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Il libro più brutto del mondo
Il libro più brutto del mondo

I libri peggiori secondo il Manduca-pensiero. Agli autori e ai loro editori diciamo: niente di personale e senza offesa: potevate scegliere di non pubblicarlo ma lo avete fatto lo stesso.

(a cura di Paola Manduca)

Devo ammettere che la prima volta in cui ho sentito parlare di “50 sfumature di grigio”, ho pensato di poter rimandare. Mi ripetevo scaramanticamente che non sarebbe stato questo il caso editoriale dell’estate, che forse alla fine me la sarei scampata.

E invece eccomi qua, con il mio snobismo punito a suon di schiaffoni sul sedere da questo capolavoro di marketing moderno, prima portato nella stanza delle torture e poi sottomesso con un frustino dall’evidenza dei fatti. Con un ritardo di un paio di mesi (tranquilli, non sono incinta) mi sono messa a leggerlo, sapendo che sarebbe andata a finire così, seviziata dal primo della trilogia delle cinquanta sfumature di Mr Grey (il cognome del protagonista. E io che avevo pensato, povera illusa, almeno ad una metafora da pantone). Sono caduta stordita sotto i 100 colpi di questa spazzola inglese, insieme a Natalia Aspesi su Repubblica e Julie Bosman del New York Times.

Venerdì, 08 Luglio 2011 18:49

Il libro più brutto del secolo.

fabrizio_corona_libro.jpgCi eravamo appena rassegnati al fatto che Giorgio Faletti fosse effettivamente uno scrittore (dati alla mano) senza aver ancora avuto il tempo di digerire il picco di vendite dell'ultimo romanzo di Fabio Volo (dati alla mano) che zacchete, spunta fuori anche Fabrizio Corona (il controverso agente di paparazzi con all'attivo una carriera come ospite alle serate in discoteca, un brand di mutande con il suo nome, una biografia dal carcere su carta patinata e con in programma una rivista di gossip e un reality show). La cosa anni luce più distante dal codice ISBN che vi possa capitare di pensare.

Sabato, 06 Novembre 2010 07:44

La forma incerta del racconto

La forma incerta dei sogni di Leonora SartoriSe c’è un errore che può commettere uno scrittore emergente è quello di darsi subito al racconto autobiografico. Se poi lo scrittore in questione dà al protagonista del racconto il suo stesso nome, l’errore è madornale. Infine se, come in questo caso, l’autore si fa anche la recensione da solo - presentando la storia che ha scritto come “luminosa e a tratti oscura, sincera e a tratti distorta”, - ci chiediamo perché poi tocchi a noi leggere.
Ecco, questa in sintesi la recensione di “La forma incerta dei sogni”, di Leonora Sartori, opera prima di una scrittrice che in passato ha fumettato la tragedia di Ustica.
E a noi, sarebbe già bastato, invece...

copertinaChiedo scusa se la recensione del libro in questione non vi arriva dritto sulle scrivanie allo scoccare del mese, ma vorrei vedere voi alle prese con 468 (quattrocentosessantotto) pagine del nuovo romanzo di Isabella Santacroce. Romanzo che non coincide col suo libro più brutto, ma si tratta senza ombra di dubbio del più inutilmente lungo che sia stato mai scritto. Ho sempre trovato squallido ragionare coi libri in termini di mole, ho sempre condannato chi dichiarava di avere problemi di numeri di pagine, ma un conto sono I Fratelli Karamazov e un altro è Lulù Delacroix.

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