tu sei qui: Home michele genchi

Visualizza articoli per tag: michele genchi

Sabato, 07 Novembre 2015 17:37

A chi spetta una buona vita?

Perché dobbiamo aspettare l'ennesima tragica onda per fare in modo che l'Europa prima, e l'Onu poi, sollecitino i paesi  ad aprire le loro frontiere agli immigrati apolidi?

Nelle ultime settimane, siamo stati "sollecitati" - mi si scusi l'uso grottesco del termine - dalle immagini di Aylan Kurdi, il bimbo di tre anni trovato morto sulla spiaggia in Turchia, causa la quale, il mondo  è stato svegliato e scosso dal dolore di suo padre che ha perduto, in un sol colpo, la moglie e i fratelli del piccolo. La tragica fine di una famiglia scappata dalla morte in patria per trovarne un altra in mare.

Pubblicato in Elzeviri
Martedì, 13 Ottobre 2015 15:11

Luoghi selvaggi che selvaggi non sono.

Come a molti capiterà, un giorno smetteremo di fare quello che facciamo per forza o per scelta. La prima è legata alla fine del tempo del lavoro, per cui arriva il momento, volente o nolente, di dover andare in pensione. Gli altri, quale che sia il motivo, possono scegliere o decidere di fare il mestiere del camminatore naturalista: la cosa potrebbe rivelarsi anche remunerativa oltre che ad una spettacolare scelta di vita.

Pubblicato in Reading room
Sabato, 03 Marzo 2018 06:00

Una storia di commercio e di passioni

Librerie, il libro di Jorge Carriòn, inizia con un riferimento: quello al "Mendel dei libri" dal celebre racconto di Stefan Zweig che riaffiora più e più volte nelle pagine del saggio uscito tempo fa per Garzanti. La storia del libraio che sapeva tutto e dava consulenze da un banchetto in strada, unitamente a diversi altri racconti letterari, sono la storia collettiva di un mestiere e di persone declinabile nella figura di un individuo cui molta gente ambisce diventare.

Pubblicato in Reading room

Mentre sistemo i libri nello scaffale della narrativa di viaggio, fatico a ridisegnare una proposta che accompagni il lettore in cerca di ispirazione: il disordine è ampio. E' fine agosto ed è sorprendente come in molti stiano ancora comprando le guide turistiche; pensavo fosse giunto il momento di pensare ai libri di scuola per i propri ragazzi; ci siamo quasi dopotutto. Sono assorto in pensieri tipo questo ed altre amenità della serie: "machecivuolearimetterliapostoperbene?", quando mi capita tra le mani il libro di Robert MacFarlane, Le antiche vie. Un elogio del camminare. L'occhio è caduto sulla copertina e scorgere l'uomo con lo zaino e i bastoni è bastato.

Pubblicato in Reading room

Perché se uno ha visto cinquecento incontri di boxe ha visto cinquecento incontri di boxe

Diciamolo: la boxe è stata un baluardo degli uomini inteso sia come sport esclusivo di genere, nel senso letterale della parola di esclusione dell'altro, che come "corporazione" in difesa della sua individualità per un sacco di tempo fino all'arrivo di Joyce Carol Oates: una creatura forse troppo esile ma troppo piena di talento che non ha esitato a scavare tra i cazzotti dei campioni che hanno fatto la storia di questo sport e dato visibilità a quest'arte.

Pubblicato in Reading room
Martedì, 18 Agosto 2015 10:51

Che fine farà la memoria degli uomini

Immaginereste una biblioteca senza libri? Beh, io no. Non ce la faccio proprio. Fin da quando ero piccolo andavo in biblioteca e prendere in prestito dei libri. Sono stato un lettore onnivoro: dai libri illustrati all'inizio ai libri di viaggio e avventura, i migliori amici della mia vita di quegli anni, sono stati i personaggi delle avventure di Conrad! Come dimenticare il marinaio Marlow di Cuore di tenebra? Insomma: i libri sono sempre stati una parte della mia vita.

Pubblicato in Elzeviri
Mercoledì, 26 Aprile 2017 10:41

H.D. Thoreau. Il cammino dell'uomo

Thoreau ha detto con grande anticipo le cose che oggi leggiamo sui libri di Serge Latouche in fatto di descrescita. La semplicità collettiva è fondata sull'idea che una "vita semplice" con risorse e consumo di energia ridotte, è una valida alternativa alla cultura del consumo.

L'idea, aggiungo, è che la vita "semplice" migliora non solo la nostra vita, ma la vita dei nostri contemporanei - a patto che anch'essi aderiscano a questo modello - e degli altri che verranno dopo di noi. Per non parlare di come questo codice comportamentale contribuisca a salvaguardare il nostro pianeta dalla catastrofe ambientale verso cui stiamo… marciando tutti con grande entusiasmo.

Pubblicato in Reading room
Martedì, 10 Marzo 2015 11:10

Philip Roth non finisce mai. La nostra gang.

Penso che Roth si fosse semplicemente inc...zato di brutto. A tal punto, che si sedette alla scrivania e scrisse di getto Our Gang.
Siamo nel 71 e l'America non se la passa benissimo. La guerra in Vietnam rispetto le bonarie e sbrigative dichiarazioni che la davano breve, poco costosa e solo con qualche danno collaterale, si era già trasformata nella tragedia che quelli della mia generazione conoscono bene.>>

Pubblicato in Reading room
Mercoledì, 11 Febbraio 2015 08:11

Scrivere e leggere nell'era di Twitter

Tema del mese. Scrivere ai tempi di twitter e letteratura di esordio. Ringrazio Carla Casazza e Isabella Paglia per i loro interventi.

Non molto tempo fa, commentando con Paola Manduca il successo di lettori di un suo articolo sulle "sfumature", il libro dal grande successo planetario di James su BookAvenue, abbiamo convenuto sulla enorme disponibilità in rete di cose da sapere: ogni libro ha la sua recensione anche il più brutto, dicevamo. Ma la quantità di risorse disponibili sulla rete, impongono anche processi di lettura più rapidi tali da fruire di risposte capaci di soddisfare i nostri bisogni di sapere il più velocemente possibile. Oppure è vero il suo contrario? La velocità con cui si legge rende necessaria un'informazione didascalica. Della serie: siate brevi e vi leggeremo.

Pubblicato in Cross selling

Per chi ha memoria, nel 2001 Michel Houellebecq fece scandalo dichiarando che l'Islam è "la religione più stupida." Non ricordo bene il resto ma ricordo bene cosa successe dopo: il finimondo. Questa volta, a sentire gli echi di quello che accade in patria, potrebbe succedere la stessa cosa; uso il condizionale per il sentimento di attesa di qualcosa di dirompente che accade tutte le volte che l'autore, già premiato con il Goncourt (nel 2010, con La carta e il territorio), apre bocca o scrive qualcosa, ma che a ben vedere, forse, non accadrà fatto salvo qualche scoppiettìo sui giornali già letto e digerito.

Pubblicato in Reading room
Pagina 4 di 12


 

 

 

Ipiccoli lettori hanno cambiato indirizzo!
Più contenuti, più indici,
una sola bussola: la vostra!

Newsletter

 

 

Sostieni l'impegno di BookAvenue

BookAvenue ha aggiornato le privacy policy coerentemente ai dispositivi GDPR. Questo sito NON fa uso di cookie di profilazione, ma utilizza cookie tecnici e di terze parti per garantire una miglior esperienza di navigazione. Per maggiori informazioni, leggi la nostra politica di privacy sez.cookies.

 

BookAvenue ha avviato una azione di crowdfunding a sostegno delle attività del sito. Desideriamo allargare la base di offerta media di BookAvenue con la nascita di YouBook, il canale video e con BARB la nostra rivista di culture letterarie interamente online. Il progetto lo raccontiamo in una pagina dedicata.