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Venerdì, 21 Ottobre 2016 20:53

La fiera di Francoforte

dalla nostra inviata alla Fiera di Francoforte, Silvia Belcastro

Dove prima c’era il mobile su cui ho appoggiato occhiali, matita e taccuino, adesso c’è una distesa d’erba alta divisa da un sentiero. Dalla boscaglia esce una colonna di soldati che vengono verso di me. Indietreggio, ma la distanza non cambia. Mi passano accanto come se non mi vedessero. “Puoi girarti”, mi dice una voce ovattata. E’ vero… posso girarmi. Difatti, alla mia destra c’è una macchia scura che non avevo visto: un bue! Non faccio a tempo a guardarmi alle spalle che mi ritrovo in piedi sul carico di un camion: sotto di me c’è una piana riarsa e una tendopoli. Ho le vertigini. Mi volto e scopro che sul camion c’è anche un soldato e anche lui non si cura della mia esistenza. Poi sono in una pozza d’acqua putrida: c’è una gip arenata e un ragazzo coi piedi nel fango. Istintivamente guardo in basso perché non voglio bagnarmi i piedi ma… io non ho piedi. Quando mi tolgo la gigantesca maschera ermetica, i miei occhiali sono ancora sul mobile, accanto alla matita e al taccuino. E il mio primo pensiero è: a quale di questi due universi appartengo realmente?

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Lo scorso anno, come ogni anno del resto, nella settimana successiva alla chiusura della Fiera del libro di Francoforte, si aprirono le polemiche. Se siete amanti del gossip, importanti responsabili di casi editrici commentavano la mancanza italiana di creatività aggiungendo che la responsabilità era, bontà loro, di tutti e di nessuno, tirandosi dietro gli strali di metà delle pagine dei giornali che si occupano del tema e delle case editrici, in specie quelle indipendenti.

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Dopo l'illusorio segno + del mese di Settembre, ecco che Ottobre toglie tutte le fantasie laddove queste si fossero insinuate nelle nostre menti a tal punto da farne diventare una convinzione. Ma siamo matti? No. A soccorrere le nostre misere certezze di essere nel pieno di una crisi che non vede fine ecco i brutti numeri di Novembre.

Pubblicato in Cross selling
Sabato, 01 Novembre 2014 08:43

Era Ora!


(Fonte dati: Ibuk.it) Dopo l'incoraggiante riduzione delle perdite dei mesi estivi, Settembre finalmente registra il segno più, con risultati positivi sia a valore che a pezzi. Dopo otto mesi con il segno meno si registra un dato positivo: 2,25% a valore e 1,31% a numero di pezzi segno, tra l’altro, che il prezzo medio del mese ha avuto un ulteriore piccolo incremento.

Interessante il confronto tra Novità e Catalogo del solo mese di Settembre, che evidenzia un incremento rispettivamente del 4,5% e dell'1,1%.

I 54 Editori che rappresentano il 70% del Sellout perdono complessivamente l’1,37%.

Pubblicato in Cross selling

Sono 11 i milioni che il governo ha stanziato nel fondo straordinario per l'editoria nel 2014, all'interno del decreto sulla Pubblica amministrazione. Secondo quanto prevede l'emendamento Lotti, che il 7 agosto è stato convertito in legge dal parlamento, la somma dovrebbe servire per incentivare nuove assunzioni in uno dei comparti che ha sofferto di più la crisi.>>

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La crisi non è certo finita, ma il disorientamento degli anni scorsi, quello sì. Il mondo dell’editoria in questi tempi è un laboratorio di idee e di progetti. Ed è unito da alcune certezze: i vecchi modelli di business dei quotidiani non reggono più, ma il giornalismo di qualità continua a pagare anche nell’era digitale. A Bagnaia, quelli che negli anni scorsi erano solo scenari sono ora diventate esperienze da mettere a confronto.

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Per gli storici del libro e dell’editoria gli anni che stiamo vivendo dovrebbero essere entusiasmanti. Siamo di fronte a cambiamenti epocali paragonabili solo a quelli dei tempi di Gutenberg. Vi sono anzi tutte le premesse perché queste trasformazioni risultino ancora più radicali e profonde sulle abitudini culturali e sulle pratiche sociali.

Nel XV secolo si era passati dal libro scritto a mano a quello riprodotto meccanicamente in molte copie, anche se l’oggetto in sé non era in fondo cambiato molto. A distanza di tanti secoli non abbiamo difficoltà a riconoscere come libro un codice medievale, destinato a funzionare in linea di principio secondo le medesime regole del libro a stampa contemporaneo: una serie di fogli rilegati da una parte, destinati a contenere un testo da un verso e dall’altro. Ad un primo sguardo stentiamo anche a distinguere un incunabolo da un codice a mano degli stessi anni. La continuità tra i due oggetti è dunque lampante, anche se qualche decennio dopo Gutenberg un geniale editore come Aldo Manuzio ha pensato di adeguare il prodotto alle caratteristiche della nuova tecnologia e alle impensabili opportunità che aveva determinato, ideando dispositivi in grado di renderlo più pratico e funzionale.

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Domenica, 15 Maggio 2011 10:49

Ecco chi ama i libri nel nostro Paese

Repubblica ha pubblicato un interessantissimo articolo sul profilo stilato da Istat sul lettore italiano. Donna, laureata, del Centro-Nord: è il ritratto del "lettore-tipo" secondo l'Istituto di ricerca, che ha pubblicato il rapporto annuale sulla lettura dei libri in Italia. E se è diffusa l'opinione che i giovani leggano poco, i dati dell'Istituto italiano di statistica dicono il contrario: i bambini e i ragazzi sono divoratori di pagine - il picco maggiore è tra gli 11 e i 14 anni - e il problema è proprio la disaffezione al libro a mano a mano che passano gli anni. Tuttavia, leggere nel tempo libero sembra piacere sempre di più agli italiani. Rispetto alll'anno precedente, nel 2010 l'Istat registra infatti un aumento della quota dei lettori di libri dal 45,1% al 46,8%. Tradotto in cifre, 26 milioni e 448 mila persone dai sei anni in su dichiarano di aver letto, per motivi non strettamente scolastici o professionali, almeno un libro nei 12 mesi precedenti. Nel complesso, diminuiscono leggermente le differenze di genere, mentre si allarga il divario territoriale e sociale.

clicca qui per leggere il resto dell'articolo su Repubblica

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Il 2010 è l’anno dei piccoli e medi editori: crescono infatti più del resto del mercato, anche senza fenomeni straordinari come i “vampiri” del 2009. Lo conferma l’indagine Nielsen BookScan presentata a cura dell’Ufficio studi AIE.
Chiude con il segno + questo 2010 per il mondo del libro (da gennaio a ottobre), confidando nel Natale. Buone le performance generali: +1,3% (pari a +14,2 milioni di euro) nei canali trade (librerie tradizionali, catene di librerie, grande distribuzione e internet). Crescono in particolare il settore ragazzi (+4,7%) e la non fiction pratica (in cui rientrano libri per il tempo libero, libri di cucina, famiglia e benessere) (+5%), stabile la fiction con un +0,5%.

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Rispetto a un calo generalizzato dei consumi culturali il mercato editoriale registra luci e ombre rispetto all'anno precedente: è questo quanto emerge dai principali indicatori, che nel 2009 hanno evidenziato una diminuzione del giro di affari (-4,3%) e della produzione dei titoli (-0,5) ma al tempo stesso una crescita del fatturato nei canali trade (+3,5) e un ulteriore aumento della lettura di libri (+1,1). Ciò che si è consolidato è il nuovo fenomeno degli e-book che, secondo le stime, valeva nel 2009 lo 0,03 del mercato complessivo (1,1 milioni di fatturato) ma che già a Natale 2010 raggiungerà la quota dello 0,1 % sul totale, triplicando il suo fatturato a 3,4 mil di euro.

 

leggete il rapporto sullo stato dell'editoria in Italia 2010

Pubblicato in Cross selling
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