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Martedì, 12 Aprile 2011 07:22

Lacrime di gioia

copertinaAlle donne ingiustamente maltrattate, perché questa storia, nella sua semplicità, possa darvi la forza di andare avanti.
Sorprende la maturità narrativa con cui la giovanissima autrice Valentina Papa affronta nel suo romanzo d'esordio "Lacrime di Gioia", edito da Zerounoundici, il tema delicato e purtroppo sempre attuale della violenza sulle donne.
L'intreccio si dipana attraverso gli occhi dei diversi personaggi che interagiscono con la protagonista, una liceale come tante, con i suoi sogni e le sue passioni, offrendo alla narrazione molteplici punti di vista, piccole tessere di un unico caleidoscopio di emozioni. E sono proprio le emozioni a permeare le pagine di questo romanzo: c'è spazio per la rabbia, l'angoscia, la paura, ma anche per la speranza, l'amicizia e infine l'amore. C'è dentro la vita, insomma. Con i suoi interrogativi senza risposta e con i suoi insperati attimi di felicità.

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Lunedì, 11 Aprile 2011 09:00

Assessori in vena di roghi

copertinadi Michela Murgia

Non è strano che Savina Dolores Massa venga invitata alle rassegne letterarie, dato che ha appena scritto un libro bellissimo; immagino che tutti lo vogliano leggere e fare domande all'autrice. Il testo si intitola Mia figlia follia, lo ha pubblicato il Maestrale e ne ho parlato molto in giro, perché trovare un romanzo degno di essere letto fino all’ultima pagina sta diventando per me sempre più difficile. Quando succede gioisco sinceramente e non vedo l'ora di condividerlo.

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con questo articolo Valeria Nevadini inizia la sua collaborazione con BookAvenue

Metaforicamente parlando si potrebbe dire che “Il cuore di Lola” inizia a palpitare nell’animo del lettore fin dalle prime pagine. Impossibile, infatti, non rimanere catturati dal fascino spettrale di Lola, bambina dalla pelle di luna e dai grandi occhi verdi, circondata da una simpatica quanto bizzarra corte di amici. Così come è impossibile non provare ammirazione e tenerezza per Nathan Morris, piccolo grande uomo di appena dodici anni la cui purezza d’animo riesce a spezzare una maledizione che da centinaia di anni grava sulla sua famiglia. E poi la misteriosa Rosie Maud, il tormentato William Morris, l’enigmatico Uncle Lester. Personaggi di grande spessore letterario, sapientemente caratterizzati dalla giusta dose di suspense. Le loro azioni si dipanano lungo un sentiero di forti emozioni, fino a sciogliersi in un finale tanto inaspettato quanto commovente.

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Lunedì, 07 Febbraio 2011 18:42

Il mio cuore è un mandarino acerbo

Nato nel 1984, Alessio Arena è scrittore e cantante. Ha pubblicato racconti sulle riviste «Linus», «Nazione indiana», «‘Tina», «Nuovi Argomenti» e in diverse riviste spagnole. Ha vinto il premio del pubblico a Esor-dire 2009, ed è stato invitato a RicercaBO 2008. Il suo romanzo L’infanzia delle cose(Manni 2009) è stato Premio Giuseppe Giusti Opera prima.“ Il mio cuore è un mandarino acerbo” è il secondo libro del giovane scrittore partenopeo. Un romanzo con cui Arena conferma la sua cifra stilistica: le tante esperienze di vita, anzi di vitaccia, sono raccontate con uno stile realista da bassifondi napoletani arricchito da un approccio onirico.

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Martedì, 01 Febbraio 2011 18:37

Le storie di Marco. Dall'altopiano al Mayumbe

copertina

Il nostro amico Marco Crestani ha scritto diversi racconti che ha messo online per una libera e gratuita lettura sul suo sito. Questa volta si misura con un romanzo che a breve commenteremo per il piacere di farvelo conoscere. Nel frattempo, vi offriamo l'anticipazione del testo. Il libro, in formato ebook, è in vendità qui.

Tutto parte dalla scoperta di un taccuino-promemoria che ha più di cento anni e racconta la storia di Giuseppe che il 3 gennaio 1903 parte da contrà Tortima sull’Altopiano di Asiago, e muore a Luki, in Congo Belga, il 27 agosto dell’anno successivo, dopo aver attraversato due volte l’Oceano Atlantico: la prima, dal porto di Genova fino a quello di Buenos Aires; la seconda, dall’Argentina al Sudafrica. In seguito, puntando verso nord, arriva fin dentro il “cuore di tenebra” del continente africano dove muore di febbre gialla. Il testo che segue può anche essere definito un racconto basato su una vicenda biografica che, inquadrata storicamente, scopre ai nostri occhi valenze antropologiche e letterarie molto significative, soprattutto oggi, spingendoci a ricordare il tempo in cui gli italiani, appena riuniti sotto un’unica bandiera, erano costretti a lasciare la patria per cercare lavoro altrove.

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Mercoledì, 26 Gennaio 2011 07:57

L'insostenibile privilegio della sofferenza

Libro del mese / Gennaio. Ahi-ahi-ahi... tra i quasi 60.000 libri pubblicati nel 2010 vi è sfuggito il bel romanzo di Enrico Remmert, Strade bianche, edito da Marsilio (checché ne dicano le classifiche Marsilio non pubblica solo autori svedesi!). Non date la colpa al libraio: svuotare decine di colli al giorno, e metterli a scaffale, spesso sottrae tempo al consiglio di una buona lettura. Per fortuna ne parla Stilos sul numero di gennaio (in edicola oppure on line) e ne parlo qui su BookAvenue, dove ho recuperato parte della lunga intervista che Remmert mi ha rilasciato e che il mensile, per motivi di spazio, non poteva integralmente ospitare.

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Lunedì, 24 Gennaio 2011 16:31

La merla di Caterina Cavina: gotico emiliano

Nessuno si ricorda il suo nome, per tutti è La merla, perchè è morta nei giorni più rigidi dell'inverno. E' stata uccisa e oltraggiata nella Bassa Emiliana povera e brutale dei primi del '900. Il fiume l'ha accolta e amorevolmente accudita finchè non è stato il momento di riemergere e tornare a vivere nella Bassa Emiliana di oggi, non più povera ma - spesso - brutale come un secolo fa. Perchè La merla ha una missione da compiere, delle ingiustizie da vendicare.
Torna Caterina Cavina con il suo secondo romanzo, gotica, tragica, ma anche capace di ironizzare sugli abitanti della "bassa": paiono usciti da un film di Fellini o di Almodovar, poi pensandoci bene ti accorgi che sono le stesse persone che da queste parti si incontrano ogni giorno.
Un libro duro, che sorprende con inattesi cenni poetici, da leggere su vari livelli, come già Caterina ci ha abituato col primo romanzo. Una storia in cui le protagoniste sono le donne, in tutte le declinazioni possibili, e tutto il bene e tutto il male che attorno alle donne orbita oggi come 100 anni fa, perchè in fondo poco è cambiato, come i panorami della "bassa".
"Ci sono posti dove gli orizzonti sono più vasti, ma nella Bassa è difficile immaginarlo. Acqua, terra e cielo, questo siamo."

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Mercoledì, 12 Gennaio 2011 17:30

Ma guarda il Po

Se scrivessi che questo libro è la versione padana di Cuore di tenebra, l’autrice, imbarazzata, si sentirebbe in dovere di corrispondermi qualcosa in denaro. Ma Un’Argonauta Contromano di Marina Senesi (Ed. Il Sole 24 Ore) è un diario di bordo che ci traghetta dentro quella stessa aria rarefatta evocata dai ritmi fluviali. Il fumo dell’alba, il sole implacabile di mezzogiorno, i colori del tramonto sono suggestioni che si risvegliano leggendo questo libro. E il fiume lo fa sempre, persino il Po. Anche se il mezzo per navigarlo non è il battello Rois de Belges bensì un pedalò giallo di Naviglio Ticinese. Anche se non è un gioco di immaginazione ma un viaggio davvero compiuto.

Pubblicato in Diari di Bordo

All'inizio la storia di Nina Nihil, baby sitter oversize con una vita caotica e sconclusionata, appare semplice. Ma è solo una prima e fugace impressione.
Perchè subito dopo si viene catturati da un vortice di sensazioni, citazioni, interrogativi. E allora le vicende di Nina - che vorrebbe trascorrere le sue giornate sdraiata sul pavimento e come unica confidente ha Mela, la bambina di cui si occupa - diventano un pretestoper scavare tra miti, speranze, problemi, disillusioni di una giovane donna di oggi che non riesce a sottrarsi al peso del maledetto clichè magra = vincente / grassa = perdente.
Marta Casarini giovane autrice esordiente, ci racconta qualche cosa in più sul suo primo romanzo Nina Nihil giù per terra (Voras Edizioni).

Pubblicato in First Circle
Mercoledì, 08 Dicembre 2010 07:35

Gli scrittori la lingua la fanno

foto autoredi Michela Murgia

Chi sta seguendo su La Nuova Sardegna il dibattito sulla vexata quaestio della letteratura sarda e delle sue lingue ricorderà che avevo già condiviso un articolo di Marcello Fois uscito un paio di settimane fa proprio in quelle pagine. Non avevo aggiunto niente di più o di diverso non solo perché consideravo già ampiamente dirimenti i suoi argomenti, ma anche per quella santa forma di rispetto per il mio tempo che mi induce a non sperperarlo dove non mi pare di vedere gli estremi per assistere a un cambiamento, quale che sia.

Pubblicato in Elzeviri
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