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Questa rubrica:

Reading Room è la nostra rubrica dedicata alle cronache culturali e ai libri usciti oltreconfine, in particolare dagli Stati Uniti da dove traduciamo molto.
(a cura di Michele Genchi)

Giovedì, 22 Maggio 2014 10:50

La barca di Hemingway

Durante la lettura della “Barca di Hemingway”, (non senza qualche difficoltà considerato il mio livello “pre-intermediate”), riflettevo sulla quantità incessante di romanzi, memorie di famiglia, (addirittura) studi psicoanalitici e critiche postume che hanno animato il dibattito sull’opera di Hemingway lo scorso anno nel nuovo mondo . Grazie al libro pubblicato da Paul Hendrickson, potremo finalmente riposare un po’ tutti quanti. Lo dico perché questo è un libro che tira le somme di tutto quello che è stato detto e scritto nel 2011 sul grande autore americano in occasione del 50mo della sua morte. Da noi la questione è passata colpevolmente inosservata attenti, piuttosto, ad inseguire il bestseller salva-bilancio in un anno di vacche magre come quello che sarà ricordato l’anno della decrescita del mondo editoriale italiano.

Giovedì, 08 Maggio 2014 10:18

Cracked

Ora le droghe non funzionano”, cantavano i Verve nel 1997, “mi fanno solo stare peggio”. Forse il termine inglese drugs – che può essere tradotto sia con droghe che con farmaci – mi ha suggestionato, fatto sta che questa canzone mi è rimasta in mente per tutto il tempo che ho passato a leggere questo libro. Quale libro dite?

Garcia Màrquez si è spento a casa sua con la moglie e i suoi due figli accanto. Lo aveva chiesto ai medici quasi presagendo l'imminente fine; voleva tornare a casa dopo essere stato colpito dalla polmonite e nonostante il rischio di complicazioni dato il suo cagionevole stato di salute. Questo grande scrittore del mondo intero ci ha lasciati, ieri, a 87 anni.

Le ultime parole al mondo di Gabriel Garcia Màrquez sono quelle del discorso all'ONU ("Non vengo qui a fare un discorso") e sono del 2010. "Gabo", per le persone che l'hanno amato, aveva già annunciato il suo ritiro dalla scrittura nel 2009 e "il non discorso", pubblicato dalla Mondadori, raccoglie anche una serie di saggi sparsi racchiusi nel volume. Al termine della lettura alle Nazioni Unite, molti ricorderanno, disse che quelle parole lo definivano come scrittore e che avrebbero segnato un solco tra il suo essere individuo tra il prima e il dopo averlo scritto.

Come molti grandi libri, "E' cosi che la perdi” ti mette voglia di fare pulizia. Vuoi andare davanti agli scaffali di casa e tirare giù tutti i romanzi che hai comprato per sbaglio. La raccolta di racconti di Junot Diaz, quello per capirci di "La breve favolosa vita di Oscar Wao" (me ne sono occupato tempo fà), è così tagliente, cosi vergognosamente esplicita, cosi cruda e crudele nelle emozioni, così radicata nel linguaggio e nei ritmi di vita della classe operaia dei latinos immigrati in USA che, in confronto, molta altra letteratura sembra irrimediabilmente povera, soggetta quindi alla nostra impaziente voglia di fare spazio.

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