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Che ruolo ha la poesia in tempi di crisi? E come può intervenire sullo scenario internazionale? Portando con sè i germi della bellezza, la poesia è fondamentale per immaginare un mondo diverso, più umano e più giusto che possa ridisegnare i confini attraverso la forza delle parole. Ci sono poeti che hanno affrontato temi forti con la dolcezza dei versi. C’è chi si batte per una Natura ancora degna di questo nome massacrata dall’azione di uomini difficile da definire umani. E con queste parole di speranza “il poeta” cerca di cambiare il cosmo o un microcosmo.
E’ il caso della poetessa Marcia Theophilo candidata al premio Nobel per la letteratura, per la sua poesia altamente lirica a difesa della foresta amazzonica respiro del mondo e del popolo Indios.

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La casa Editrice Rizzoli ha pubblicato un bel libro; quello di David Barrie Il viaggio del Sestante- storia dell’invenzione che ha spostato i confini del mondo.

Il viaggio, come suggerisce il titolo, non è riferito solo alla trama del libro che rimanda alla narrazione di una navigazione , ma al viaggio straordinario di uno strumento che ha rivoluzionato i sistemi di navigazione e che ha spinto le navi verso rotte e coordinate geografiche estreme.

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Dalla Lettura Collettiva alla creazione di una comunità culturale

Senza pietre non c’è arco, spiega Marco Polo a KublaiKan nell’epilogo del capitolo V de Le città invisibili. A costruire l’arco del dialogo sono state tante voci diverse, in tante lingue differenti, che hanno dato vita alla Lettura collettiva @MarcoPolo_Roma: Le città invisibili di Italo Calvino, giovedì 6 febbraio 2014, a partire dalle 16.30 in viale del Castro Pretorio, 105, animando lo spazio espositivo de I libri degli altri, mostra iconografica e documentaria che la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ha inaugurato lo scorso 25 ottobre 2013 in occasione del 90° anno di nascita dello scrittore, in collaborazione con il progetto itinerante “In viaggio con Calvino”, promosso da IXCO Istituto Italiano per la Cooperazione e da Casa dell’Architettura di Roma: visto il successo di pubblico, la mostra è stata prorogata fino al 15 febbraio 2014(ingresso gratuito, lun-ven 10-18 – sab 10-13).>>

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Il 15 novembre 2012, si sono svolti gli Stati Generali della Cultura presso il Teatro Eliseo di Via Nazionale a Roma.

Roma che nella giornata precedente è stata scenario di libere e pacifiche manifestazioni di studenti e professori, ma anche teatro di scontri accesi e forti dissensi per questa crisi che avanza e toglie vitalità agli Italiani e al loro sviluppo, ma anche all’Europa e ai cittadini europei.

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Di Antonio Capitano e Marianna Scibetta

“Tutto il nostro passato è con noi, e per vederlo non dovremmo far altro che voltarci”

H. Berson, Il cervello e il pensiero.

Ci sono dei libri che arrivano al momento giusto. Arrivano quando l’attenzione dell’opinione pubblica è rivolta su altre materie considerate da sempre più importanti. Ma spesso le cose più importanti sono quelle che danno ancora un senso a questo nostro Paese che più passa il tempo e più sta franando sotto i colpi di una patologica inerzia che infligge il colpo di grazia su queste precarie fondamenta.

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Venerdì, 31 Agosto 2012 10:54

Castel del Monte anima loci

Dal diario di un'antica navigazione composto intorno al 1250 si legge: una montagna longa enfra terra et alta, e la dicta montagnose clama lo monte de Sancta Maria, et à en quello monte un castello.

Castel del Monte ad Andria, visibile nel tratto costiero tra Trani e Barletta, è con la sua pianta ottagonale, la policromia della sua roccia calcarea, illuminata dal sole, un punto di riferimento per i naviganti dell'epoca ed un esempio nobilissimo di arte posta al servizio del potere.

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Venerdì, 13 Luglio 2012 17:57

Aprire, spalancare le porte alla cultura

Staccate la spina (al televisore)  e non ci sarà più terrorismo
Mc Luhan


Ha fatto molto effetto, sabato sera, leggere sui battenti serrati di Villa D'Este a Tivoli -  che doveva illuminarsi nella notte, per aprirsi gratis al pubblico - che sarebbe rimasta chiusa per lutto nazionale. Un segno, la "chiusura"che, in certi casi, è più assordante di una deflagrazione. Come a dire non si attenta alla vita dei giovani, non si compie un'efferatezza contro la vita e la speranza di futuro della civiltà proprio nel cuore di una scuola che è il primo luogo propulsivo della formazione,della cultura, un luogo in cui la cultura si plasma tramandandola, si libera "concependola".

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Giovedì, 17 Maggio 2012 06:48

La disapplicazione delle leggi

“Più profonda piaga dell’anarchia non esiste” Antigone, v.674

A prima vista un libro sulla disapplicazione delle leggi (Giuffrè 2012) potrebbe apparire rivolto soltanto agli addetti ai lavori o comunque a chi opera, a vario titolo, nel variegato mondo del diritto. Ma nel caso di volumi scritti dall’insigne giurista Vittorio Italia non è mai così. Il suo ultimo lavoro è un saggio agevole che ci mette al corrente di questa materia che riguarda molto da vicino i soggetti giuridici, con il fine primario della certezza del diritto. Il Prof. Italia è sempre molto chiaro, con esposizioni schematiche che arrivano con puntualità al nucleo centrale della trattazione. Per questo giurista dai vasti orizzonti, eminente professore e studioso di diritto pubblico e diritto amministrativo vale una bella frase di Albert Camus “Quelli che scrivono con chiarezza hanno dei lettori, quelli che scrivono in modo ambiguo hanno dei commentatori”. E il concetto di chiarezza deve essere necessariamente connesso con quello di certezza per evitare quel vuoto normativo che danneggia l’intero sistema dei rapporti giuridici.

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“Nessun uomo è un’isola”( John Donne)

Questi i precetti del diritto: vivere onestamente, non offendere alcuno, dare a ciascuno il suo.
(Eneo Domizio Ulpiano)

Gli incipit recenti di molti articoli o scritti cominciano più o meno così: nell’attuale contesto di crisi”; in questo momento difficile; nella complessa situazione. L’elenco potrebbe continuare, ma ciò che accumuna le diverse analisi è la condizione critica in cui versa il “malato” Paese. Un malato di molteplici patologie sociali. Malattie ben conosciute e rare al tempo stesso. Cure che non si trovano e che non si vogliono trovare. E “medici” con specializzazioni formali che non hanno la capacità di intervenire di disinfettare la società sempre più senza regole e senza certezze. Anche le più semplici. Quelle del buon vivere, del vivere civilmente.
E’ stato autorevolmente osservato che il diritto limita e condiziona le nostre azioni, ma che garantisce e difende i nostri diritti. E che Il “diritto”, a differenza della “legge”, possiede una sua “carnalità”, assumendo le sembianze di una “storia vivente”, che si sviluppa attraverso un percorso segnato dalla consuetudine, dalla prassi, dalle convenzioni, dalle interpretazioni rese dalla dottrina e dalla giurisprudenza. In questo senso, opera la riscoperta delle tre dimensioni proprie dello “ius” occidentale: la dimensione “comunitaria” – il diritto è un fenomeno sociale -; la dimensione della “natura delle cose” – il diritto sta scritto dentro i fatti, di per sé stessi “normativi.

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A cento anni dalla nascita del poeta, Giorgio Caproni, si svolgono le iniziative commemorative di uno dei poeti e delle voci più sensibili e care del Novecento, che visse le due guerre, fu partigiano, e si definì un “Genovese di Livorno”. Un viandante sulla “Statale 45 “in Liguria, maestro, musicista, cantore lirico, uomo che molti insigni studiosi ricorderanno a Roma nella Biblioteca dell’Enciclopedia Treccani a partire dal 16 aprile 2012…

Un poeta e il luogo in cui ha vissuto sono la medesima cosa: un’anima che incontra un’anima loci e la canta, la perpetua, le dà voce, la abita, la fa abitare.
Un’anima nell’anima, un compenetrare di emozioni e sentimenti simile ad un trasumanare di un cuore di carne nelle rocce, nelle acque, nelle valli, nei sentieri, nei luoghi e, quando tutto il trasbordare è avvenuto, il luogo respira con l’uomo e l’uomo lo canta e diventa la sua voce.

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