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Venerdì, 20 Novembre 2015 10:58

La mia famiglia

Scritto da Francesca Frenzi Mariucci

La supplente non conosce la classe e assegna un compito che possa raccontare qualcosa di personale dei nuovi alunni:“Bambini, prendete un foglio e disegnate la vostra famiglia”.

Quanta famiglia disegnare? Qualcuno lo chiede. La supplente suggerisce di inserire nel disegno proprio tutti, “ quelli che incontriamo a Natale”, dice.

Un alunno, Hamid, afferra il concetto e inizia a disegnare la sua famiglia che si tiene per mano e figurano molti bambini in fila, sorridenti. Sono una famiglia unita. Ogni compagno interpreta la propria famiglia in modo personale: c’è chi stilizza i membri in “stecchiti” personaggi filiformi e chi rappresenta un nucleo contornato da tanti dettagli decorativi.

Il protagonista invece, che ha potuto scorgere i vari disegni dei compagni che ha accanto, deve ancora iniziare il suo. Intanto nota quanto tutte quelle famiglie disegnate dai compagni siano diverse dalla sua e così inizia a riflettere: “come è fatta la mia famiglia?”, si chiede.

Disegnare la propria famiglia non è un percorso immediato. Il termine famiglia raggruppa più persone di quelle che ci aspetteremmo di dover elencare. Lo rappresenta molto bene l’illustratrice Vessela Nikolova, che sull’albero genealogico pone delle matrioske: ognuna contiene a sua volta molti altri legami. Il collante quindi non si ferma alla parentela anagrafica, ma coinvolge principalmente i sentimenti che rendono vivo quel legame.

Da un punto bisogna purpartire e il protagonista comincia a disegnare il nucleo più stretto con cui vive: mamma e sorellina. C’è anche Thomas, il nuovo compagno della mamma, padre della sorellina. Ecco che le pareti della casa si dilatano per far posto anche al suo vero papà, Giulio.

Comincia subito a snodarsi il gomitolo di parentele dirette e acquisite, che si allarga in una fitta rete di relazioni. Alcuni fili sono un po’ lenti, le persone con cui il protagonista è meno legato restano più distanti, sono legami annodati da altri, come la prima figlia di Thomas, altri invece sono addirittura doppi per l’intensità affettiva, come con i nonni, gli zii, i cugini, il bisnonno e persino la badante Ludmilla, fissata con la raccolta differenziata dei rifiuti. Anche la nonna che non c’è più, mantiene un forte legame e nel foglio trova il suo spazio. Parte integrante è anche il cane, Virgola.

I personaggi che vengono via via ricordati, “valutati” e infine disegnati dal protagonista, si animano secondo la funzione affettiva che ricoprono, solo così trovano il loro reale spazio nel foglio. Le illustrazioni per altro contribuiscono a non fissare i personaggi sulla carta, sono in movimento, vivacemente presenti, come si rincorrono i pensieri del protagonista. È molto divertente seguire le riflessioni del bambino che descrive ogni familiare con aneddoti e particolari così vivaci e spiritosi. Il ritmo del libro è armonico e allegro, una melodica fusione tra testo e immagini.

Da questo compito per nulla facile il bambino capisce come si possa entrare e uscire dal foglio, la presenza di una persona considerata “familiare” e la sua posizione nel ritratto contano per quanto questa è presente nella sua vita, e l’elenco non sarà mai completo, un foglio non può proprio bastare.

L’albero della vita, con i suoi rami accoglienti, riunisce tutti i membri della “famiglia” che come uccelli si poggiano vicini, l’albero stesso diventa un unico grande nido. Qui, con un gioco di incastri negli spazi del cuore, c’è posto per tutti.

Informazioni tecniche

Titolo: La mia famiglia

Autrice: Gianna Braghin

Illustratrice: Vessela Nikolova

Editore: Bacchilega Junior

Codice: EAN 9788869420061

Formato: 21x21cm. Rilegato, copertina rigida

Pagine: 32

Prezzo indicativo: € 15,00

Età di Lettura: dai 6

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