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I fatti, i numeri, i commenti e le testimonianze intorno al mestiere della libreria

Cresce il mercato del libro in Italia nel 2016, segnando complessivamente (libri di carta, ebook e audiolibri) un +2,3%, raggiungendo così quota 1.283 milioni di euro riferiti al settore varia nei canali trade (librerie, librerie on line e GDO). È questo il principale dato di sintesi dell’analisi dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sul mercato del libro 2016 che è stata presentata da Giovanni Peresson il 27 gennaio, nella giornata conclusiva del XXXIV Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri a Venezia.

L'Istat ha divulgato i dati sulla lettura di libri (esclusa sempre quella di e-book) nel 2016. Dopo la leggera crescita avuta l’anno precedente (+1,2%), nel 2016 il numero di lettori è tornato a calare, perdendo il piccolo incremento conquistato. Se nel 2015 la percentuale dei lettori copriva il 42,0% della popolazione residente in Italia con più di 6 anni di età, un anno dopo questa percentuale si attesta al 40,5%, con una perdita di 1,5 punti percentuali. In valori assoluti, 751 mila lettori in meno (-3,1%). Il calo si fa ancora più evidente confrontando i numeri attuali con quelli del 2010. Quell’anno, a leggere era il 46,8% della popolazione con più di 6 anni: tre milioni di lettori in più.>>

Come di consueto, l'ufficio studi dell'Aie - l'associazione di categoria degli editori, ha trasmesso le analisi di mercato riferito all'intero 2015 e al primo semestre 2016. La relazione è assai confortante e mostra una - sia pur modesta - ripresa in fatto di consumi librari e di crescita in numero dei lettori. A beneficio dei lettori ne diamo informazione con un assaggio lasciando a quanti lo desiderano di scaricare il rapporto qui.

Il mercato del libro italiano torna ufficialmente a crescere dopo quattro anni di crisi. Lo dicono i numeri, e non solo quelli del fatturato. Il settore si lascia alle spalle il più lungo periodo di flessione – di vendite e lettori - che la filiera italiana del libro abbia avuto dal dopoguerra in poi. Il trend è oggi definitivamente positivo, come confermano tanto il 2015, quanto il primo semestre del 2016.

Lo scorso anno, come ogni anno del resto, nella settimana successiva alla chiusura della Fiera del libro di Francoforte, si aprirono le polemiche. Se siete amanti del gossip, importanti responsabili di casi editrici commentavano la mancanza italiana di creatività aggiungendo che la responsabilità era, bontà loro, di tutti e di nessuno, tirandosi dietro gli strali di metà delle pagine dei giornali che si occupano del tema e delle case editrici, in specie quelle indipendenti.

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