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Giovedì, 21 Gennaio 2010 10:42

J.D.Salinger, ricordi di disubbidienza

L'ultimo "lavoro" di Salinger risale al 63 tradotto in italiano da Einaudi, " Alzate l'architrave carpentieri Seymour". Come si è già detto e letto da più parti, l'autore del Giovane Holden si era ritirato da tempo nel New Hampshire rifiutando praticamente di rivolgersi al mondo. C'è da chiedersi cosa contenga la sua cassaforte di casa, quali capolavori il grande scrittore abbia nascosto. Probabilmente come accaduto in precedenza, (penso a Kafka con romanzi come "Il castello" e soprattutto "Il processo" usciti dopo la morte dell'autore), i prossimi mesi sveleranno il lascito a quel mondo che ha rifiutato di incontrare per quasi sessant'anni. Certo, l'esperienza di lettura delle storie di Holden Coufield è stata determinante per il sottoscritto come molti delle generazioni di lettori a venire da quel lontano 74 in un campeggio del Gargano in poi. Il ricordo, è quello di un libro di disubbidienza innanzitutto. Almeno dal mio punto di vista di allora. Forse fu proprio la lettura del giovane Holden a iniziare il rito di passaggio alla adolescenza con tutto quel che segui. Comprese le litigate furiose con mio padre. Ma il giovane Holden fu anche altro. Fu la scoperta del romanzo civile, fu la scoperta della letteratura americana, amore questo mai abbandonato, fu la via maestra ad altri autori, da Henry James a Hemingway, da Twain, a Melville da Faulkner a Fitzgerald. Mischiando classici e contemporanei. Ragioni queste, che non mi sottraggono dal consigliarlo continuamente agli adolescenti (con buona pace per certi insegnanti che dimenticano di farlo). Leggendo gli articoli sui giornali americani riguardo la morte di Salinger mi ha colpito una dichiarazione riportata dal Times riguardo la proverbiale riservatezza dell'Autore, dice: "La notorietà è una terribile invasione della mia privacy. Mi piace scrivere, adoro scrivere, ma solo per il mio personale piacere". Chissà se questa dichiarazione non presagisca pubblicazioni di romanzi inediti nel prossimo futuro. mg 29-01
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Venerdì, 30 Aprile 2010 16:04

Sul ring: Holden Caufield vs Henry Chinasky

copertinacopertina"The catcher in the Rye” (nella traduzione italiana “Il Giovane Holden” Ed. Einaudi € 14,00) di J. D. Salinger e “Ham on rye” (“Panino al prosciutto” Ed. Tea, € 8,00) di Charles Bukowski. Un eroe di una generazione e uno sbandato; due facce della stessa medaglia e della stessa nazione, gli Stati Uniti d’America. Holden Caufield e Henry Chinasky; due pseudo-autobiografie da parte di due grandi scrittori. Il primo sfuggente (anno di nascita 1919), figlio di una coppia di commercianti ebrei, non concede interviste, non abbiamo foto di lui tranne qualcuna strappata contravvenendo alle più elementari norme di privacy o quella tratta dall’annuario della scuola superiore, una vita quasi da asceta; il secondo il perfetto opposto: madre e padre di origine tedesca (anno di nascita 1920), lo troviamo nei bar per una solenne bevuta, in un bordello attorniato dalle sue donne, nella notte più buia dopo una serata di stravizi, praticamente una vita da beone.

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