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Questa rubrica

I fatti, i numeri, i commenti e le testimonianze intorno al mestiere della libreria

Mercoledì, 18 Febbraio 2009 07:49

La libreria di fronte alla crisi

Piccola cosmogonia portatile ad uso dei librai

Naturalmente la crisi ci affligge. Per molti, è tempo di rivedere azioni e comportamenti per meglio affrontare le turbolenze del periodo. C’è di buono che la ciclicità con cui le crisi appaiono precede la ripresa che va preparata con cura e attenzione per trovarsi pronti al momento e non disarmati. Le crisi hanno questo di bello: sono anche una grande opportunità per prepararsi al dopo crisi. Quello che molti manager ritardano a comprendere è proprio perché c’è una crisi, i fornitori di servizi aspetteranno con ansia il denaro di chiunque. E’ forse il momento giusto per destinare una parte di risorse risparmiate per costruire la ripresa di domani.

Mercoledì, 28 Gennaio 2009 08:11

Non è un paese per giovani vol.1

Partiamo con una domanda e una statistica. La domanda è questa: " secondo voi la cultura del vostro paese è superiore a quella deglia ltri paesi?"
Prendetevi un secondo per pensarci, poi rispondete - sempre che la domanda vi sembri sensata (ma facciamo finta che lo sia), bene.

Le risposte a questa domanda l'ha presentata in lucidissimo intervento all' ultimo appuntamento stati generali dell'editoria, Roger Abravanel, autore di uno dei quei bestseller che qualificano l'editore che lo pubblica (il suo si chiama Meritocrazia), ed esperto consulente delle più grandi aziende del mondo, oltre che ad essere stato un manager di lungo corso. Ebbene: dopo aver dimostrato che gli italiani si percepiscono in crisi ( e lo sono: basta sfogliare i giornali di questi mesi) e che i dati confermano questa percezione, Abravanel spiega che in Italia la percentuale di persone in accordo con l'affermazione "la nostra cultura è superiore" è del 68% contro il 23% di quelle che non lo sono.

Giovedì, 08 Gennaio 2009 08:51

La macchina dei bestsellers

La metà dei titoli pubblicati nel mondo non vende neppure una copia in libreria. Il dato vale per un mercato come l’Italia, in cui si pubblicano 53-54.000 titoli l’anno, e in uno come gli Stati Uniti, quattro volte più grande. La gran parte dell’altra metà non dà da vivere né all’autore, né all’editore che lo pubblica. Otto Penzler, un ex imprenditore del settore, calcola che un editore serio, che riesca a vendere, al prezzo di copertina di 20 dollari, il 75% di una prima edizione di 10.000 copie di un libro, dopo avere anticipato 10.000 dollari all’autore, si troverà in passivo di 9.000 dollari, “su un libro che può essere considerato di successo”.

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