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Privato e politico, integrazione, multiculturalismo, identità, femminismo e ambiente. Un ricchissimo dibattito con la scrittrice di passaggio in Germania.

E’ una domenica di sole e Francoforte ospita un evento sentito: la maratona. Le strade sono sgombre e sportivi di ogni età corrono tra i colori generosi dell’autunno. Michela Murgia è in città e all’ultimo momento Italia Altrove Francofortee la Deutch-Italienische Vereinigungsono riusciti a organizzare un incontro. Si teme che la tempistica, la maratona e il sole diminuiranno l’affluenza, ma la sala è gremita. L’occasione è l’uscita recente, per Einaudi, della raccolta di saggi della Murgia Futuro Interiore Modera l’incontro Cinzia Sciuto, redattrice di Micromega che attualmente vive a Francoforte.

 

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Giovedì, 25 Aprile 2013 14:09

L'ho uccisa perchè l'amavo

di Michela Murgia

Molte volte io e Loredana Lipperini ci siamo incontrate sulle stesse battaglie: dall'uso univoco e strumentale dell'immagine delle donne agli stereotipi di genere, dall'affermazione della consapevolezza del femminicidio alla tentazione di riportare indietro l'orologio dei diritti. Ci siamo spesso domandate come sia stato possibile lavorare per tanto tempo sugli stessi argomenti e non aver mai scritto niente insieme, ma ora abbiamo rimediato.

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Sabato, 15 Ottobre 2011 17:43

Cosa ti perdi se spariscono i librai?

di Michela Murgia

Questa domanda è urgente perché i librai in Sardegna (ma non solo in Sardegna) stanno sparendo davvero.
Il più delle volte abbassano le serrande in silenzio e cambiano mestiere, ma di tanto in tanto qualcuno di loro – come ha fatto la libreria Odradek di Sassari - decide di rendere pubblica l'imminenza della propria sparizione. Lo fanno perché “cosa pubblica” per loro è quello che fanno e “risorsa pubblica” hanno creduto di essere in quanto librai.

Imprese commerciali, certo, ma anche centri naturali di diffusione della lettura, consulenti personali di clienti chiamati per nome e cellule staminali di resistenza culturale per i loro territori.
Anche gli scrittori - nello specifico quelli sardi - sono convinti che il libraio sia qualcosa di più di uno che vende libri e percepiscono come un gravissimo danno alle comunità la scomparsa progressiva delle librerie indipendenti. Lo ritengono un problema dell'intero sistema editoriale, non del singolo libraio.

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Sabato, 30 Luglio 2011 15:57

Il re del mistero è Wojtyla, non Nesbo

Dimenticatevi la Scandinavia: non è Jo Nesbo il re delle storie misteriose, ma un sacerdote alto e prestante venuto dall’est Europa che si chiamava Karol Wojtyla. Per convincersi che questa non è un’iperbole basta osservare il gran numero di testi saggistici e di inchieste giornalistiche che da diversi anni invade le librerie nel tentativo di portare ai lettori qualche lume in più sulla vita dell’uomo che divenne il più grande papa del Novecento col nome di Giovanni Paolo II.

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Sabato, 18 Giugno 2011 07:10

Il sogno dei dittatori

La scuola ha appena suonato l'ultima campanella prima delle vacanze estive, ma non è un trillo di gioia: la riforma Gelmini le ha lasciato ferite aperte in tutto il territorio italiano. Anche se molti già pensano al mare e il governo Berlusconi è preoccupato di come fare a sopravvivere alle ultime batoste referendarie, sarebbe un errore permettersi di dimenticare cosa è accaduto e ancora sta accadendo in molti piccoli istituti scolastici locali grazie ai tagli governativi voluti da Giulio Tremonti per la scuola.

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Venerdì, 10 Giugno 2011 21:13

Stato di clandestinità

C’è qualcosa nell’aggettivo “clandestino” che irrita il mio concetto di civiltà. Quando la clandestinità si riferisce a persone, abbiamo tutti tristemente chiaro che cosa significhi: cittadinanze di pochi, diritti solo per alcuni e nascondimento e persecuzione per tutti gli altri. Ma non siamo abituati ad associare la condizione di clandestinità all’informazione, anche perché nei paesi civili non esiste l’informazione clandestina: dove c’è la democrazia tutta la stampa è legittima e circola liberamente. Anche la Costituzione italiana suggerisce il medesimo concetto nell’articolo 21, quando sancisce che la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Non si comprende come in base a quel principio possa ancora esistere nel nostro ordinamento giuridico l’assurdo reato di “stampa clandestina”, risalente al 1948, che sottende invece l’idea che esistano esercizi d’informazione legittimi e altri che invece non lo sono.

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Sabato, 26 Febbraio 2011 19:04

Nella Chiesa c'è chi dice no

copertina

di Michela Murgia

In un paese come l'Italia, l'unico al mondo dove ogni mercoledì quel che dice il Papa alla sua udienza settimanale è considerato notizia degna di rilievo da telegiornale, non poteva che passare sotto silenzio l'avvenimento che ha invece scosso l'informazione di mezza Europa: ai primi di febbraio 143 teologi austriaci, tedeschi e svizzeri hanno firmato un documento di dissenso interno alla Chiesa e lo hanno reso pubblico sui principali quotidiani.

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La cinquina del Campiello 2010 ha spedito ieri una mail alla Fondazione Campiello in merito alla questione dell'epurazione dei libri dalle biblioteche, domandando una presa di posizione. La Fondazione ha risposto per bocca del presidente Andrea Tomat.

Carissima Alessandra, cari tutti e tutte della Fondazione,

per la stima che deriva dalla vostra conoscenza, vi immaginiamo imbarazzati da quel che sta succedendo a causa delle esternazioni dell'assessore alla cultura della provincia di Venezia Raffaele Speranzon in merito alla censura dalle biblioteche pubbliche di una cinquantina di scrittori sgraditi, perché firmatari nel 2004 di un appello per l'asilo a Battisti. Avrete saputo anche che, anziché smentirlo, il suo omologo regionale assessore Elena Donazzan intende persino scrivere ai presidi affinché tolgano i libri di quegli autori dalle biblioteche scolastiche. La sola idea che in un luogo come Venezia si possa chiedere di togliere dalle biblioteche scolastiche e cittadine i libri di Scarpa, Pennac, Wu Ming e decine di altri autori appare surreale, ma questo è.

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Venerdì, 21 Gennaio 2011 16:25

Si sta come d'inverno i libri in biblioteca

Prosegue il racconto delle molte voci in risposta al bando degli autori dalle biblioteche venete.  

di Michela Murgia

È difficile farsi spazio tra le gambe nude di tutte le ragazze che affollano le cronache di questi giorni. Qualunque voce fatica a trovare ascolto in mezzo agli schiamazzi dei pupazzi ipnotizzati dalla fine senza dignità del loro anziano burattinaio.
Non c’è che una notizia da dare, ed è lui.
Non c’è che una storia da trasmettere, ed è la sua, dettaglio per dettaglio.
Il resto a pagina 32, se avanza posto.
È così che questo paese ha lasciato che Berlusconi diventasse il solo parametro del suo bene e del suo male, l’unica misura della sua indignazione o della sua assuefazione. Come stupirsi se i suoi problemi sono diventati nostri, o se le parole più familiari ce le siamo ritrovate davanti svuotate di senso e privatizzate sotto nuovo copyright?

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Venerdì, 31 Dicembre 2010 10:34

Poco sindacale

foto autoredi Michela Murgia

Lo confesso proprio qui, come un punto di partenza: sono stata una lavoratrice precaria troppo a lungo per aver maturato con il sindacato un rapporto di reale fiducia. Gli organi tradizionali di rappresentanza non avevano cittadinanza nelle terre del lavoro invisibile dove camminavamo io e i miei colleghi: erano inesistenti laddove si perpetravano le vessazioni e ci apparivano troppo rigidi nelle strutture e nei metodi per potersi adattare al nostro pericolante equilibrio contrattuale. Noi, che stentavamo persino a confessarci l’un l’altro quanto quel modo di lavorare ci precarizzasse le scelte e i sogni, non avremmo mai concepito per noi stessi una rappresentanza sindacale: sarebbe equivalso a dire che qualcosa non andava, e la negazione del dissenso era parte non scritta del nostro contratto.

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