le edizioni Trade (per capirci: le prime edizioni rilegate) stanno perdendo acquirenti. Ecco alcuni esempi di titoli recenti o poco tali, la cui media del prezzo copertina è ora di 3,00 euro circa superiore di quanto non fosse cinque anni fa.

Pubblicato in Cross selling
Giovedì, 11 Giugno 2015 05:19

Un mondo malato pieno di guerre

L’attuale sistema internazionale è caratterizzato da profonda instabilità. Rispetto agli anni della Guerra Fredda, il mondo di oggi sta mutando a velocità straordinarie e la sua evoluzione diventa di difficile lettura.Questa profonda trasformazione, e l’emergere di tematiche sempre meno caratterizzate dall’ideologia e sempre più da valori “pre-moderni” come quelli etnici o religiosi, sta provocando generalizzata insicurezza e faglie di crisi in tutto il globo.

Pubblicato in Reading room
Giovedì, 30 Giugno 2011 14:23

Stefano Lorefice, poeta della notte

Una “notte” che è opposizione tra percezione interiore, intima e realtà fisica, esteriore. Una notte quindi “psichica”, squisitamente mentale, e un’altra intesa come “luogo di eventi straordinari”. Ci leggo un riferimento a Novalis, per me, fin troppo chiaro: ma se, in Novalis – che, seppure eterno, è autore moderno, la notte del fronte assume una connotazione a piena luce quasi da giorno, diventando luogo di corruzione di smarrimento; in Lorefice, osservatore privilegiato del nostro tempo, la notte diventa metafora dell’esistenza e “luogo” a tutti gli effetti, inteso come “stare al mondo” e quindi “città”, scorrere del tempo, e mai ridicola quotidianità.
Non c’è nulla in questi vicoli di “oscuro”, “selvaggio”, “aspro”, “forte”, “amaro”: vi si legge, semmai, una lirica sotto forma di difficoltà alla relazione con l’altro: che sia esso una donna, un amico, il proprio alter ego o con un luogo: quello del giorno.

Pubblicato in Letture
Mercoledì, 08 Giugno 2011 11:48

Mea Culpa. Aatish Taseer aveva ragione

Nell'articolo dedicato al libro "Straniero alla mia storia" di Aatish Tasser, avevo criticato alcuni punti di vista dell'autore circa il regime siriano. Dissi: "L'arrabbiato e poco riflessivo islamismo che incontra in Siria è solo un aspetto della vita multiculturale del paese, e in nessun caso il solo aspetto della vita sociale e culturale di quel paese. Egli sembra presentare un quadro unidimensionale delle sue terre di transito, a volte al limite del paranoico. E' spesso "ricarburato" da ciò che sente, e salta a peggiori conclusioni. Ma che i siriani, gente che sa certamente come evitare i tabù politici, possa parlare di politica solo al chiuso della privacy di un automobile, sembra una forzatura anche per me e lontano dalla verità".

A leggere le cronache di queste settimane devo dare atto all'Autore di aver anticipato di molto tempo quello che sta accadendo al popolo siriano e alle devastazioni e crudeltà opposte dal regime del presidente Bashar al Assad.

Pubblicato in Elzeviri

E' un pò che ho lasciato da parte quello che accade nella società americana distratto da molte altre cose, l'occasione di recupero mi è stata data dall'arrivo sulla scrivania di questo saggio dove, con pazienza e bravura, David Shipler, ha documentato il ​​crollo della libertà americana nel suo libro: "The Right of the People, How our search of safety invades our liberties" (I diritti del popolo: come la ("loro") ricerca di sicurezza ha invaso la ("loro") libertà" (Knopf, 400 pp,).
Non che gli americani sembrano preoccuparsi più di tanto. Due i timori diffusi - la criminalità e il terrorismo -  li hanno portati volentieri (se i voti congressuali sono un indicatore) a rinunciare alla libertà tutelata dalla Carta dei Diritti, dice. A Washington DC, Shipler accompagna una pattuglia della polizia in servizio alla ricerca di armi illegali con la risultante di mostrare come il come sottoproletariato nero della città, ha perso la sua protezione dal Quarto Emendamento da perquisizioni e sequestri di persona veri e propri, del tutto immotivati.

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Domenica, 25 Maggio 2014 09:45

Jonathan Franzen, Libertà.

copertinaScuserete, ancora una volta, le lungaggini sentimentali che dedico ogni volta alle mie cronache di lettura. Chiedo perdono e pazienza in anticipo: vorrei davvero coinvolgervi in questa scoperta che è Jonathan Franzen, un autore straordinario e del suo libro Libertà, salutato come un capolavoro e decretato tale dai lettori prima che di tutta la critica internazionale.

Una decina di anni fa notai un romanzo Einaudi appena uscito. Fui colpito essenzialmente dal titolo, Le correzioni, e dalla copertina, la foto di un bambino degli anni ’50, seduto a tavola, con un’espressione imbronciata. Non sapevo niente di Franzen, e nessuna delle persone che conoscevo lo aveva mai letto. Il libro in prima edizione però, sembrava enorme allora decisi di comprare un altro libro suo, La ventisettesima città, che in tascabile appariva più corto. Mi promisi: prima leggo questo, se mi piace, proseguo con Le correzioni.

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I conflitti armati che hanno funestato il secolo scorso, e non sembrano destinati a cessare, sono la prova di quanto sia illusoria l'idea del "pacifismo lacrimoso" di cui parla Aldous Huxley: l'idea cioè che basti mostrare agli uomini le crudeltà della guerra perchè essi finalmente vi rinuncino. E' urgente invece, secondo Eibl-Eibesfeldt , elaborare una nuova cultura della pace che, spazzando via ogni pregiudizo antropocentrico, riconosca la realtà istintuale che condiziona i nostri comportamenti.
Le ricerche condotte per anni dall'autore hanno contribuito a demistificare i luoghi comuni del buon selvaggio e di società animali idilliache: l'aggressività è diffusa ovunque, ma è sciocco colpevolizzare una funzione naturale per il semplice fatto che l'abbiamo in comune con la bestia. Proprio dal regno animale viene invece la prova che la natura ha imboccato la strada della risoluzione non violenta dei conflitti.

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Domenica, 27 Febbraio 2011 12:27

Indignazione. Un nuovo manifesto per l'Europa

copertinaPrendete un libro di appena 13 pagine, scritto da un uomo oggettivamente vecchio (l'autore ha 93 anni), che non contiene sesso, niente scherzi, senza una scrittura sorprendente e nessun messaggio altrettanto originale. La migliore miscela per un disastro editoriale? No, al contrario un fenomeno editoriale e nostro libro del mese di febbraio.

Indignez vous!, ora tradotto dall'italiana Add Editoe, un pamphlet snello di un eroe di guerra della resistenza francese, Stéphane Hessel, è emozionante e sta battendo da mesi tutti i record di pubblicazione in Francia. Il libro sollecita i francesi, ma anche tutti gli altri, a ritrovare lo spirito di guerra di resistenza ai nazisti, respingendo "l'insolente, egoista" potere del denaro e dei mercati e dalla difesa del sociale e dei "valori della democrazia moderna".

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Sabato, 19 Febbraio 2011 07:53

Oates. Memorie di una vedova

Quando, alle sei e un quarto del mattino dell' 11 febbraio del 2008, Joyce Carol Oates ha detto buongiorno al marito di 77 anni, Raymond Smith, facendo colazione, di certo non pensava che sarebbe morto di lì entro una settimana. Però, riconosce in, "Storia di una vedova" il libro di memorie della sua (del marito, intendo) morte e le sue conseguenze, ha avuto la sensazione che non tutto stava andando come doveva. "C'è un momento - ricorderà per sempre - quando comprendi istintivamente, sulla base di alcune prove insignificanti, che c'è qualcosa che non va".

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Martedì, 01 Febbraio 2011 18:37

Le storie di Marco. Dall'altopiano al Mayumbe

copertina

Il nostro amico Marco Crestani ha scritto diversi racconti che ha messo online per una libera e gratuita lettura sul suo sito. Questa volta si misura con un romanzo che a breve commenteremo per il piacere di farvelo conoscere. Nel frattempo, vi offriamo l'anticipazione del testo. Il libro, in formato ebook, è in vendità qui.

Tutto parte dalla scoperta di un taccuino-promemoria che ha più di cento anni e racconta la storia di Giuseppe che il 3 gennaio 1903 parte da contrà Tortima sull’Altopiano di Asiago, e muore a Luki, in Congo Belga, il 27 agosto dell’anno successivo, dopo aver attraversato due volte l’Oceano Atlantico: la prima, dal porto di Genova fino a quello di Buenos Aires; la seconda, dall’Argentina al Sudafrica. In seguito, puntando verso nord, arriva fin dentro il “cuore di tenebra” del continente africano dove muore di febbre gialla. Il testo che segue può anche essere definito un racconto basato su una vicenda biografica che, inquadrata storicamente, scopre ai nostri occhi valenze antropologiche e letterarie molto significative, soprattutto oggi, spingendoci a ricordare il tempo in cui gli italiani, appena riuniti sotto un’unica bandiera, erano costretti a lasciare la patria per cercare lavoro altrove.

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